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Pioggia, freddo e anche neve diffusa: arriva l'Artico!
Versione expert

Imponente irruzione artica nel corso della settimana: l'aria artica colpirà progressivamente quasi tutto il pese, portando dapprima le piogge e successivamente la neve sino in pianura al Nord e a quote collinari sempre più basse su diverse regioni del Centro-Sud.

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La mappa per la notte del 12 febbraio evidenzia la bassa pressione al suolo e con geopotenziali molto bassi in quota, centrata tra Sardegna, Corsica e regioni tirreniche. Fonte: www.meteogiornale.it/mappe-modelli-meteo/multimodel.

Aldo Meschiari: 09-02-2010 ore 13:41

Appare evidente a chiunque la notevole portata di questo inverno a livello europeo. Ancora un'irruzione fredda artica sta colpendo duramente molti stati del vecchio continente. Ma attenzione, anche le regioni settentrionali dell'Italia stanno vivendo un inverno importante. Ora la saccatura artico-marittima si spingerà abbastanza a sud per determinare condizioni meteo nettamente invernali su diverse regioni del Centro e del Sud. Stiamo parlando ovviamente delle aree interne e collinari della penisola , dove nel corso della settimana dovrebbe fare la sua comparsa la neve.

Analizzando con attenzione le emissioni modellistiche odierne si evince che le masse di aria artica penetreranno nel Mediterraneo soprattutto attraverso la Porta del Rodano. Lo scontro di questi venti freddi con le correnti più miti del Mare Nostrum provocheranno la formazione di diversi minimi al suolo, le cui esatte collocazioni e profondità saranno necessarie per determinare le conseguenze meteorologiche nelle varie regioni italiane. Difficile infatti trovare un paese più complesso del nostro dal punto di vista geo-climatico (e forse non solo da quello).

Dai precedenti editoriali avevamo appreso che il vortice polare permaneva nel suo stato di inquietudine, favorendo in tal modo nuove espulsioni, dai suoi consueti luoghi di origine, di masse di aria molto fredda e perturbata. Si tratta, è necessario ricordarlo, di aria artico-marittima, quindi non cosi' gelida al suolo come quella continentale. L'irruzione sarà pero' sufficientemente duratura da permettere al freddo di arrivare sino alla basse quote. Inoltre i diffusi e frequenti rovesci previsti avranno spesso una componente convettiva che favorirà indubbiamente il riversamento verso il basso dell'aria fredda presente in quota.

La formazione di un forte blocco altopressorio in sede atlantica risucchierà quindi imponenti masse di aria artico-marittima verso l'Europa e verso il Mediterraneo. Già in queste ore e durante la giornata si avranno piogge diffuse sulle regioni tirreniche ed in particolare in Sardegna, e anche qualche nevicata al Nord-Ovest. Ma il vero peggioramento freddo inizierà tra domani sera e si attuerà in particolare giovedì, quando le precipitazioni, favorite dalla formazione di un minimo al suolo sul Tirreno, assumeranno forma nevosa al Nord-Est (soprattutto Emilia Romagna, Lombardia orientale e Veneto) e successivamente a quote collinari al Centro (soprattutto aree appenniniche). Possibile neve sino in pianura su alcune centrali, in primis le Marche.

La neve potrebbe scendere a quote davvero basse, via via che il minimo si sposterà verso sud-est, finanche al Sud tra giovedì e venerdì. Stando alle attuali elaborazioni modellistiche penso che le colline e i fondovalle centro-meridionali potrebbero venire ben imbiancati e i fiocchi si vedrebbero anche sotto i 500 metri al Sud. Venerdì inizierà un lento miglioramento, ma le condizioni rimarranno instabili soprattutto al Centro-Sud.

Nel fine settimana poi un nuovo episodio di maltempo freddo potrebbe colpirci, anche se meno intenso del primo. A rischio ancora una volta le regioni centro-meridionali, mentre più riparate dovrebbero risultare quelle settentrionali a nord del Po. Attenzione che invece la pianura bassa padana, in primis l'Emilia, risulterà di nuovo a forte rischio neve.

In conclusione stiamo per vivere probabilmente la fase invernale più intensa per l'Italia nel suo complesso. E come sempre accade, in febbraio risultano molto esposte ad episodi nevosi anche le aree collinari peninsulari.

Aldo Meschiari

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