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Banchisa artica: la forte crisi non si arresta!
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Le temperature nelle ultime settimane, a partire dal mese di maggio, sono state molto miti nell'area artica, superiori alla norma anche di 5°C. Ciò ha causato una sensibile e accelerata fusione dei ghiacci marini più recenti e sottili. Attualmente la banchisa artica è addirittura inferiore all'estensione del terribile 2007, l'anno del minimo storico.
Grafico dell'attuale estensione della banchisa artica tratto da http://nsidc.org/arcticseaicenews/
A partire dal mese di maggio, anche se già in aprile l'inversione di tendenza si era già palesata, la fusione dei ghiacci artici si è fatta sempre più veloce e diffusa. Ovviamente i primi a cedere alle temperature elevate per il periodo e sopramedia sino a 5°C sono stati i ghiacci più periferici e recenti. Questi infatti sono i più sottili e quindi i più vulnerabili ai mutamenti termici. I grandi risultati ottenuti in estensione e in area nel corso dell'inverno e della primavera, come più volte avevamo avvertito, sono stati certo importanti ma per molti aspetti effimeri: è l'estate a decidere le sorti della banchisa artica, che come tutti ben sanno, non può usufruire di una piattaforma continentale e giace quindi totalmente sul mare.
Ecco perché sono importanti le correnti marine, i venti dominanti, ma anche le avvezioni termiche e soprattutto in estate la copertura del cielo. Se nell'area polare dovesse, durante la stagione calda, permanere a lungo una alta pressione al suolo, ciò favorirebbe un soleggiamento molto accentuato con conseguenze negative per i ghiacci marini.
Attualmente, come possiamo osservare nel grafico qui riportato, tratto dal prestigioso ente NSIDC, la situazione in estensione della banchisa artica è disastrosa, peggiore addirittura di quella del 2007 nello stesso periodo. Ricordiamo che nel settembre 2007 la banchisa artica toccò il suo minimo assoluto, cioè riferito al periodo 1979-2009, da quando sono iniziate le misurazioni satellitari.
Questi sono i fatti.
Prevedere come andranno le cose e cioè se avremo o no un nuovo minimo storico in settembre è a detta degli scienziati impossibile. Sopra infatti ho ricordato alcuni dei principali fattori meteorologici che determinano la salute dei ghiacci marini artici. Ultimamente si fa un gran parlare nei siti specializzati delle misurazioni dello spessore e del volume dei ghiacci marini. Certamente ciò rappresenta un notevole passo avanti rispetto alla misura della sola superficie. Infatti provate a inserire nell'acqua una stessa massa ghiacciata, ma prima in forma di cubetto con scarsa estensione e notevole spessore, poi in forma di lamina, con notevole estensione e scarso spessore. Ciò che noterete è che fonderà molto più velocemente la lamina rispetto al cubetto.
Quello che si spera è negli ultimi anni si sia formata una certa quantità di ghiaccio biennale o pluriennale, più resistente ai forcing termici o di altro tipo. Alcuni studi sembrano confermarlo, come quelli del PIPS (The Polar Ice Prediciotn Center). Vedremo. D'altra parte anche il ghiaccio più spesso non può resistere a lungo a forti forcing termici positivi e a prolungati periodi soleggiati. Nei prossimi aggiornamenti capiremo meglio quale sarà il destino della banchisa artica nell'estate 2010.
Aldo Meschiari
Ieri: 08:44Piacenza si è svegliata col TEMPORALE



