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Antartide, infranta la barriera dei -90 °C
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Le prove grazie a una raffinata indagine sul record del mondo di Vostok nel 1983: l'utilizzo di immagini satellitari mette in evidenza che in quei giorni la soglia venne superata.
La base cinese Kunlun, inaugurata l'1 febbraio 2009 a 4.087 m (Dome Argus) e a 7,3 km sud ovest del punto più elevato del Plateau Antartico. Al momento l'operatività è garantita solo durante la stagione estiva, ma in futuro è previsto personale permanente, che andrà a occupare i 236 metri quadrati della struttura già realizzati (fonte: www.sciencepoles.org)
Stefano Di Battista: 14-02-2010 ore 09:43
È facilmente intuibile come in un continente vasto quasi una volta e mezzo l'Europa e desertico qual è l'Antartide, ove per giunta la densità di stazioni meteorologiche è irrisoria, sia pressoché impossibile misurarvi la temperatura minima assoluta. Il dato registrato a Vostok (3.488 m) il 21 luglio 1983 di -89,2 °C rappresenta il record mondiale del freddo, ma è lecito domandarsi se quella puntiforme rilevazione corrisponda davvero al valore più basso toccato nell'area circostante.
Una ricerca in tal senso, muovendo proprio dall'indagine relativa all'evento, ha potuto avvalersi delle immagini ad alta risoluzione ottenute dal radiometro AVHRR a bordo del satellite NOAA 7 nell'ambito del progetto Polar Pathfinder. Tali immagini sono state completate con topografie acquisite attraverso sistemi altimetrici radar (1994-'95) e laser (2003-'06), onde ottenere un rilievo tridimensionale quanto più possibile analogo al reale. Alle 1702 UTC del 20 luglio 1983 dunque il satellite, transitando sopra l'allora base sovietica Vostok, misurò le temperature superficiali con una risoluzione orizzontale di circa 4 km grazie al fatto che l'area era sgombra da nubi. A Vostok, il record venne toccato alle 0245 UTC del 21 luglio, mentre i dati sinottici furono i seguenti:
0000 UTC -88,8 °C
0600 UTC -88,7 °C
Il passaggio del satellite avvenne quindi nelle ore precedenti l'estremo. Tenendo conto del fatto che i valori del radiometro si riferiscono al suolo innevato e che si discostano in media di circa 2,7 °C rispetto a quelli misurati all'usuale altezza di 2 m, quel 20 luglio le temperature rilevate furono di -91,3 °C in prossimità di Vostok e di -95,6 °C in un luogo a ovest della base stessa [Turner, p. 9]. Quest'ultimo valore corrispondeva, con buona approssimazione, a una temperatura di circa -93 °C registrata in condizioni standard. Da notare che l'area più fredda era quella sovrastante il lago subglaciale Vostok, dove l'aria in discesa da Dome Argus (massima elevazione del Plateau Antartico: 4.093 m secondo misure cinesi), pur riscaldata adiabaticamente, rallenta il suo movimento e, dato il bilancio energetico fortemente negativo, tende a perdere calore per irraggiamento.
Questo processo di raffreddamento era già stato descritto in occasione del record stabilito il 25 agosto 1958 (-87,4 °C) ed era stato supposto valido quale meccanismo di innesco del successivo limite di -88,3 °C del 24 agosto 1960 [Stepanova, pp. 268-269]. La comprensione di queste articolate dinamiche, e il calcolo del relativo bilancio energetico di superficie, hanno portato a postulare che la temperatura potenziale di Vostok, in determinate situazioni meteorologiche (assenza di nubi, calma di vento, sufficiente numero di giorni senza ingerenze di correnti marittime), possa raggiungere un estremo di -96 °C.
Il 20 luglio 1983 invece, la temperatura superficiale di Dome Argus non poté essere rilevata, poiché l'area era coperta di nubi; tuttavia il 18 luglio, quando i termometri installati a Vostok segnavano valori intorno ai -84 °C, le misurazioni satellitari sopra Dome Argus toccavano già i -91 °C (corrispondenti a circa -88 °C in condizioni standard). Va comunque aggiunto che, al momento, queste differenze non trovano conferma dalle rilevazioni in situ: in cinque anni di osservazioni (2005-'09) compiute da una stazione automatica denominata Dome A (4.084 m) nella porzione più elevata del Plateau Antartico infatti, sia le temperature medie che le minime sono quasi sempre risultate superiori a quelle osservate a Vostok.
Bibliografia
N.A. Stepanova, The World's Lowest Temperature Record, «Weatherwise», n. 6 (1963), pp. 268-269.
J. Turner, P. Anderson, T. Lachlan-Cope, S. Colwell, T. Phillips, A. Kirchgaessner, G.J. Marshall, J.C. King, T. Bracegirdle, D.G. Vaughan, V. Lagun, A. Orr, Record low surface air temperature at Vostok station, Antarctica, «Journal of Geophysical Research», n. 114, D24102 (2009), doi:10.1029/2009JD012104.
Stefano Di Battista
I commenti dei lettori
Stefano Di Battista ha scritto il 14-02-2010 ore 14:23
Per averne un'idea, provi a leggere http://www.meteogiornale.it/notizia/12973-1-il-caldo-investe-il-polo-sud.
Buenavista72 ha scritto il 14-02-2010 ore 13:05
Mi piacerebbe mettere fuori il naso per un attimo (un attimo solo, però !) a -90° per vedere com'é.



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