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Colpa dell'uomo o della natura?
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Riflessione sulla vulnerabilità delle comunità umane, sempre più urbanizzate e stipate in megalopoli che raccolgono decine di milioni di persone, di fronte ai rischi ed alle bizzarrie della natura. Che siano causati dal AGW o no.

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Le terribili notizie che ci giungono dall'India, dal Pakistan, dalla Cina, dalla Russia, solo per citare i casi più famosi, ci invitano a riflettere sulla notevole fragilità della nostra civiltà moderna. Vorrei in tal articolo abbandonare la questione sul Global Warming e sulla sua supposta, e mai dimostrata scientificamente, origine e causa dell'aumento dei fenomeni meteorologici estremi a livello globale. Recentemente, ad esempio, un team di scienziati costituito in modo bipartisan, ha dovuto concludere che non è possibile stabilire alcun trend positivo nell'aumento degli uragani negli ultimi anni (cfr www.meteogiornale.it/notizia/17537-1-uragani-e-global-warming-correlazione-non-dimostrata).

Il fatto invece che più dovrebbe colpire di questi grandi disastri ambientali è che poco dipendono dal Cambiamento Climatico Globale in sé, e molto invece dalla incuria e dalla spesso pericolosa negligenza degli uomini. Con ciò non sto negando l'esistenza dell'AGW, e cioè di un Riscaldamento Globale di origine antropica e dovuto soprattutto ai GHG, i famosi Gas Serra. Ma mi sembra più opportuno in questa sede fare un diverso tipo di ragionamento.

Partiamo da questo semplice asserto.
Se un urgano potentissimo colpisse una comunità di 100 uomini farebbe gli stessi danni rispetto ad una comunità di 10 milioni di persone? Ovviamente la risposta è scontata. Ma è talmente ovvia da non essere presa in considerazione da alcuno. Ovviamente parlo di qualcuno in grado di fare qualcosa. La Terra è ormai puntellata di enormi conurbazioni urbane, che sono quasi sempre poco preparate ad affrontare anche il semplice fenomeno meteorologico, figuriamoci quello estremo!

Per fare una esempio che riguarda il nostro paese, dobbiamo dire che spesso un nubifragio provoca nelle nostre città danni enormi: ma i nubifragi sono fenomeni naturali abbastanza frequenti alle nostre latitudini. Allora cosa è cambiato: il clima o piuttosto la gestione del territorio?
Quando di fronte a previsioni di fenomeni meteorologi estremi, con forti temporali, grandine e nubifragi lampo si affrontano lo stesso escursioni a 4.000 metri di altitudine, o ancora peggio, la comunità pakistana o indiana è assolutamente indifesa nei confronti di fenomeni che hanno un certo tempo di ritorno, allora il problema non è più il dibattito sul AGW, ma la quasi assoluta incapacità dei nostri agglomerati urbani di far fronte alle bizzarrie della natura.

Il problema della gestione del territorio e delle adeguate misure di sicurezza nei confronti dei fenomeni naturali più pericolosi non è certo nuovo: appartiene alla storia dell'uomo da sempre. Ma, per concludere come ho iniziato, uno conto era affrontare lo stesso problema da parte di una comunità di poche persone e spesso molto più consapevoli dei rischi che giungevano all'improvviso dalla natura. Un conto è affrontarlo da parte di una megalopoli come Mosca, che inquina in modo dissennato il suo territorio e la sua aria, che non possiede alcuna strategia di emergenza per grandi ondate di caldo e che soprattutto accoglie stipati nelle sue terre decine di milioni di persone.

Una piccola nota: ora i Russi (ma lo farebbero anche gli Italiani e lo hanno fatto i Francesi nel 2003) hanno interesse ad esagerare la portata dell'evento, che sicuramente è stato notevole ed estremo. Qualcuno parla della maggiore ondata di calore nella zona da 1.000 anni. Non so come si possa calcolare una cosa del genere con tale precisione. Quel che è certo è che la regione di Mosca è situata in un'area fortemente continentale e come tale soggetta alla tipica ingente escursione termica delle aree continentali: freddissimo in inverno ma caldo, anche molto caldo in estate. Ricordo di persona un agosto infuocato a San Pietroburgo, con +30°C di giorno e nottate afose. Certo, questa volta il caldo ha toccato punte estreme di ben +40°C e si è protratto per un periodo di tempo eccessivamente lungo. Nessuno può negarlo. Ma anche se vi fossero state settimane a +30°C, cosa già più probabile, come avrebbero reagito le autorità preposte alla salute pubblica. Quali sono state le misure di emergenza adottate?

Aldo Meschiari

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I commenti dei lettori

Aldo Meschiari ha scritto il 13-08-2010 ore 09:53

Grazie per i commenti, di ottima qualità da parte di tutti.

saluti

Giorgio ha scritto il 12-08-2010 ore 23:26

Fenomeni estremi, sempre più "cattivi", dissesto idrogeologico dei territori, eccesiva antropizzazione degli ecosistemi...veramente, chi è causa del suo mal pianga se stesso. Esiste ancora Nemesi Equilibratrice che fa abbassare la cresta agli arroganti, sia come singoli che come comunità. E la nostra "civiltà" coi suoi ridicoli valori che neppure un'apocalisse sembra poter cambiare, quanto ad arroganza non credo che abbia molti eguali nella storia.

nicola ha scritto il 12-08-2010 ore 13:34

articolo che mi e' piaciuto moltissimo! l'inquinamento c'e' e anche molto ma probabilmente si farebbe bene a cercare di organizzarsi per eventi climatici simili invece di star ad urlare continuamente al GW antropico! ma probabilmente a qualcuno o qualche azienda fa' comodo cosi. che poi debba esserci una riduzione delle sostanze inquinanti siamo tutti d'accordo pero' dobbiamo andare piano sul fatto che la colpa si tutto e solo di quello! i cambiamenti del clima ci sono sempre stati e sempre ci saranno

francesco ha scritto il 12-08-2010 ore 12:22

Io credo che l'era del consumismo sia in fase calante, abbiamo corso troppo in fretta, e quando corri non vedi quello che ti succede intorno, di conseguenza non fai nessun adattamento. L'esempio lo abbiamo in Cina, dove nel giro di 100 anni sono cresciuti tecnologicamente in modo spaventoso, hanno costruito intere città dal nulla, successivamente con lo sviluppo della società hanno formato generazioni di geologi, climatologi etc tutto quello che è stato fatto prima adesso è a rischio di inondazioni, siccità e quant'altro. Prevedo almeno 100 anni di sofferenza per la nostra civiltà...siamo in quel limbo tecnologico e sociale che ci permette di essere solo grandi distruttori, c'è bisogno di enormi progressi tecnologici e sociali...non ci metteremo un giorno...Tutto questo per dire che forse qualcosa nel clima è cambiato ma il fatto che un'alluvione sia un problema è un concetto TUTTO UMANO e non della natura nel suo insieme...

dario ha scritto il 12-08-2010 ore 11:23

Caro Prof. Meschiari,
è ordinario, perchè facile e comodo, scaricare le proprie colpe sugli altri e meglio ancora su eventi naturali, in tal caso sarebbe Dio il colpevole. E' dai tempi di Adamo ed Eva che la società cerca sempre un capro espiatorio su cui riversare le proprie nefandezze. Eva, interpellata da Dio nel giardino dell'Eden, disse che fu il diavolo a tentarla, scaricando la colpa della propria debolezza sull'insidia del tentatore. La società globale è molto lontana dalla ragione e si muove inesorabilmente verso l'auto distruzione. E' molto triste rifiutare il dono di Dio e la tristezza più grande è che tale rifiuto è generato da una totale assenza di fiducia nel Creatore. dario Capo d'Orlando

Aldo Meschiari ha scritto il 12-08-2010 ore 10:55

Esatto Antonio F., ma appunto perchè sono possibili non vanno ignorati solo perchè accadono ogni 100 anni. Il pericolo c'è sempre, e la gestione accorta delle emergenze è l'unica soluzione.

saluti

Antonio F. ha scritto il 12-08-2010 ore 10:07

Il Caldo intenso che ha interessato la Russia( Luglio e 1a Dec. Agosto'10) è stata piu intensa e lunga dell'Estate 1920 e del 1928.In Estate in Russia spesso fa molto caldo per clima Continentale(Molto freddo in Inverno e Caldo in Estate).L'Europa Occidentale e l'Italia L'Estate del 2003 (Caldo Storico per intensità e durata), Sono Eventi che probabilm. avvengono 1 volta ogni 100 anni.All'inizio del Secolo scorso l'Europa era da poco uscita dalla Piccola Era Glaciale.Quindi dire che sono state le più intense degli ultimi 500/600 anni forse non è errato. Cordiali Saluti

Maximiliano Herrera ha scritto il 12-08-2010 ore 09:43

Penso bisogna distinguere a livello micro e macro climatici.
A livello microlimatico, l'intervento dell'uomo ha sicuramente causato tanti piccoli cambiamenti microclimatici intervenendo sul suolo, discoscando, creando dighe, laghi artificiali,prosciugandone altri,etc..

La furia della natura si e sempre manifestata a prescidendere dall'uomo,ma e' innegabile che in alcuni casi l'attivita' umana sia la causa, per esempio quando cede una diga che non reggeva un certo quantitativo di pcp o quando a Haiti per l assenza di boschi il fango compre sempre interi villaggi.

luca costantino ha scritto il 12-08-2010 ore 09:35

concordo appieno con ciò che dite. l'uomo è come il cavallo col paraocchi, ha una visione limitata e quindi inesatta della realtà. però, a differenza del cavallo, l'uomo quel paraocchi può toglierselo. però, ovviamente, non lo fa. ora l'AGW è diventata una moda e quindi son tutti pronti a dire che esso è la causa di tutto, senza accorgersi della normalità che vi è in questi eventi estremi. come dite voi, la colpa è di una società umana disorganizzata e impreparata a fronteggiare eventi metereologici di tale portata, ma anche di portata minore (basti vedere quanta poca neve basti a mandar in tilt le nostre città). ma forse il più grande problema è l'ignoranza che l'uomo assiduamente coltiva in sè e che quindi continua ad impedirgli di comprendere veramente la realtà.

andrea trapani ha scritto il 12-08-2010 ore 09:16

Si fatica a trovare un intesa sui protocolli stilati sul clima ogni qualvolta se ne presenti l'occasione.Ed anche paesi grandi come America o Russia non sempre sono d'accordo sui provvedimenti d'adottare,per motivi il piu' delle volte d'interesse economico.Io credo che in tutti questi eventi vi sia la responsabilita' dell'uomo ma sul territorio,molto meno sinceramente sul global warming o cose del genere,perche' le prove non sono sufficienti e poi occorrerebbero ancora diversi anni e studi per sufffragarle con decisione.Che si inquini, si inquina,non si discute ma a dire che sul clima sia tutta colpa dell'uomo si puo'? Saluti

Ivan Mondo ha scritto il 12-08-2010 ore 08:30

Un articolo molto equilibrato e condivisibile.
Ho sempre pensato che spesso i "danni ingenti" siano dovuti più alla dissennatezza delle pianificazioni urbane che non alla violenza dei fenomeni.
Vivo in un'area collinare e, fino agli anni 40, nessuno si sarebbe mai sognato di costruire case in valle, presso il fiume. Dal dopoguerra le case sono state costruite invece sistematicamente nell'area di sfogo del fiume in piena, con conseguente rischio di cosiddette "alluvioni" che non sarebbero poi altro che normali esondazioni del fiume. Grazie dell'ospitalità

Zoboli Daniele ha scritto il 11-08-2010 ore 22:22

Salve Sig. Aldo Meschiari sono un suo concittadino ed apprezzo il suo modo di scrivere. Inoltre leggo con piacere articoli di questo genere, che provano per un attimo a mettere da parte la teoria di massa facendo emergere concetti a mio avviso (condivido) decisamente concreti. Con Stima. Zoboli Daniele.