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Ecco quant'è stato caldo il 2009 in Antartide
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Forti scostamenti rispetto alle medie storiche, con la sola eccezione della regione del Mare di Weddell. Una tendenza che sta contrassegnando anche le prime settimane del 2010.
Formazione di ghiaccio nuovo nel Mare di Ross al termine dell'estate antartica (foto di Umberto Gentili, per concessione della Fototeca del PNRA - Programma nazionale di ricerche in Antartide)
È stato un 2009 decisamente caldo in Antartide. Al di là del record storico registrato al Polo Sud a livello di temperatura annua (dettagli in www.meteogiornale.it/notizia/16933-1-polo-sud-l-anno-del-caldo-record dove sono discussi i motivi che hanno determinato questa tendenza al riscaldamento), anche l'intero continente ha superato i riferimenti storici. Da un'analisi dei dati di 17 basi permanenti emerge la seguente media complessiva (tra parentesi, lo scostamento dalla normale spuria):
2008 -13,74 °C (+0,42 °C)
2009 -13,57 °C (+0,59 °C)
Con normale spuria s'intende qui un dato ottenuto aggregando le medie storiche di ogni singola base, che presentano forti disomogeneità cronologiche per via del diverso lasso temporale di operatività. Gli estremi sono dati dalla base argentina Orcadas, in attività dal 1904, e dalla base tedesca Neumayer, entrata in funzione nel 1981. Per meglio comprendere il concetto, ecco le differenze fra il catalogo completo di Orcadas e quello riferito al periodo di operatività di Neumayer:
1904-2009 -4,0 °C
1981-2009 -3,1 °C
In attesa di disporre d'una normale omogenea (ovvero, riferita a un identico periodo cronologico per tutte le basi), vale comunque la pena soffermarsi sul dato del 2009, perché mette in luce uno scostamento in decisa crescita rispetto all'anno precedente. Lo si era già notato sul Plateau Antartico, ma anche la fascia costiera orientale ha mostrato un'accentuata anomalia termica positiva, specie nel settore compreso fra 60° e 140° E (cinque basi), dove si è registrata una media di -9,62 °C (+0,86 °C sulla normale). In questa stessa area, nel 2008 la media era stata di -10,66 °C (-0,18 °C). L'unica regione in controtendenza è risultata quella del Mare di Weddell (cinque basi), dove la media annua si è attestata a -7,80 °C (-0,06 °C); se però non si considera Orcadas, lo scostamento passa a -0,40 °C.
Nel 2009 le basi che hanno mostrato le più ampie differenze rispetto ai riferimenti storici sono state la russa Vostok (+1,8 °C) e, all'estremo opposto, le argentine Esperanza e Marambio, l'inglese Halley e la russa Bellingshausen (-0,4 °C e tutte localizzate sul Mare di Weddell). Pressoché nella norma, invece, la russa Novolazarevskaya (+0,1 °C) e la giapponese Syowa (+0,2 °C).
E il 2010 come sarà? Nessuna previsione può essere ragionevolmente data, specie per un continente così complesso e sconosciuto, e la cui climatologia è soggetta a variabili non ancora del tutto comprese. Si può tuttavia affermare che i dati delle prime tre settimane di gennaio mostrano, almeno sul Plateau Antartico, un proseguimento della tendenza al riscaldamento, più accentuata al Polo Sud e più contenuta alla base italo francese Concordia.
Stefano Di Battista
I commenti dei lettori
dario ha scritto il 24-01-2010 ore 14:14
Molto chiaro e rassicurante, spesso però certo tipo di allarmismo giornalistico genera confusione e disorientamento.
Grazie, attendo già con ansia il suo prossimo articolo.
Stefano Di Battista ha scritto il 24-01-2010 ore 09:27
Egregio Dario, le variazioni stagionali e l'andamento ciclico delle temperature antartiche non hanno influenze sulla massa glaciale del continente, la cui inerzia termica può essere ben compresa dal profilo tautocrono: a soli dieci metri di profondità, i valori rimangono pressoché costanti in ogni periodo dell'anno. Uno scarto positivo rispetto alla norma, sul Plateau Antartico non può comportare lo scioglimento del ghiaccio poiché, in oltre mezzo secolo di osservazioni, i termometri non hanno mai superato i -10 °C. Diversa la situazione sulle coste, dove sboccano le imponenti colate dell'entroterra. Sono state prospettate delle cifre (non le ho sotto mano e non posso essere più preciso), ma è importante notare come la dinamica atmosferica paia equilibrare il bilancio termico: prova ne sia che, mentre lungo la fascia bagnata dall'Oceano Indiano, il 2009 è stato più caldo della norma, sul Mare di Weddell (geograficamente opposto) l'anno è stato invece più freddo.
dario ha scritto il 23-01-2010 ore 23:11
Se questa tendenza al riscaldamento dovesse continuare quali saranno gli effetti sullo scioglimento dei ghiacci antartici? E' possibile quantificare il volume di acqua dolce immesso in più nell'oceano? Quali saranno gli effetti sul clima? E' ovvio che per il principio di Archimede i ghiacci che si fondono in banchisa non danno variazioni di volume, ma dal punto di vista della salinità se fossero ghiacci dolci sarebbero i loro effetti? Grazie Dario (Capo d'Orlando)
Ieri: 08:44Piacenza si è svegliata col TEMPORALE



