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Artico di nuovo in grande crisi!
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Dopo gli ottimi risultati, sia in area che in estensione, raggiunti nei mesi primaverili, la banchisa artica ha subito in poche settimane un crollo verticale che addirittura la porta sotto la media dell'anno terribile, il 2007.
Nel grafico tratto dal prestigioso ente americano NSIDC, vediamo il crollo verticale dell'estensione della banchisa artica avvenuta in poche settimane.
Il grafico che abbiamo riportato qui di fianco, tratto dal prestigioso ente americano NSIDC, la dice lunga sul crollo verticale in estensione della banchisa artica avvenuto nel giro di poche settimane. Se nei mesi di marzo e aprile l'estensione e soprattutto l'area dei ghiacci marini artici si erano, dopo diversi anni, riportati in media, durante il mese di maggio vi è stata una velocissima fusione delle aree più meridionali della banchisa e ovviamente di quelle più sottili, cioè di più recente formazione.
Come abbiamo sempre detto nei pezzi che si occupano dei ghiacci marini polari, i conti si fanno sempre a settembre, quando la banchisa artica raggiunge il suo minimo annuale. E quindi se è giusto esultare per una fase più o meno lunga positiva, non dobbiamo mai dimenticare che è proprio da adesso in poi, cioè durante i mesi caldi, che i ghiacci marini sono sottoposti allo stress maggiore. Attualmente l'anomalia negativa è cresciuta sino a 1 milione di kmq: risultato peggiore anche del 2007 nello stesso periodo stagionale.
Ovviamente se era presto per esultare nei mesi primaverili, è nondimeno presto per deprimersi a maggio. L'estate artica sta per iniziare, ma lo fa di certo non sotto i migliori auspici. Infatti se è vero che la concentrazione dei ghiacci era aumentata negli ultimi due anni, facendo quindi crescere in percentuale il ghiaccio biennale o pluriannuale più spesso e resistente, non dobbiamo dimenticare che usciamo da un NINO forte. Statisticamente quando si ha un episodio di NINO moderato o forte in inverno, come quest'anno appunto, è proprio durante i mesi estivi che il riscaldamento maggiore si fa sentire nell'area artica, con un lag temporale di qualche mese.
È vero che molto dipenderà anche dalle correnti oceaniche e dai rispettivi trasporti di calore. Però oggettivamente non me la sento di pronosticare un'estate positiva per la banchisa artica.
Verificheremo nei prossimi articoli sul tema se tale pronostico sarà stato troppo pessimista.
Aldo Meschiari
Ieri: 08:44Piacenza si è svegliata col TEMPORALE



