Zingarate.com - viaggiatori low cost

 
 

Meteo Giornale » Archivio » Monitoraggio Ghiacci Polari »

Banchisa Artica: inizia la volata finale tra il 2007 ed il 2010. Chi la spunterà?
6 Commenti » Commenta

In questi giorni la banchisa artica ha recuperato molto del terreno perso nei confronti dell'anno terribile, il 2007. Purtroppo la configurazione barica che ha portato la banchisa a raggiungere il minimo artico di sempre, sembra riproporsi quasi uguale anche quest'anno: la DA, o Dipole Arctic. D'altra parte lo spessore del ghiaccio marino potrebbe essere più resistente. Vedremo come andrà a finire.

immagine articolo 18383

Nel grafico potete osservare come per ora l'estensione della banchisa polare sia tornata sopra a quelle minima del 2007. Fonte: NOAA.

Come tutti voi ricorderete, nel settembre 2007 la banchisa artica toccò il minimo in estensione di sempre, e per sempre si intende dal 1979, cioè da quando si effettuano misurazioni satellitari. Ma con tutta probabilità tale minimo può essere esteso anche ai decenni precedenti. Allora si stabilì sul Polo un pattern barico denominato Dipole Arctic: senza voler entrare nei tecnicismi, un'area di alta pressione si stabilisce sull'area intorno al Polo, mentre venti miti vengono risucchiati da sud o da sud-est, cioè dall'area siberiana. Ciò ovviamente a lungo andare causa un progressiva fusione del ghiaccio, soprattutto se mono-annuale.

Qualcosa di molto simile si sta verificando anche quest'anno. E quindi, dopo aver fatto sperare non pochi tra studiosi e appassionati durante un inverno e una primavera insolitamente generosi in estensione (si era tornati in media), ora si stanno facendo penare gli stessi per un'estate che sembra voler gareggiare in deficit con il 2007.

Per fortuna, e questo lo possiamo ben osservare nel grafico tratto dal NOAA e riportato qui a fianco, l'attuale trend di fusione del ghiaccio marino ha subito una forte decelerazione, riportandosi più sui livelli del 2006. Ma solo a settembre potremo stabilire se il 2010 avrà fatto registrare un nuovo record minimo in estensione o se il 2007 avrà mantenuto il suo primato.

Intanto dobbiamo ricordare che negli ultimi due anni si è formato una maggiore estensione di ghiaccio bi-annuale e tri-annuale: ciò potrebbe frenare di molto la fusione. Ma come viene ribadito dal prestigioso sito NOAA, saranno la circolazione dei venti, le correnti marine, la copertura nuvolosa a determinare il bilancio in estensione ed in area della banchisa artica nell'anno 2010.

PS - Per chi volesse avere anche qualche notizia positiva: i ghiacci marini antartici continuano ad essere in piena forma, decisamente sopra la media storica.

Aldo Meschiari

Condividi Meteo Giornale

Inizio Pagina

Lascia un commento

(commento da 100 a 1000 caratteri)

I commenti dei lettori

Ottone ha scritto il 22-07-2010 ore 14:32

...Ci si fanno tante domande sui perche' e nessuno ha nemmeno menzionato l'elemento che da solo fa' la differenza in un periodo come questo ove il Nino e' cessato e siamo nel mezzo di un minimo solare piuttosto lungo e che quindi sulla carta vedrebbe scontato un aumento delle estensioni glaciali, cosi' sensibili ad ogni minima variazione. Mi riferisco ai gas serra, il cui aumento in concentrazione nell'atmosfera non accenna a rallentare, anzi. Ma i meteofili tendono a fare una "rimozione" freudiana del problema. Anche a me piacerebbe tanto che fosse solo la natura a dettare le condizioni climatiche, purtroppo credo che OGGI non sia piu' cosi'.

Luca ha scritto il 20-07-2010 ore 11:40

Io credo (e spero) che il 2010 non toccherà il minimo del 2007, ma nemmeno quello del 2008 e del 2009.

http://arctic-roos.org/observations/satellite-data/sea-ice/observation_images/ssmi1_ice_area.png

Se così fosse si tratterebbe del terzo anno consecutivo al rialzo e, in ottica di "linee di tendenza", bisognerebbe forse rivedere tutte quelle stime catastrofiche che puntualmente accompagnano ogni discussione mediatica sulla banchisa artica.

Che siano solo normali fluttuazioni vincolate ai tempi della natura (ben diversi da quelli umani)?

Antonio F. ha scritto il 20-07-2010 ore 10:50

NEL 2007 LA BANCHISA ARTICA NELLA PRIMA META' DI LUGLIO '07 (dati stimati su 16gg) PERSE OLTRE 1.600.000 KMq.DI GHIACCIO. QUEST'ANNO LA BANCHISA ARTICA (PRIMA META' LUGLIO 2010)HA PERSO CIRCA 800.000 KMq. DI GHIACCIO, QUINDI LA META', QUESTO STA AD INDICARE COME I MININI SOLARI ED ALTRI FENOMENI COME LA NINA E LA CORRENTE DEL GOLFO MENO ATTIVA INFLUISCONO E NON POCO SUL CLIMA. IN SUD AMERICA (ORA INVERNO) TEMP. POLARI CHE NON SI VERIFICAVANO DA DECENNI.RICORDATE L'INVERNO SCORSO IN EUROPA?.SALUTI

Antonio F. ha scritto il 20-07-2010 ore 10:20

L'Inverno 2007, il più mite degli ultimi decenni (MEDIA STAGIONALE DI 3/4° SOPRA I VALORI NORMALI): Un inverno 2007 (in Italia) quasi primaverile.Poi segui L'Estate 2007 CALDA con ruggiti d'Africa puntualmente ad ogni 3° decade di Giugno/Luglio ed Agosto quando si raggiunsero massime di 45°/47° in Puglia.Inverno 2010 certamente molto piu freddo. Da 2/3 anni Minimi Solari(INIZ.NEL 2007/8), altro contributo dalla Nina e la Corrente del Golfo meno attiva.BANCHISA ARTICA 2010 fAVORITA, LA SPUNTERA'.CORDIALI SALUTI.

andrea trapani ha scritto il 20-07-2010 ore 10:04

Sembra proprio essere quell'anticiclone menzionato da Lei Sig.Meschiari la causa principe della fusione dei ghiacci artici.Purtroppo anch'io devo aggiungermi tra coloro che quest'inverno e in primavera hanno sperato in una lenta ripresa.Mi soffermavo sulla causa anticiclonica,perche'da come spiega Lei,si evince che decenni indietro tale anticicl.non interferiva o meglio era da tutt'altra parte e questo sarebbe motivo d'indagine da parte degli studiosi.Speriamo in dati positivi in autunno.E complimenti per l'articolo e i dati che ci tengono sempre informati.Un Saluto.

Daniele R. ha scritto il 19-07-2010 ore 22:00

2007 vs 2010...proprio una guerra dei poveri! Maledetto GW...