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Gli analfabeti
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Pare che il 20% degli studenti sia semi-analfabeta. Quale il loro sbocco professionale? Un dubbio mi assale, non sarà che qualcuno lo stia trovando nel giornalismo (climatico)?

immagine articolo 16792

Anche Genova non vuol essere da meno di Venezia o New York. Tra qualche anno a visitare la Lanterna ci andremo in barca. Fonte: www.laprovinciaperilclima.info.

Stamane, andando alla ricerca di qualche notizia comico-catastrofista sul clima che ci attende nel "prossimissimo" futuro, tra "Venezie" e "Nuove Yorke" sommerse, "Sicilie" desertiche, "Milane" balneari e "Artici" popolati da leoni e gazzelle - notizie che ho rapidamente trovato - mi sono imbattuto in un articolo a firma di Maurizio Crosetti, per La Repubblica, sulla scarsa familiarità con la lingua italiana dei nostri studenti. Il magnifico rettore dell'Ateneo bolognese avrebbe dichiarato che "i giovani che arrivano dalle scuole superiori sono semi-analfabeti".

La preside della Facoltà di Lettere di Firenze rincara la dose: "Se gli studenti non sanno dov'è il Mar Nero, beh, è grave ma glielo possiamo insegnare. Ma se non sono in grado di seguire la spiegazione di un docente perché ignorano il significato di certe parole, allora è peggio". E si scopre poi che a Milano gli studenti che si iscrivono a Filosofia non hanno mai letto Proust ed ignorano chi sia l'autore di Delitto e Castigo.

Segue una serie di poco edificanti statistiche, secondo cui l'8% dei nostri laureati "non è in grado di utilizzare pienamente la scrittura", il 21% "non va oltre il livello minimo di decifrazione di un testo" e il 20% "non riesce a dirimere un'ambiguità lessicale".

E aggiungo che qualcuno tra questi, mi è stato raccontato, non solo non sa dove è il Mar Nero, ma nemmeno indicare la giusta direzione per il Nord e il Sud (il cielo e il pavimento sembrerebbero due ipotesi verosimili).

Cosa c'entra tutto questo con la meteo, con il clima, con gli argomenti che tratta il MeteoGiornale? Apparentemente nulla, però...

Però ecco che un dubbio mi ha sfiorato, un sospetto si è fatto largo. Come è possibile che studi scientifici (nel caso specifico climatici) seri e rigorosi appaiano stravolti nel loro significato e nei loro risultati dopo essere stati diffusi dalle agenzie di stampa od essere apparsi su certi giornali? Sarà forse che qualcuno tra quel 20% che "non va oltre il livello minimo di decifrazione di un testo" e "non riesce a dirimere un'ambiguità lessicale" è diventato "giornalista climatico"?

Massimo Aceti

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I commenti dei lettori

Renato ha scritto il 10-12-2009 ore 20:06

E si che ... e vabeh ...se ha letto i commenti http://www.meteogiornale.it/notizia/16740-1-intervista-doppia-a-guido-guidi-e-stefano-caserini come le ho già detto ci sta quella battuta citata dando ovviamente ad Alnus del...come lo vuole chiamare...ignorante, analfabeta, faccia lei, poi ci sta anche quell'altro che da la colpa agli insegnanti di italiche scuole facendo anche sapere il suo orientamento politico...SNIP, come se dipendesse da loro se uno è asino e non vuole applicarsi...!!
Solo coincidenza con il suo "articolo" di un paio di giorni dopo? giornalisti, non-giornalisti... mah, a me è sembrato rivolto a tutti gli "ignoranti" di questo mondo che magari cercano di imparare da internet e che vengono zittiti se si azzardano a criticare i "sapienti" della rete
Per fortuna che la rete web è varia e si può cambiare... by

Massimo Aceti ha scritto il 10-12-2009 ore 11:11

Signor Renato, continuo a non cogliere il nesso tra un commento di un lettore e chi si occupa, o si dovrebbe occupare, professionalmente, di una materia. Il termine "analfabeta" poi è una citazione da altro articolo, non una mia invenzione. Se Lei va ad uno sportello di un qualunque ente a chiedere informazioni, credo che si aspetti di riceverle corrette, se le chiede al vicino di casa forse meno. E' abbastanza curioso poi che Lei citi un articolo in cui si è data la parola a degli studiosi, e poi ci accusi di non interpellarli. Forse si è perso altre interviste ai dottori Provenzale, Scafetta, e le posso annunciare in anteprima che altre ancora arriveranno. Saluti.

Renato ha scritto il 09-12-2009 ore 22:10

x Aceti il nesso logico? e Si che parla di analfabeti...e gliela ho anche citata "x alnus: se i suoi mezzi sono limitati mi spiace molto" come la chiama ? non c'è di peggio che trattare un qualsiasi lettore di una testata a suo dire "giornalistica" rivolta a tutti, in quel modo !
Che il suo intervento sia riferito solo al mondo dei giornalisti e che questi si debbano chiamare "analfabeti" perchè riportano notizie manipolate nel senso allarmistico ? purtroppo è il mondo dell'informazione oggi e non li chiamerei "analfabeti", ma il suo pare un altro nesso ...
Ad ogni modo ultimamente, sempre più spesso, almeno in Tv è in uso, per argomenti di carattere scientifico intervistare direttamente gli studiosi (o no) che purtroppo dicono quello che a voi non piace ..
Comunque visto che è contro i catastrofisti, vada a dirlo come si trovano oggi quelli che vivono le terre della Groelandia ? (si inizia da li.. tutto è relativo)

Matteo ha scritto il 09-12-2009 ore 15:43

Ciao Renato.

Mi trovo in totale sintonia con la denuncia di Aceti.

La mia considerazione dei confronti dei giornalisti è pessima. La qualità del servizio (sia pubblico sia privato) è drammaticamente scadente.
L'ignoranza nel settore è disarmante.
Nonostante ciò esistono senz'altro molti bravi giornalisti, seri e preparati. Temo purtroppo siano una ristretta minoranza.


E' sufficiente aprire un quotidiano qualsiasi (testate nazionali, non il giornalino delle medie) oppure accendere la TV per rendersene conto.

Massimo Aceti ha scritto il 09-12-2009 ore 15:27

Signor Renato, in tutta onestà mi sfugge il nesso logico tra questo articolo e la questione che Lei cita. Ma se lei l'ha trovato non ho nulla da obiettare. Cordialmente.

Andrea Galligioni ha scritto il 09-12-2009 ore 14:48

Caro Renato, a mio modesto avviso l'articolo è lungi dal poter essere definito inutile. Chi si occupa di certe materie, soprattutto quando muovono i destini di miliardi di persone, dovrebbe conoscere alla perfezione almeno l'abc dell'argomento. Questo per poter dare una corretta ed obiettiva informazione. Sempre che il fine sia proprio questo...

Renato renfolt2@tin.it ha scritto il 09-12-2009 ore 12:08

Sentite ...mi sembra evidente che questo inutile "articolo" è collegato ovviamente con l'altro post dell'altro giorno dell'intervista tra Guidi e l'altro professore e la successiva sgraditissima e inopportuna risposta di Meschiari "Per alnus: se i suoi mezzi sono limitati mi spiace molto..." rivolta ad un lettore che non riusciva a seguire una lunghissima risposta dei "mille aspetti" delle variazioni del GW ...(da me confermata)
Francamente trovo il vostro un segno di arroganza e saccenza che non capisco perchè volete rivolgervi ad un pubblico generico della rete visto che vi considerate un "giornale", piuttosto che a un gruppo tra Voi "esperti".
Come si può pretendere che certi discorsi tecnici e certe interpretazioni siano capiti e poi prendersela anche con questa gente !
Vediamo se questa critica viene pubblicata e il risultato che porta dei commenti di altri lettori "normali" su questa vicenda
Ho i miei dubbi che la pubblicate comunque, saluti
Renato Foltran TV

Massimo Gennaro ha scritto il 09-12-2009 ore 05:33

Se fosse così sarebbe ancora poco, ancorché tutt'altro che edificante. Ma io ritengo, senza prove, che certi sensazionalismi climatici siano creati ad arte, ad uso di masse da indirizzare e fuorviare.
Pochi sembrano rendersi conto che in passato il clima non è stato una costante immutabile, bensì un continuum con ampie oscillazioni. Pochi sembrano rendersi conto che la Terra ha superato, nel corso di milioni di anni, ben altre asperità. Ciò tuttavia non deve andare ad alibi delle lobby petrolifere ed accoliti