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La pesante ondata di calore sugli Stati Uniti orientali: quali record sono caduti? Facciamo chiarezza
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Negli scorsi giorni una forte ondata di calore ha colpito le zone nord-orientali degli Stati Uniti, dal New England alla Virgilia, ove martedì 6 e mercoledì 7 luglio sono stati battuti numerosi record termici, tuttavia in gran parte riferiti al giorno stesso e non in senso assoluto.
Le anomalie termiche del 6-7 luglio sugli Stati Uniti, rispetto alla media di riferimento del periodo dal 1968 al 1996 (si può clickare per ingrandire). Fonte dati ESRL/NOAA
Mauro Meloni: 10-07-2010 ore 11:48
I primi tre giorni della settimana hanno visto in azione un'ondata di calore notevole sulle zone nord-orientali degli USA, con diverse località che hanno superato la soglia dei 100°F, corrispondenti nella nostra scala Celsius a 37,5°C. Molti mezzi d'informazione hanno fatto notare che sono stati letteralmente sgretolati i precedenti record, caduti come birilli.
Tuttavia, al riguardo, è necessaria un'importante premessa: sugli States il meccanismo di catalogazione dei record funziona diversamente rispetto a come viene inteso dalle nostre parti. Infatti, quando negli USA si parla di nuovo record di temperature, ci si riferisce ad un confronto con lo stesso giorno degli anni precedenti: le temperature "da record" misurate il 6 ed il 7 luglio sono dunque basate su un raffronto col passato semplicemente su base giornaliera e non certo su base mensile o tanto meno in assoluto.
In linea generale moltissime città, fra cui New York, hanno fatto registrare il nuovo record termico su base giornaliera. Facendo invece raffronti con i record assoluti, non è accaduto nulla di così eclatante: ci sono stati solamente due casi di record eguagliati che riguardano Newark sul New Jersey con +40,6°C (stessa temperatura il 9 agosto 2001), ma in realtà il dato non è stato convalidato per qualche problema strumentale. L'altra temperatura da primato è di Hatford (Connecticut), dove i +38,9°C hanno eguagliato la temperatura toccata il 3 luglio 1966.
L'onda di calore, pur così tosta e capace di risalire fino all'est del Cananda, non è dunque senza precedenti, come si poteva erroneamente intuire dalle notizie diffuse da gran parte dei mass media che hanno fatto un bel po' scalpore. Come possiamo notare dalla carta in alto, l'anomalo caldo del 6-7 luglio sugli Stati Uniti orientali derivante da una concomitante notevole discesa fredda che ha colpito viceversa i settori occidentali.
I disagi connessi alla fase climatica rovente non sono stati così limitati, ancor più per il fatto che è giunta dopo un periodo di temperature sostanzialmente nella norma: si è avuta qualche vittima per malore, mentre sono state diffuse le interruzioni nell'erogazione della corrente elettrica, a causa dell'eccessiva domanda d'energia derivante dall'uso massiccio dei condizionatori.
Mauro Meloni






