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Clima-ignoranti ed Eco-arroganti
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Il grande circo mediatico messo in atto a Copenaghen sta stupendo per la sua capacità di produrre immagini dell'attuale scenario climatico ed ecologico ben oltre il limite del grottesco. A farne le spese è sopratutto la teoria dell'AGW, meglio conosciuta come teoria serrista.
Immagine tratta dal film Cloverfield: spesso il catastrofismo spettacolare si sposa con l'ignoranza climatica ed ecologica.
Aldo Meschiari: 13-12-2009 ore 09:26
La teoria dell'AGW, Antropogenetic Global Warming, ovvero del Riscaldamento Globale dovuto ai Gas Serra Antropici, è in questo momento del dibattito scientifico sul clima una delle teorie più solide, se non la più consolidata da anni di studi, esperimenti e pubblicazioni. Nessuno scienziato, escludendo quelli in malafede, oserebbe mettere in dubbio la validità scientifica di tale teoria. Vogliamo ricordarla? La presenza nell'atmosfera terrestre, soprattutto troposfera, di alcuni gas come la CO2 ed il Metano favorisce il mantenimento di una temperatura terrestre più elevata di quello che sarebbe senza di essi e quindi favorevole alla vita come la conosciamo. Il meccanismo di tale riscaldamento è dovuto al fatto che tali gas, di cui il più importante e diffuso è però il vapore acqueo, sono trasparenti alla radiazione solare in ingresso risultando invece opachi a quella emessa all'infrarosso dalla superficie terrestre, e intrappolando in tal modo il calore che in caso contrario si disperderebbe nello spazio.
Ma le certezze scientifiche si fermano qui.
Nel senso che oggi è assolutamente impossibile stabilire con precisione quanto incida la CO2 nell'attuale GW. Non dobbiamo mai dimenticarci che il clima è variabile per natura: il cambiamento climatico è la regola, non certo l'eccezione. E finché non si saprà con adeguata chiarezza come funziona il sistema climatico, soprattutto in riferimento ai numerosissimi ed eterogenei cambiamenti del passato nel nostro pianeta, risulta quantomeno azzardato fare previsioni se non a scopo euristico, cioè di ricerca. Come giustamente sostiene il climatologo Franco Prodi: "Pensiamo all'ambiente e lasciamo stare i cambiamenti climatici".
Ascoltando, leggendo, guardando ciò che ci hanno propinato i media sino ad ora riguardo a tali argomenti ed in occasione del Summit di Copenaghen, c'è di che disperarsi. Le maggiori sciocchezze e amenità hanno popolato gli articoli ed i servizi dedicati all'avvenimento, anche purtroppo nei giornali più seri. Ma sopratutto l'idea, che a mio parere appare la più pericolosa di tutte, si sta diffondendo tra la gente comune: l'idea che l'uomo possa controllare il clima! Mai sentita assurdità più grottesca e purtroppo, nello stesso tempo, densa di pericoli!
Se infatti si sente dire, anche da politici prestigiosi, che possiamo contenere il riscaldamento globale in non più di due gradi, il concetto che passerà alla pubblica opinione sarà che davvero l'uomo è in grado di fare ciò e se non lo fa è solo per malizia o per interesse. Nessuno scienziato oggi ardirebbe affermare una tale mostruosa amenità. D'altra parte si insiste nel puntare il dito solo su questa benedetta CO2, come se il clima fosse solo un problema di anidride carbonica. Magari fosse così semplice, magari!
Proprio in occasione del Summit in Danimarca, il famoso climatologo Roger Pielke ha dichiarato:
Although the natural causes of climate variation and changes are undoubtedly important, human influences are significant and involve a diverse range of first-order climate forcings, including, but not dominated by the human input of CO2..
Insomma, non vanno dimenticate le cause naturali del cambiamento climatico, e soprattutto l'influenza umana non va limitata al solo apparto di GHG. Anzi, è probabile che ben altre forme di inquinamento possano avere conseguenze molto più devastanti della CO2: ad esempio la modificazione del territorio come la cementificazione selvaggia o la deforestazione.
Concentrare tutte le energie della politica ecologica sul taglio delle emissioni di CO2 è non solo limitante, ma anche pericoloso. Rischia di far perdere di vista quelli che sono pericoli ambientali molto più gravi e imminenti, oltre che universalmente riconosciuti: l'urbanizzazione selvaggia, il problema dell'acqua e delle risorse alimentari, l'inquinamento delle terre e dei mari, la diminuzione della diversità biologica, la distribuzione irrazionale della popolazione, ecc.
Insomma, ciò che sta accadendo nel mondo mediatico è veramente pericoloso, e paradossalmente in primis per la stessa teoria serrista. Che, lo voglio ripetere, è una teoria scientifica seria e improntante: se viene mostruosamente manipolata la prima a perderci sarà la scienza. Non a caso Pielke ribadisce che "National and International climate assessments should be written by climate scientists without significant conflicts of interest". La scienza funziona solo se la ricerca viene fatta senza altri interessi che non quelli della conoscenza. Negli altri casi sarà politica, economia o etica, magari anche in buona fede, ma non scienza.
Aldo Meschiari
I commenti dei lettori
Luigi Rotta ha scritto il 26-12-2009 ore 10:25
Sfortunatamente la scienza e la politica prendono spesso strade diverse, la prima cerca di far comprendere l'evidenza, la seconda di cambiarla per gl'interessi economici globali. Ad ogni summit si ha l'impressione di aver fatto un passo in avanti ma in realtà tutto rimane com'è. Ci sono i volenterosi sulla carta e quelli che auspicano un cambiamento di rotta che non avverrà mai.
Il riscaldamento globale provoca e provocherà spiacevoli mutamenti climatici, ma quali sono realmente le cause credo vadano ricercate in più direzioni. Forse la risposta che ci diamo è la più semplice, oppure la meno devastante a livello economico, sapremo la verità solamente quando sarà troppo tardi per recuperare e allora la natura farà il suo corso. Perche è di questo che dobbiamo convincerci; la natura e il clima non possono essere ne dominati ne controllati.
romeob ha scritto il 21-12-2009 ore 09:31
Bisogna convincersi che è sempre un problema economico, quando ci sono di mezzo interessi economici tutto il resto passa in secondo o ennesimo piano. Si sono fatte guerre per i più disparati motivi ma, mai per il vero motivo: solo per il vile denaro.
Se riusciamo a capire chi ci guadagna economicamente siamo già a buon punto!
Gianni ha scritto il 20-12-2009 ore 16:35
Non sono molto convinto che il GW sia tutto di natura andropogenica,anzi! Dire poi che diminuire di un tot i gas serra vuol dire contenere in 2 gradi l'aumento della temperatura media globale è ridicolo.Secondo me gli scienziati seri dovrebbero indagare anche in altre direzioni invece che buttarsi tutti a corpo morto sull'effetto serra.Comunque ben venga la diminuzione delle combustioni perchè producono comunque inquinamento e ben vengano le energie rinnovabili ed anche il nucleare.
andrea ha scritto il 20-12-2009 ore 12:14
Sarà..o non sarà..
..Io non sono un professionista in materia e posso permettermi di valutare la politica del clima un solo gioco di potere sul futuro; il clima facesse quello che vuole, almeno lui non ha bisogno di autorizzazioni dalla feccia che domina il pianeta, il cosìdetto homo sapiens il cui sapiens deve ancora veder luce..
A me basterebbe avere acque pulite, aria respirabile, terra non inquinata ed energia a sufficenza per vivere, non per stravivere..
Dario ha scritto il 14-12-2009 ore 18:46
Condivido il titolo e le conclusioni. Da geologo appassionato di paleoclimatologia, non sono AFFATTO così sicuro sulla "validità scientifica" delle teorie serriste: non basta la coincidenza temporale tra 2 fenomeni A e B x dimostrare l'esistenza di un rapporto di causa ed effetto.
Non vorrei ci fosse dietro una forma di misantropia pseudoecologista ke porta ad accusare l'uomo di tutto ciò che di "spiacevole" o anche solamente "strano" si vede su questo pianeta, prima o poi qualcuno dirà ke anche la deriva dei continenti è colpa dell'uomo...
Andrea Binetti (Kiatto) ha scritto il 14-12-2009 ore 14:27
La precisazione che fai, Valentino, è importante. I biocarburanti possono essere ottenuti in varie maniere con impatti di varia entità a seconda della tipologia. Sottrarre gli "scarti vegetali" all'ambiente, però, non è certo a costo zero per l'agricoltura o per le foreste.
Proprio quegli scarti sono i fertilizzanti naturali e il nutrimento di parecchie forme di vita.
valentino ha scritto il 13-12-2009 ore 22:25
D'accordo con te Andrea,ma non è necessario coltivare terreni appositamente per ricavare bio-etanolo.Alcune industrie hanno messo a punto un sistema che per mezzo dell'idrolisi enzimatica permette di ricavare alcol etilico partendo da qualsiasi scarto vegetale compresi il legno,paglia,steli residui lavorazione grano.Quindi non è necessaria nessuna monocoltura.(bioetanolo di seconda generazione).E' ora di sviluppare nuovi carburanti non solo nuovi motori.
fabio-RM ha scritto il 13-12-2009 ore 22:11
Il punto è che se aspettiamo di avere la certezza dell'effetto antropogenetico dell'effetto serra (la cosiddetta prova della "pistola fumante"), beh, a quel punto lì il proiettile sarà già partito... Comunque alla fine chi se ne frega, saranno problemi dei nostri figli (per chi ne ha), o più verosimilmente dei nostri nipoti.
Nando ha scritto il 13-12-2009 ore 20:33
GRAZIE AD ALDO MESCHIARI PER L'OTTIMO ARTICOLO, PENSO ANCH'IO CHE STANNO DISTRAENDOCI CON QUESTA CO2, MENTRE I VERI PROBLEMI SONO BEN ALTRI VEDI LA CEMENTIFICAZIONE SELVAGGIA, L'INQUINAMENTO DELLE TERRE, DEI FIUMI, DEI MARI, LA DEFORESTAZIONE, L'AUMENTO IRRAZIONALE DELLA POPOLAZIONE ECC.UN SALUTO E UN BUON LAVORO.NANDO
Andrea Binetti (Kiatto) ha scritto il 13-12-2009 ore 18:26
Caro Valentino, il petrolio e i combustibili fossili mettono, indirettamente, in pericolo gli ecosistemi con l'inquinamento e i gas generati; il bioetanolo invece li distrugge direttamente.
Proprio i campi coltivati a monoculture incompatibili con la biodiversità sostituiscono le foreste o comunque gli ambienti in ogni caso ricchi di forme di vita con un deserto ogm.
Le emissioni saranno anche inferiori ma si consuma in modo esagerato il territorio a scapito della vita animale e vegetale.
Insomma il bioetanolo è, in generale, una cura ben peggiore del male che si vuole curare, con buona pace delle rapaci multinazionali del settore.
Alessandra C. ha scritto il 13-12-2009 ore 15:24
Grazie di questi importanti chiarimenti ! Il mio commmento è tutto qui... ma penso sia davvero importante dissipare le varie chiacchiere fantasiose e quindi pericolose che vengono messe in giro e che fanno presa sul pubblico.
valentino ha scritto il 13-12-2009 ore 14:08
Bene,che inizino a rendere obbligatoria per tutte le compagnie petrolifere l'aggiunta di un 10% di bio-etanolo nella benzina,come già si verifica in alcuni paesi europei.Un piccolo contributo a respirare meno composti aromatici e incombusti prodotti dalle auto.
arturo ha scritto il 13-12-2009 ore 14:05
Chissà, magari il gelo siberiano colpirà in pieno la danimarca mandando in tilt quello che sembra un convegno allarmistico quanto inutile
Monexx ha scritto il 13-12-2009 ore 11:50
"Rischia di far perdere di vista quelli che sono pericoli ambientali molto più gravi e imminenti, oltre che universalmente riconosciuti: l'urbanizzazione selvaggia, il problema dell'acqua e delle risorse alimentari, l'inquinamento delle terre e dei mari, la diminuzione della diversità biologica, la distribuzione irrazionale della popolazione, ecc."
Probabilmente è quello il loro interesse spingere sul taglio della CO2 per distoglierci lo sguardo da tutti gli scempi che stanno compiendo e che continueranno in maniera sempre peggiore
Roberto Torre ha scritto il 13-12-2009 ore 11:32
Complimenti per l'articolo. E' un'analisi precisa e puntuale della realtà dei fatti. Rispecchia in pieno il mio pensiero.



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