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Crolla quasi a zero l'indice geomagnetico solare

Questo importante indice geomagnetico crolla ad un valore pari ad uno, mai raggiunto negli ultimi 165 anni, segnale forse di un cambiamento notevole nell'attività della nostra Stella.

immagine articolo 17024 www.leif.org: l'eccezionale minimo di +1 toccato nello scorso mese di Dicembre, nell'AP Index solare, che non ha precedenti negli ultimi 165 anni. La notizia è di quelle importanti: lo scorso mese di Dicembre, malgrado il Sole abbia ricominciato la risalita verso un nuovo massimo (di previsione incerta, tra il 2011 ed il 2013), l'indice AP è crollato su valori che non sono mai stati registrati prima, scendendo vicino allo zero.

Negli anni Duemila, questo importante indice dell'attività solare, sempre (almeno finora) legato al numero di macchie solari apparse sulla superficie stellare, ha oscillato su medie mensili tra valori minimi tra 5 e 10, e valori massimi superiori ai 20, con una "punta" di 35 raggiunta nel 2003.

Il crollo è avvenuto a partire dall'Ottobre del 2005, fino a raggiungere il valore di 1 nello scorso mese di Dicembre, che pure è stato il mese nel quale finalmente numerose macchie hanno dato un segnale di ripresa dell'attività solare.

Il Planetary Index misura il modo in cui il campo magnetico terreste viene disturbato da quello solare, e può avere valori variabili tra 0 ed oltre 100 (in caso di severe eruzioni solari), e viene misurato da un certo numero di osservatori geomagnetici sparsi sulla Terra.

Secondo la teoria dell'astronomo Svensmark, il campo magnetico solare molto indebolito permetterebbe ai raggi cosmici di penetrare con facilità nella nostra atmosfera, in quanto non "respinti" verso lo spazio esterno dall'intensità del campo solare.

Tali raggi cosmici interagirebbero con l'atmosfera aumentandone la copertura nuvolosa, e favorendo un raffreddamento della superficie terrestre grazie alla riflessione verso lo spazio della radiazione solare.
Il Dr. Svalgaard ha ricostruito l'andamento dell'AP Index medio mensile fin dal 1844, basandosi sulle varie osservazioni del passato, scoprendo così che esso non è mai stato così basso negli ultimi 165 anni, e non ha mai raggiunto un valore quasi uguale a zero.

Abbiamo visto quali potrebbero essere le conseguenze climatiche stando alla teoria di Svensmark, ed il fatto che tale indice abbia raggiunto valori relativamente bassi nel 1880, nel 1900 e nel 1965, periodi caratterizzati da brevi raffreddamenti del clima terrestre, suggerirebbero che tale teoria potrebbe avere dei riscontri effettivi.
Tuttavia, questo bassissimo valore risulta di grande interesse anche per i fisici solari, impegnati a cercare di capire quali cambiamenti sono in atto nel Sole negli ultimi anni, e se è vero che si sta andando verso un periodo di minimo solare di storica portata, simile a quelli verificatisi nel Quattrocento, o nel Seicento.

Marco Rossi

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