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L'ultima bianca sorpresa dell'inverno
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Blizzard di neve in gran parte del Nord, nevicate ingentissime su parte delle Alpi occidentali e Appennino Centro-Settentrionali, ancora piogge estreme su Sicilia, Calabria e Puglia, la cronaca di tre giorni di inverno rubati alla primavera.
Marciana, paesino sulla parte occidentale dell'Isola d'Elba, ad appena 400 metri di quota, sotto la furiosa tempesta di neve del 10 marzo 2010. Foto di Marco Galli.
Massimo Aceti: 11-03-2010 ore 17:36
Le ondate di freddo invernale nel mese di marzo non si possono considerare un'eccezione, ma gli eventi nevosi che hanno colpito molte zone del Nord e Centro Italia in questi ultimi giorni, nemmeno possono essere ricondotti alla normalità.
La cronaca ci ha riferito delle nevicate copiose che hanno interessato molte regioni italiane, ma proviamo a rifare un riassunto di quanto avvenuto, iniziando dalle nostre regioni settentrionali, e tenendo presente che alcuni fenomeni sono ancora in corso.
Valle d'Aosta, Piemonte e Liguria
Il nostro settore nord-occidentale, che già veniva da un trimestre invernale freddissimo e molto perturbato, ha vissuto un altro evento nevoso di grande rilevanza. Basso Piemonte ed Oltregiogo ligure sono state ancora una volte le zone più colpite, con accumuli rilevantissimi, oltre il mezzo metro già a quote collinari, fino a 2 metri in montagna. La neve ha raggiunto Aosta e Torino, con accumuli contenuti, è stata molto abbondante su Cuneo, Asti e Alessandria, sulla Riviera Ligure si sono avute sfiocchettate, con qualche modesto accumulo sul savonese. La perturbazione è stata accompagnata da vento fortissimo in Liguria: a Capo Mele registrata una raffica di 130 km/h, sull'Appennino di Levante è nevicato a modo di blizzard, con furioso scaccianeve.
Lombardia ed Emilia-Romagna
A Milano ha nevicato per 24 ore, ma l'accumulo al suolo è stato irrisorio. Le aree regionali maggiormente colpite dalla nevicata sono state quelle meridionali e orientali, come Pavia, Lodi, Cremona e Mantova. A Brescia si è probabilmente avuta la maggior nevicata marzolina dell'ultimo secolo. Un'intensa nevicata ha colpito anche Varese. Per Milano e la Brianza l'evento nevoso è stato invece assai modesto e molto meno intenso rispetto a quello del marzo 2005.
La Star di quest'ondata di neve è stata probabilmente l'Emilia-Romagna. Ha nevicato un po' ovunque in regione, solo le aree costiere della Romagna sono state risparmiate. In Emilia, in particolar modo sulla pedemontana e in Appennino, gli accumuli nevosi hanno superato il mezzo metro, anche un metro a quote di bassa montagna. Bologna, Modena, Reggio Emilia, ma anche Parma, Piacenza, Ferrara e Forlì, tutte queste città hanno visto neve con accumulo, anche ingente, accompagnate spesso da forte vento di bora.
Triveneto
Diffuse sono state le nevicate anche sulla Pianura Veneto-Friulana. Gli accumuli assai meno ingenti rispetto all'Emilia, manca d'altra parte in questa zona l'effetto Stau prodotto dall'Appennino. Ha nevicato con accumulo a Verona, e non è certo usuale, a Venezia, Padova, Treviso. Molta la neve presente sulle Prealpi Venete. Anche in Veneto, e in Friuli, la nevicata ha assunto le caratteristiche di blizzard, con fenomeni di scaccianeve. In Friuli la bora ha soffiato oltre i 100 km/h, ma è stato nella Venezia-Giulia che questo vento, come al solito, è arrivato alle sue punte massime, toccando a Trieste i 152 km/h, un vero record degli ultimi decenni. Più penalizzato il Trentino-Alto Adige, che ha avuto neve solo in montagna, mentre all'asciutto è rimasto il fondovalle dell'Adige.
Toscana e Lazio
Da record le nevicate nella zona delle Colline Metallifere, specie attorno alla zona di Volterra. Gran neve anche nella zona dell'Amiata, nel senese, verso i confini con l'Umbria, e ovviamente, nel settore padano della provincia di Firenze e lungo l'Appennino. La neve è caduta fin su Grosseto, con accumuli a partire da quote collinari. Gran nevicata sull'Isola d'Elba. Nel Lazio è stata colpita soprattutto la provincia di Viterbo, con neve anche sul capoluogo. La neve è riapparsa sulle zone collinari della provincia di Roma, e poi in Appennino. Più a sud le temperature sono rimaste troppo alte per consentire fenomeni nevosi a bassa quota, più a nord, verso la valle dell'Arno, sono mancate le precipitazioni consistenti, risultando queste zone sottovento rispetto alle correnti da nord-est, e senza poter usufruire in maniera corposa dell'umidità proveniente dal Tirreno, vista la posizione più meridionale del minimo di pressione.
Marche, Abruzzo e Molise
In alcune zone di queste regioni si è avuta la maggior nevicata stagionale. Urbino è stata sepolta dalla neve e tutto l'Appennino Umbro-Marchigiano ha goduto di intense nevicate. La neve è caduta con abbondanza in gran parte dell'entroterra Abruzzese sopra i 500 metri di quota, ma in alcuni casi anche sotto tale quota. Un'imbiancata si è avuta anche su Teramo. Niente neve sulla costa, né nelle Marche né in Abruzzo, si è avuta solo pioggia, con fiumi e torrenti ingrossati. Campobasso, in Molise, ha avuto la maggior nevicata di una stagione assai avara in termini di neve.
Sud Italia e Sicilia
Ancora una volta le regioni del Sud hanno visto una risalita di correnti sciroccali che ha colpito soprattutto il settore ionico e del basso Adriatico. Grandi precipitazioni, con quota neve risalita fino oltre i 1500 metri, hanno interessato in Sicilia catanese e messinese, in Calabria il crotonese, e in Puglia il Salento e il tarantino, con conseguenti smottamenti, frane, allagamenti. Eventi che si ripetono, specie in Calabria e Sicilia, da mesi. Dall'inizio dell'anno alcune aree calabresi hanno superato i 1000 mm di accumulo di pioggia, nella Sicilia orientale i 700 mm. Valori, che pur considerando che l'inverno è la stagione delle piogge nel regime climatico mediterraneo, appaiono esagerati. Sull'Appennino Lucano e Campano la quota neve si è attestata attorno ai 1000 metri o poco sotto (e sta attualmente nevicando).
Sardegna
Il passaggio del vortice depressionario sull'Isola, ha comportato un'accentuata instabilità e il prodursi di rovesci nevosi fino a quote basse. Qualche fiocco è caduto fin su Sassari, ma sono state le zone centrali della regione, la Barbagia in primis, a veder cadere neve abbondante fin a quote collinari. La Sardegna è probabilmente, insieme alla Toscana, la regione italiana che più di tutte ha vissuto situazioni invernali opposte quest'anno, con richiami caldi alternati ad avvezioni fredde e nevicate a bassa quota.
Quest'ultima ondata di freddo è stata una conclusione degna di un inverno assai dinamico, lungo e freddo al Nord Italia, variabile per situazioni al Centro e Nord Italia, molto piovoso e mite al Sud, e che ha visto l'assoluto predominio delle depressioni sulle alte pressioni.
In un successivo articolo metteremo a confronto questa ondata di freddo e neve marzolina con quella del 2005 e di altri celebri mesi di marzo.
Massimo Aceti
I commenti dei lettori
Francesco da Firenze ha scritto il 13-03-2010 ore 14:44
Ciao!
Grazie, x aver risposto, sei stato chiarissimo!
Massimo Aceti ha scritto il 12-03-2010 ore 15:02
@ francesco: la mia interpretazione della mancata neve a Firenze e in generale nella medio-alta Toscana (salvo zone collinari-montane) è la seguente: 1) la valle dell'Arno si è trovata sottovento alle correnti dominanti da NE; 2) le termiche erano al limite per la neve in pianura; 3) il minimo è passato troppo a sud, per la neve in alta Toscana è più favorevole un minimo sul Ligure piuttosto che sul Tirreno. Questi tre fattori sono tutti legati tra loro. Se qualcuno ha spiegazioni migliori ben vengano.
francesco da Firenze ha scritto il 12-03-2010 ore 14:29
Buon pom, Sign, Massimo Aceti!!
Tre giorni fà avevo letto le previsioni del tempo e dicevano che sarebbe arrivata una forte perturbazione di origine artica - continentale se non sbaglio, dove avrebbe colpito regioni che fino ad ora erano state risparmiate.
Allora mi sono chiesto che è la volta buona che nevicherà a FIRENZE e in tutta la TOSCANA, ma purtroppo così non è stato, praticamente ha nevicato solo la parte meridionale della TOSCANA, SIENA, AREZZO, VOLTERRA, e anche l'ISOLA D'ELBA ( qui ci sono rimasto di stucco), e nei d'intorni di FIRENZE come ha citato nel suo articolo, e infatti in città ha nevicato solo la mattina presto e poi si è transformata in pioggia nel pomeriggio.
La domanda che volevo farle è questa: COME MAI HA COLPITO SOLO UNA PARTE E NON L'ALTRA? Eppure mi sembrava che i presupposti barici ci fossero.
X cortesia aspetto una sua risposta, grazie!!!
Cordiali saluti!!!
Massimo Aceti ha scritto il 12-03-2010 ore 14:03
Quella definizione di blizzard (presa da wikipedia ed incompleta) è una di quelle possibili. Il NOAA classifica il blizzard semplicemente nel seguente modo:
A blizzard means that the following conditions are expected to prevail for a period of 3 hours or longer:
Sustained wind or frequent gusts to 35 miles an hour or greater; and
Considerable falling and/or blowing snow (i.e., reducing visibility frequently to less than ¼ mile).
A tutti gli effetti diverse aree italiane hanno vissuto un fenomeno di blizzard. Saluti.
Massimiliano Crivellari ha scritto il 12-03-2010 ore 13:45
Una tempesta di neve si classifica come blizzard se presenta le seguenti caratteristiche:
* visibilità inferiore al chilometro;
* venti sopra i 40 km/h ;
* temperatura percepita a causa del vento (windchill, che è diversa dalla temperatura dell'aria registrata dai termometri) inferiore a ?25 °C, poiché quando il vento spira ad una certa velocità influisce sulla sensazione di freddo che il corpo umano percepisce perché porta via il calore che il corpo stesso produce, e lo raffredda più rapidamente;
* durata di almeno 4 ore.
Paola - Venezia ha scritto il 12-03-2010 ore 09:53
Buongiorno sig. Aceti,
leggo sempre con molto interesse gli articoli di Meteogiornale. Io abito a Venezia -più precisamente al Lido- e devo dire che una nevicata come quest'ultima erano molti anni che non la vedevo. Il vento di bora era molto forte, sembrava una vera bufera. Alcuni alberi sono caduti e molti rami spezzati. Ora la neve si sta velocemente sciogliendo ma pazienza. Un saluto a tutti.
Massimo Aceti ha scritto il 12-03-2010 ore 09:14
Rispondo a chi critica l'uso della parola blizzard. Il blizzard è una tempesta di neve accompagnata da forte vento e visibilità ridotta. Sono esattamente le condizioni in cui si sono venute a trovare Trieste, altre zone del Friuli-Venezia Giulia, e diverse zone appenniniche settentrionali. Non c'è una convenzione univoca a livello mondiale per definirlo in maniera dettagliata.
Domenico Martinelli ha scritto il 11-03-2010 ore 23:19
Parlate di blizzard ???
Ma perché esagerazioni ??? Solo per un pugno di contatti !
paologiorgi ha scritto il 11-03-2010 ore 22:29
Per Dario di Capo d'Orlando.
Gent.mo Dario ti ringrazio tanto per esserti interessato di me.Stai tranquillo che va tutto bene e ti rinnovo la mia stima per i tuoi commenti sempre profondi e con riferimento a Lui che è origine del creato.Ti preciso che ho scritto ancora,ma i miei commenti,anche se spesso controcorrente ma sempre garbati,civili e rispettosi della professionalità della redazione,non sono più stati pubblicati.In alcuni casi si scrive "come ampiamente previsto",ma quando si sbaglia (spesso)è difficile ammetterlo e non si fanno spargimenti di cenere.Scriverò sempre meno, questo si. Grazie ancora.
paologiorgi ha scritto il 11-03-2010 ore 22:17
Gent.sig.Aceti,
voglio dirle che io non mi sono lamentato affatto circa la mancata citazione dell'abbondante nevicata di Ascoli.Basta che rilegga il mio commento.Ho solo precisato che, sia a Teramo che in Ascoli, le nevicate sono state abbondanti e persistenti.Mi sono permesso di aggiungere che non si trattava certo di leggere imbiancate come, forse,erroneamente hanno indicato le fonti che le hanno fornito i dati.Tutto qui. Un caro saluto.
gennaro ha scritto il 11-03-2010 ore 21:31
solo x farvelo notare ma sull'appenino campano non nevica a 1000 mt come avete detto ma bensi sui 450 mt. informatevi prima di dire le cose. almeno questo?
dario ha scritto il 11-03-2010 ore 21:15
Un caro saluto a tutti ed in particolare al Sig. Paologiorgi. Sono contento che finalmente il suo desiderio di neve sia stato in parte esaudito. La sua assenza dai commenti si è fatta sentire, spero vada tutto bene. Noi in Sicilia abbiamo avuto solo piogge, ed anche troppe. Oramai, visto l'andazzo, credo in Sicilia si debba attendere la prossima stagione invernale per sognare bianchi scenari. Le delusioni sulle tendenze a lungo e medio termine si sono accumulate una dietro l'altra e non credo che le ultime proiezioni possano evere più fortuna delle precedenti. Saluti Dario (Capo d'Orlando)
Massimo Aceti ha scritto il 11-03-2010 ore 21:02
Ringrazio tutti per le precisazioni. Mi si consentano solo alcune precisazioni. Il sig. Daniele afferma che non ci sono state nevicate intense nell'Appennino Umbro-Marchigiano, il sig. Giorgi si lamenta che non ho citato la nevicata di Ascoli Piceno (che sta in una conca di detto Appennino). Avrei dovuto specificare che le nevicate intense sono state soprattutto sul versante marchigiano, ma c'è una esigenza di sintesi che spesso non consente queste distinzioni e ulteriori approfondimenti.
stefano ha scritto il 11-03-2010 ore 20:35
buonasera,
volevo dire al signor enrico di rovigo il quale si lamenta che la sua zona non viene menzionata, che c'e' un vecchio proverbio che dice: 'Con rovigo non mi intrigo '
sicuramente lo conosce
Daniele ha scritto il 11-03-2010 ore 19:26
Sul fatto che " l' Appennino Umbro-Marchigiano ha goduto di intense nevicate" avrei molto da ridire.... basta dare un'occhiata alla webcam di Castelluccio di Norcia (mt. 1452) su Meteoappennino per rendersi conto della reale situazione... così come l'Umbria intera (a parte i confini con la toscana senese e il gualdese) che, a differenza delle altre regioni del centro, sembrava essere al centro dell' "occhio del ciclone". Tant'è che l'avete ignorata nelle cronache degli eventi nevosi regionali....un caro saluto.
Daniele.
P.S. chissà quali configurazioni bariche si dovranno realizzare per veder tornare un pò di neve anche nella "verde Umbria"...intanto un altro inverno, l'ennesimo..se ne sta andando...







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