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I possibili cambiamenti negli scenari futuri scrutando le teleconnessioni: prospettive di discese artiche?
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Arctic Oscillation di nuovo in calo, El Niño alle battute finali: probabile fase più movimentata tra fine Marzo ed inizio Aprile
In base alle ultime emissioni modellistiche ed all'andamento previsto dei principali indici di teleconnessione, pare assai probabile un nuovo indebolimento del Vortice Polare, a favore della possibile genesi di nuovi blocchi anticiclonici tra il Nord Atlantico e la Groenlandia.
Mauro Meloni: 17-03-2010 ore 13:49
Previsioni analisi indice AO, previsto in probabile discesa dopo l'ulteriore temporanea risalita dei prossimi giorni. Fonte NOAA
L'attuale fase di calma anticiclonica sembra sancire l'ormai conclamata fine dell'Inverno, eppure non si devono certo escludere nuovi colpi in canna del freddo artico, una caratteristica che non è certo inusuale negli inizi di Primavera, persino in occasione delle stagioni invernali più miti. Rammentiamo che quest'Inverno appena trascorso è stato fortemente rigido sull'Europa Centro-Settentrionale, soprattutto per la perseverante azione di un Arctic Oscillation su valori negativi, che in poche parole ha significato il predominio delle alte pressioni sul Circolo Polare Artico ed i brandelli gelidi del Vortice Polare spesso vaganti sui territori nord europei ed altre zone settentrionali del nostro Emisfero. Attualmente il grande freddo invernale è in fase di regressione, ma resiste sull'Europa Nord-Orientale.
Previsioni analisi indice NAO, previsto anch'esso in possibile discesa, seppure con valori mediamente solo di poco negativi. Fonte NOAA
Le ultime indicazioni provenienti dal Climate Prediction Center propenderebbero dunque per un nuovo calo sul medio periodo sia dell'Arctic Oscillation (denominata AO, osservabile in alto) che della NAO (osservabile sul grafico qui a lato), seppure quest'ultima in misura molto meno significativa. Tuttavia la previsione futura di questi indici, realizzata tramite super calcolatori, risente delle tipiche oscillazioni, specie sul lungo termine, a cui sono soggette le emissioni modellistiche dei parametri atmosferici più noti; pertanto sono utilizzati più cluster per verificare in termini di probabilità l'andamento previsto e, man mano ci allontaniamo dal periodo di riferimento, più si incorre nel rischio d'errore, ben delineato nel nostro caso odierno dal fatto che le varie ipotesi tendono in parte a divergere fra loro a fine previsione.
Se queste proiezioni dell'AO e della NAO, dovessero trovare conferma, si potrebbero formare nuove strutture anticicloniche di blocco fra la Groenlandia, l'Islanda e le Isole Britanniche, nell'ambito di una configurazione barica che vedrebbe il contestuale indebolimento del Vortice Polare e maggiori possibilità di discese artiche, in stile invernale, verso il cuore dell'Europa. Questa tendenza si potrebbe tuttavia realizzare solo dopo il 25 Marzo, se non ad inizio Aprile, pertanto è necessario attendere conferme più attendibili nel corso dei prossimi giorni. Fra gli altri indici, segnaliamo la fase negativa della QBO (Quasi Biennal Oscillation, favorevole ai moti antizonali) e la debole fase di El Niño, ancora attiva sul Pacifico come possiamo osservare sulla mappa delle attuali anomalie termiche degli Oceani.
Le anomalie delle temperature degli Oceani (SST) mettono in evidenza la presenza ancora di un debole El Niño sul Pacifico Centrale, al largo delle coste centro-americane, anche se vi sono i primi segnali di raffreddamento delle acque in alcuni settori, sintomo del probabile avvio del fenomeno opposto de "La Nina". Fonte NOAA
Le frequenti irruzioni fredde da Dicembre a Gennaio (specie in campo europeo), ma anche il forte colpo di coda invernale marzolino, sono quasi tutte avvenute con un indice AO fortemente negativo, una NAO leggermente negativa ed una fase perdurante di El Niño debole: in considerazione del fatto che ora i vari indici potrebbero di nuovo allinearsi su posizioni simili a quelle che hanno contraddistinto gran parte della stagione invernale, potrebbero pertanto crearsi in prospettiva, non eccessivamente lontana, quelle condizioni per nuovi raffreddamenti termici sull'Europa, senza ovviamente trascurare il fatto della stagione primaverile che avanza. La traiettoria delle ipotetiche discese fredde non è certo possibile delinearla fin d'ora, pertanto le eventuali ripercussioni sulle latitudini mediterranee sono notevolmente incerte.
Mauro Meloni






