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Lenta guarigione invernale
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La ferita inferta dall'irruzione d'aria fredda potrebbe sanare molto lentamente. Oggi i modelli indicano una prosecuzione del blocco delle correnti atlantiche, il che potrebbe portare altro freddo in direzione del Mediterraneo.
Il blocco anticiclonico sull'Europa occidentale potrebbe riproporsi attorno a metà mese e andrebbe a causare una nuova discesa d'aria fredda in direzione dell'Europa centro orientale. Da stabilire il possibile coinvolgimento peninsulare.
Ivan Gaddari: 08-03-2010 ore 16:49
L'elemento saliente a breve termine.
Sull'Italia sta giungendo un nucleo di aria fredda che causerà un intenso peggioramento delle condizioni meteo coadiuvato da un quadro climatico tipicamente invernale.
L'elemento saliente a medio termine.
Il Vortice d'aria fredda evolverà lentamente verso est e successivamente si riproporranno correnti un po' più umide e miti innescate da un'area di Bassa Pressione oceanica diretta verso i settori occidentali del Continente Europeo. Tuttavia sembra che l'attività ciclonica atlantica non sia in grado di riacquisire il vigore necessario per dominare la scena evolutiva e i modelli sono propensi nell'indicare la formazione di un blocco anticiclonico sull'Europa occidentale.
L'elemento saliente a lungo termine.
Il blocco anticiclonico, la cui eventuale formazione e posizionamento restano tutti da valutare, andrebbe a determinare lo scivolamento di masse d'aria fredda dal Nord Europa verso sud.
Il trend a lungo termine:
Potrebbe quindi manifestarsi una nuova recrudescenza invernale, ma considerata la distanza temporale si tratta di ipotesi che andranno suffragate da ulteriori elementi.
Elementi di incertezza:
L'incertezza maggiore risiede evidentemente proprio nella strutturazione del nuovo blocco anticiclonico. Qualora dovesse formarsi si dovrà valutare l'esatto posizionamento, attualmente visto un po' più orientale rispetto a quello che attualmente sta causando l'irruzione d'aria fredda nel comparto occidentale europeo.
Fattori di normalità climatica:
Osservando l'andamento termico peninsulare, ovviamente considerando varie località delle diverse zone geografiche, emerge una lenta risalita delle temperature, che potrebbero mantenersi un po' al di sotto della norma anche dopo metà mese.
Le precipitazioni, rispetto ai periodi passati, appaiono invece meno persistenti. Il picco previsto nelle prossime 48 ore potrebbe infatti essere seguito da una temporanea stasi con successiva ripresa. Il che testimonierebbe l'estrema dinamicità atmosferica che caratterizza solitamente la prima fase primaverile.
Focus: evoluzione sino al 21 marzo 2010
Nella giornata di domani, come detto in apertura, giungerà un nucleo di aria fredda associato ad un'area di Bassa Pressione piuttosto significativa. Si andrà così a concretizzare una fase di maltempo che interesserà un po' tutte le regioni, in particolare il Centro Sud e le Isole. Date le basse temperature si prevedono copiose nevicate sui rilievi, localmente sino a bassa quota. In diverse regioni del Nord potrebbe nevicare sin sul piano.
Il trasferimento verso est del nucleo perturbato lascerà strada ad un temporaneo miglioramento, che potrebbe essere sostituito a sua volta da un momentaneo cambio circolatorio. Si riproporrebbero le correnti atlantiche ma potrebbe trattarsi di un fuoco di paglia perchè un nuovo blocco anticiclonico a ridosso dell'Europa occidentale andrebbe a causare una discesa d'aria fredda dal Nord Europa.
Evoluzione sino al 26 marzo 2010
Gli effetti dell'eventuale irruzione sul nostro Paese sembrano incerti. Probabile che faccia fredda, ma resta da valutare se l'Alta Pressione riuscirà ad espandersi verso est interessando parzialmente anche le nostre regioni.
In conclusione.
Marzo conferma la sua vena invernale, per la Primavera c'è tempo ed è bene rammentare ai lettori che i rigurgiti invernali.
Ivan Gaddari


