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Il freddo e la neve di marzo, tra normalità e anomalia
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Abbiamo vissuto un evento anomalo o eccezionale? Il confronto con altre ondate di freddo e neve occorse nel mese di marzo nel recente passato ci può suggerisce l'esatta risposta.
Nella prima foto la straordinaria nevicata del 10 marzo 2010 a Carpi, Emilia (foto di Aldo Meschiari). Nella seconda foto la bufera di neve del 3 marzo 2005 a Genova (foto di William Demasi).
Massimo Aceti: 12-03-2010 ore 08:16
Il giorno 8 marzo aria fredda da nord-est giunge sul Golfo del Leone e il Mar delle Baleari causando grandi tempeste di neve sulle regioni della Catalogna e del Languedoc-Roussillon. Tra Gerona e Perpignan cadono anche 30/40 cm di neve fin sulla costa. La neve, con leggero accumulo, scende anche su Barcellona, e in Francia più copiosa su Montpellier e Nimes. La depressione si sposta verso levante, verso la nostra Sardegna, e poi punta il Tirreno e le coste del Lazio. Nel frattempo altra aria fredda entra dalla porta della Bora. E' la genesi della grande tempesta di neve che ha interessato buona parte del Nord Italia e parte del Centro, la Corsica e parte della Sardegna. Ma della cronaca ci siamo già occupati, proviamo invece a mettere a confronto questa ondata di freddo e neve con altre occorse nei mesi di marzo del passato, e a capire quanto c'è di anomalo nella situazione attuale.
Quando si parla di grandi ondate di freddo e neve marzoline non può che venire alla memoria l'inizio di marzo 2005. Quell'anno si veniva da un febbraio particolarmente freddo e nevoso su tutta la dorsale peninsulare, con record di neve ultra-decennali in Appennino. Il 1° marzo l'ennesima recrudescenza fredda e nevosa colpì il Centro-Sud Italia, con neve sulle colline di Napoli, a medio-bassa quota in Calabria, e soprattutto con abbondanti accumuli sulle coste del Medio Adriatico, dal sud delle Marche al Molise. Ancora qualche giorno di pausa, e poi una nuova perturbazione nevosa raggiunse il Nord e la Toscana. 30 cm di neve caddero su Genova, nevicò con abbondanza su Milano e su gran parte della Lombardia, sulle pianure dell'Emilia, sul Piemonte, sul nord della Toscana, con accumuli importanti su Lucca, con rovesci fin sulla Versilia; nevicò in Veneto imbiancando Verona, Venezia, Rovigo, 20 cm caddero su Belluno, almeno 10 su Udine. Ma non sono solo le nevicate ad impressionare in quel mese di 5 anni fa. Il primo marzo si registrarono le temperature più basse di tutto l'inverno, con una media, in Italia di -0,5°C, che fa entrare di diritto quell'ondata di freddo nella storia climatica d'Italia. Le temperature sulle Alpi raggiunsero -23°C a Dobbiaco e al Passo Resia, -22°C al Passo Rolle, in Appennino -20°C al Cimone, -16°C al Terminillo. +0,5°C di media si registrarono il giorno 2, quando in pianura o a bassa quota si scese a -12°C a Piacenza e Ronchi dei Legionari, a -11°C a Novara e al Passo dei Giovi, a -10°C a Torino, Verona, Vicenza ed Arezzo. Il 3, il giorno delle grandi nevicate, si salì a +1,8°C poi, come spesso accade successivamente alle nevicate al Nord Italia, subentrò una fase di addolcimento, prima di una nuova recrudescenza invernale tra i giorni 7 e 8 e all'avvento in pompa magna della primavera dopo il giorno 10. Quel mese, grazie ad una seconda quindicina caldissima, riuscì addirittura a terminare in media climatica!
L'ondata di freddo del marzo 2005, per quanto non lunghissima, fu assai più intensa, sul lato temperature, di quella attuale. Quest'anno, infatti, la temperatura media del giorno più freddo, il 9, è stata di +3,5°C, il giorno 10, nonostante le fitte nevicate al Nord e in Appennino, addirittura +5°C, appena 2 gradi in meno della media climatica del periodo. In montagna i valori di temperatura più bassi si sono raggiunti al Monte Paganella, con -18°C, al Passo Resia con -15°C, al Cimone con -14°C, e in pianura si è scesi al massimo a 2 o 3 gradi sotto lo zero. Quella attuale non appare pertanto, al momento, nonostante la tanta neve caduta, un'ondata di freddo di eccezionale entità, nemmeno relativamente al mese di marzo.
Scorrendo a ritroso nel tempo, incontriamo il marzo 1987. Quel mese fu realmente gelido, il più freddo marzo almeno degli ultimi 50 anni, secco al Nord e nevoso al Sud, ed ebbe temperature molto basse e persistenti fino a tutta la seconda decade. La Puglia fu probabilmente la regione italiana più colpita dal freddo e dalla intemperie. Gioia del Colle ebbe 5 giornate di ghiaccio (con massima inferiore a 0 gradi), a Santa Maria di Leuca fu il mese più freddo degli ultimi 60 anni, persino più freddo del febbraio 1956. A Bari tra il giorno 5 e il 17 la temperatura minima non superò mai i 3 gradi, si contarono 6 nevicate e il mese fu meno freddo solo del febbraio 1956. Nevicò 7 volte a Potenza, una a Napoli e Crotone. Un episodio nevoso colpì addirittura Palermo. E al Nord non fu certo un mese caldo. Udine scese fino a -8°C, Firenze a -7°C, Venezia a -6°C, Trieste scese 9 volte sotto lo zero.
Ma se trattiamo di marzo e di neve non possiamo tralasciare il 1971, quando nevicò per 4 volte a Roma accumulando oltre 15 cm di neve, nevicò a Palermo, Napoli, su tutta la Puglia, Rimini, Genova, Milano, Firenze, Cagliari e molte altre città. La temperatura crollò fino a -10,5°C a Torino, a -4,9°C a Roma, a -3,6°C a Genova e Napoli.
Un altro celebre marzo è quello del 1963. Concluse un inverno freddissimo, il più freddo in Europa di tutto il XX secolo. Si toccarono -20°C a Tarvisio, -12°C a Piacenza, L'Aquila e Firenzuola, -11°C a Cuneo, -10°C a Grado, Gorizia e al Passo dei Giovi, -9°C a Potenza e Campobasso, -6,5°C a Roma, -4°C a Termoli e Napoli, 0 gradi a Taormina.
Il marzo 1976, pur non freddissimo, ebbe importanti nevicate al Nord Italia e un'ondata di freddo nella seconda decade del mese. A Torino nevicò tra i giorni 5 e 8, a Milano tra il 6 e l'8, a Brescia, Bologna e Rimini tra il 6 e il 9, l'8 e il 9 nevicò in gran parte del Veneto, a Trieste e in Romagna, la neve arrivò anche in Toscana e sul litorale marchigiano e, mista a pioggia, in Puglia. Il freddo più intenso, al Nord, giunse però dopo il 10. Il giorno 11 Pisa scese a -3°C, e il 12 a -4°C, Bologna rispettivamente a -7°C e -5°C, Cervia a -6°C, Verona a -5°C, poi il giorno 13 una nuova nevicata colpì il Nord Ovest, interessando Torino, Milano e Genova, e l'Emilia, e il giorno 14 si diffuse anche al Veneto. Quel marzo del 1976, meno freddo del 1971, del 1987 e del 2005, fu però in varie parti del Nord Italia più nevoso, ed oltre ad accumuli considerevoli, ebbe numerosi giorni con neve.
Abbiamo dunque visto che il mese di marzo non è nuovo ad eventi di gran freddo con nevicate consistenti e diffuse e che il marzo attuale non si sta presentando particolarmente anomalo sul lato temperature. Le nevicate invece, in alcune zone del Nord Italia, segnatamente su Emilia, entroterra romagnolo, est e sud Lombardia, basso Piemonte, entroterra savonese, alcune zone della Toscana centro-meridionale e per l'Isola d'Elba e il Montefeltro, risultano tra le maggiori per questo mese da quando si hanno a disposizione dati e memorie affidabili.
Massimo Aceti
I commenti dei lettori
Antonio F. ha scritto il 28-08-2010 ore 09:20
Uno Scenario, un paesaggio da cartolina di altri tempi come la "Piccola Era Glaciale", cosi si presentava tutto intorno il Golfo di Napoli nel pomeriggio del 3 Marzo 1971,imbiancato dopo un intensa nevicata fino s.l.m.( spiaggie), iniziata verso le 8.00 di mattina fino alle prime ore del pomeriggio.Quella è stata l'ultima intensa nevicata, sono seguite altre come nel Gen.'79-Gen.'85 ma non intense "storiche"come nel '56-'63- ed appunto l'ultima nel Marzo'71 mese di Primavera Meteo quindi Evento eccezionale . Saluti
Maximiliano Herrera ha scritto il 12-03-2010 ore 19:48
Non puo mancare nella lista il mese capolavoro del marzo 1949 con una -10 che arriva fin sulla Sicilia e nevicate strepitose nel basso tirreno Napoli compresa , 15cm di neve a Messina a livello del mare, gran neve a Palermo, spettacolare neve a Trapani, nella costa siciliana meridionale, neve a Panetelleria, fiocchi di neve persino a Malta, e uan delle rarissime volte (3 volte nel Xx secolo) in cui la neve attacco nelle colline libiche sopra i 500m slm
Cristiano Guerra ha scritto il 12-03-2010 ore 18:42
Complimenti per l'articolo e per il sito in generale, che mantiene sempre al centro la serietà scientifica ed il dibattito senza clamori. Per il Montefeltro e per la Repubblica di San Marino, mi permetto di segnalarti che seppure importanti, le nevicate di questa settimana di marzo non sono paragonabili con alcuni eventi storici, tra i quali ti ricordo il marzo 1939, il marzo 1940, il marzo 1973, il marzo 1976 ed il marzo 1982...
Roberto Breglia ha scritto il 12-03-2010 ore 16:01
Gentile Massimo(ti ho dato del tu poichè condividiamo la stessa passione per questa scienza meravigliosa),voglio farti i complimenti per l'interessante articolo che hai scritto e poi passerei ad un mio commento.Quest'inverno è stato per alcune nazioni europee uno dei più freddi e nevosi di questi anni e forse in alcuni casi si merita l'appellativo di storico;per quanto riguarda l'Italia è stato freddo e nevoso al nord ma piuttosto mite al centrosud(anche se generoso in piogge).Io essendo freddofilo ed abitando a Napoli,sono rimasto alquanto deluso per non aver vissuto alcuna ondata di gelo o di neve nella mia zona.....una cosa però mi ha reso felice e mi ha consolato ed è stata vedere la srepitosa forma dell'Anticiclone russo-siberiano che per anni era quasi scomparso dalla scena e che alcuni davano per spacciato,speriamo che anche nei prossimi inverni l'Orso possa ruggire forte! Un saluto
paologiorgi ha scritto il 12-03-2010 ore 10:04
Gent.le sig.Aceti,ottimo articolo il suo,con dovizia di particolari,riferimenti storici precisi,ricco di dati riferiti a tutte le zone d'Italia.Un vero piacere leggerlo.Mi permetto una considerazione,magari non inerente al tema e già fatta al dr.Meschiari e riferita ad un suo articolo di 2 giorni fa,che peraltro è stata ignorata. Io credo che la durezza di un inverno non sia data dalla somma degli accumuli dei vari episodi nevosi:ad esempio 10 nevicate da 20 cm = 2 metri.Poi,ogni volta, dopo 48 ore,cambiano i venti e la neve si liquefa in men che si dica.Io ricordo inverni passati,anni50/60 quando nevicate di 10 o 15 cm restavano al suolo per 15 giorni e oltre (zona medio adriatico alt.circa 300mt).Voglio dire che è la persistenza del freddo dopo una nevicata l'unico elemento che da spessore ad un vero inverno (vedi anni 56/62/63/71/79/85 ecc.)Un caro saluto. all'85.







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