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Intervista doppia a Guido Guidi e Stefano Caserini
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Fuga di notizie all'Hadley Centre, summit di Copenaghen, situazione del Global Warming, su queste tematiche si confrontano due noti protagonisti dei blog italiani, nonché ufficiale dell'Aeronautica Militare l'uno, docente del Politecnico di Milano l'altro.
Venerdì 20 novembre un attacco informatico colpisce il maggior centro di studi sul clima del pianeta, rendendo illecitamente pubbliche oltre 1.000 mail e circa 3.500 documenti riservati. Vengono infatti immesse nella rete, attraverso un sito russo FTP, le mail private in cui gli studiosi dell'Hadley Centre si scambiano opinioni e giudizi operativi, e alcuni documenti scientifici riguardanti lo studio del clima. Ovviamente non possiamo sapere se tutto il materiale immesso sia genuino. Però in questi giorni sono state pubblicate e analizzate alcune di queste lettere, scatenando reazioni molto diverse nei principali siti e blog, sia italiani che stranieri, che si occupano di questioni climatiche. Mentre stiamo scrivendo si è già passati ad analizzare i file riservati riguardanti i dati climatici dell'Hadley Centre
Al Meteo Giornale non interessa ovviamente il gossip e tantomeno la questione giuridica: ma dalla lettura di alcuni di queste lettere e dei blog che li hanno commentati, nasce ovviamente la necessità di capire cosa stia accadendo. Siamo davvero di fronte ad uno scandalo, una sorta di Climate Gate, che ha colpito il mondo scientifico schierato a favore della teoria dell'AGW (Antropogenetic Global Warming)? Oppure si è trattato di un tentativo di delegittimare uno dei centri mondiali più importanti deputati allo studio del clima, l'Hadley Centre?
Abbiamo quindi contattato due studiosi italiani, ben conosciuti anche al pubblico, per cercare di capire qualcosa di più riguardo l'interessante faccenda. Abbiamo infatti realizzato un'intervista doppia coinvolgendo Guido Guidi, ufficiale dell'Aeronautica che spesso vediamo presentare le previsioni meteo sulla RAI, e Stefano Caserini, docente presso il Politecnico di Milano e autore del fortunato saggio "A qualcuno piace caldo". Dobbiamo, per amore della precisione, ricordare che il tenente-colonnello Guidi è anche coautore di un fortunato blog Climate Monitor, che presenta posizioni critiche nei confronti della teoria AGW, mentre il dott. Caserini è coautore del blog, non meno fortunato, Climalteranti, in cui sono presentate (testuali parole dell'autore) "le ragioni della comunità scientifica internazionale e sono discusse le tesi negazioniste sui cambiamenti climatici". Quale migliore occasione di farci un'idea più chiara della faccenda?
1. MTG. Vorrei iniziare chiedendo, ovviamente ad entrambi gli ospiti, cosa pensano dell'attacco informatico di cui è stato vittima l'Hadley Centre. Sono uscite prove, a loro parere, che inficiano il lavoro degli studiosi schierati a favore dell'AGW? Si è trattato invece di un tentativo di gettare fumo negli occhi a pochi giorni dall'importante Summit di Copenaghen? Insomma, vorremo avere un loro giudizio sull'accaduto.
Caserini. Indagando in 10 anni di mail sono state trovate alcune mail che mostrano un comportamento sbagliato, censurabile, di alcuni scienziati. Anche nel mondo scientifico c'è chi sbaglia, ci sono gli esseri umani con i loro limiti e le loro debolezze. Non mi sembra una grande scoperta.
Tutto quanto fino a oggi trovato non mette in discussione le conoscenze acquisite sui cambiamenti climatici; i dati di base della scienza del clima sono integri, non sono truccati. È stato alzato un polverone ma nessuno ha detto in modo preciso, puntuale, quali dati sarebbero stati truccati, quali elaborazioni sarebbero state fatte, quali capitoli dei rapporti IPCC sarebbero stati manipolati.
Come abbiamo scritto su Climalteranti, sarebbe bello se un domani si scoprisse che il problema del riscaldamento globale non esiste, che è tutto un complotto. Ma se le prove sono queste, andiamo ... la cosa fa ridere.
Tutti si sono scoperti filosofi della scienza e fustigatori di costumi; va bene, ma piacerebbe sentire anche parlare di chi paga i rapporti dell'NIPCC, ci sono rapporti dettagliati e diversi libri che raccontano di come è stata finanziata e organizzata la sistematica disinformazione sul clima da parte di alcune lobby industriali.
E poi.. in Italia .... d'accordo che dobbiamo occuparci anche dell'etica dei ricercatori inglesi .... ma avremmo anche altro da fare. Siamo un paese con Ministro della Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini, con 35 senatori che formano una mozione in cui citano il riscaldamento di Giove e Plutone, in cui Zichichi e Battaglia pontificano di clima sui giornali e in televisione ... e mi fermo qui.
Guidi. Al di là delle ovvie considerazioni di carattere giuridico, per le quali un'azione del genere è comunque da stigmatizzare, il contenuto di quanto reso noto pone due problemi, uno etico ed uno pratico. Dal punto di vista etico, lo scambio epistolare comunque attinente a realtà professionali di collaboratori di una istituzione pubblica, privo di alcun elemento di carattere personale- non dimostra altro che quella parte della comunità scientifica non propriamente allineata sulla teoria AGW sottolinea da tempo. C'è una componente importante di quanti si occupano di indagare il sistema climatico che ha subito o subisce un importante condizionamento politico e/o ideologico, arrivando ad assumere atteggiamenti di opposizione assoluta con chi questo condizionamento non lo subisce o, cosa non impossibile, ne subisce di altro genere. La volontà, i tentativi - non sappiamo quanto andati a buon fine, anche se qualche riscontro è possibile - di piegare al proprio volere o tornaconto le regole del sistema di revisione paritaria al fine di controllare l'informazione disponibile mina dal profondo i fondamenti dell'etica scientifica. Pur essendo probabilmente fatti non nuovi, perché il mondo non è tutto rose e fiori, occorre tener conto del fatto che questo gruppo di ricercatori costituisce l'elite cui fa riferimento il Panel Intergovernativo dell' ONU per le basi scientifiche dei propri rapporti. Da quelle basi dipendono i lavori di tutte le altre componenti, modellizzazione del clima, analisi d'impatto e valutazione delle azioni di mitigazione. Una responsabilità non da poco, che non credo possa essere gestita con l'atteggiamento disinvolto che traspare in modo evidente dai messaggi trafugati. Né può essere gestita in assenza di trasparenza, proprio quella che questo gruppo cercava di evitare con tanta attenzione. E qui giunge il problema pratico. Nei dati e nei codici che accompagnano le e-mail, non sappiamo se vi possano essere evidenze di manipolazione delle informazioni. Probabilmente questo non sarà mai possibile verificarlo per due ragioni. In primis non è presente alcuna indicazione che leghi questa o quella procedura di trattamento dati ai risultati di analisi pubblicate (per quel che ne sappiamo potrebbero essere tutti tentativi scartati in sede di utilizzo definitivo), per cui è difficile andare al di là del dubbio. In seconda battuta sappiamo che parecchi anni fa il centro di ricerca cui questo gruppo appartiene si è liberato, causa problemi di data handling, di tutte le informazioni grezze con cui sono state assemblate le serie storiche delle osservazioni dell'ultimo secolo e mezzo, conservando soltanto i dati post-elaborati, ovvero sottoposti alle procedure di controllo qualità ed omogeneizzazione. Se quelle procedure sono contenute nei dati trafugati, in assenza dei dati grezzi è comunque impossibile verificarne la correttezza o l'eventuale livello di condizionamento. Il fatto che quelle serie siano consistenti con quelle in possesso di altri centri di analisi e trattamento dati quali il GISS e l'NCDC non costituisce una prova qualitativa, perché quelle serie non sono tra loro indipendenti. Dal punto di vista strettamente attuale, non credo che questo possa essere stato un tentativo di far inceppare i meccanismi negoziali in vista del summit di Copenhagen. Innanzi tutto perché è evidente che non si è trattato di un'operazione di hacking, quanto piuttosto di una fuga di dati operata dall'interno. I dati resi - ripeto, pur illegalmente- disponibili sono organizzati in modo tale da far pensare ad una raccolta di informazioni operata al fine di preparare una risposta alle innumerevoli richieste di accessibilità alle informazioni ricevute e mai ottemperate. Sembra più che altro una raccolta di ciò che - costi quel che costi- veramente non poteva essere mostrato al pubblico. Il perché sarebbe interessante che lo spiegassero, come forse saranno presto chiamati a fare nell'ambito di una inchiesta interna che sembra ormai sempre più probabile. Tutto ciò non fa certamente bene al movimento, ma è probabilmente necessario in ragione del fatto che quello che sembra sia accaduto nell'ambito di quel gruppo, potrebbe aver fatto danni ancora maggiori alla credibilità di tutto il sistema.
2. MTG. A questo punto sarebbe interessante sapere come i nostri due ospiti valutino l'ormai prossimo Summit di Copenaghen, che organizzato nelle migliori aspettative, sembra sempre ad una passo dal fallimento. Riusciranno i potenti della Terra a mettersi d'accordo riguardo il taglio delle emissioni dei Gas Serra? Oppure vi sono forze economiche e politiche più forti di quelle ecologiche?
Caserini. I presupposti affinché a Copenhagen ci sia un passo in avanti nelle politiche climatiche ci sono. Ci sono anche gli ostacoli: il ritardo delle negoziazioni, nell'elaborazione di un testo di accordo condiviso, e la forza delle lobby industriali, negli Stati Uniti in particolare.
È quindi più probabile un accordo politico, si spera serio, ma non è detto.
Copenhagen però sarà un passaggio, importante, ma non sarà la fine delle politiche climatiche, in entrambi i sensi: comunque vada, ci saranno tanti altri passi necessari.
Guidi. Il summit di Copenhagen sente molto più l'influenza della contingenza economica e della necessità dei vari capi di stato e di governo di far comunque bella figura nei confronti del proprio elettorato, di quanto non senta l'urgenza di agire per mitigare l'impatto antropico sull'evoluzione del clima. Se così non fosse, non avremmo assistito ad una fase negoziale tanto convulsa e dichiaratamente improduttiva. Immediatamente dopo aver subito quello che sembrava un colpo definitivo da parte dei protagonisti principali USA e Cina, la conferenza è stata per così dire resuscitata con affrettate dichiarazioni d'intenti, colme di aspettative ma prive di contenuti. Le proposte avanzate rientrano sostanzialmente in due categorie: provvedimenti inutili e proponimenti impossibili. Alla prima appartengono le proposte dei due più grandi emettitori di gas serra, che prevedono un rateo di decarbonizzazione in linea con quello che avverrebbe comunque in ragione dello sviluppo tecnologico e del progressivo venir meno, per ragioni di costi e disponibilità, delle fonti fossili. Se per quanto riguarda gli USA ciò avviene per ragioni di politica interna, il cui accordo è imprescindibile ai fini della ratifica di un qualunque accordo, per quel che riguarda la Cina è una operazione di facciata, dietro la quale si cela una ferma volontà di mantenere il business as usual onde non rallentare il proprio rateo di sviluppo. Queste proposte sono inutili perché, qualora si volesse dar credito alla necessità di ridurre le emissioni onde contenere il riscaldamento globale entro limiti accettabili - aspetti del tutto fumosi e indefiniti- si dovrebbe fare molto ma molto di più. Somministrare un brodino al presunto clima ammalato non lo guarisce, ma tiene ben vivi gli interessi economici legati a tutta questa vicenda, continuando ad alimentare la bolla speculativa del carbon trading con effetti nulli sulle temperature. Alla seconda categoria appartengono le proposte avanzate dalla UE e le richieste dei paesi in via di sviluppo. Per la prima, il rateo di decarbonizzazione che sarebbe necessario per ottemperare a quanto proposto è semplicemente insostenibile per la gran parte dei paesi membri, a meno di non peggiorare e/o prolungare gli effetti negativi di una crisi economica dalla quale invece giustamente sembra si stia facendo di tutto per uscire. Non dovrebbe sfuggire a chi legge il particolare che proprio questa contingenza economica, causa di un rallentamento drammatico della produttività, è stata anche causa di una riduzione del 2,7% (cito a memoria) delle emissioni antropiche di CO2, per la prima volta in quattro decadi. Questo è, qualora mai ce ne fosse ancora bisogno, il segno evidente che la produttività industriale e quindi il benessere economico sono purtroppo legate a doppio filo con le emissioni. Ridurre oltre il sostenibile le seconde causa inevitabilmente una contrazione della prima. In sostanza la crisi mondiale da questo punto di vista è stato il trailer del film che potremmo vedere se si decidesse di perseguire un rateo di decarbonizzazione diverso da quello innescato "naturalmente" dallo sviluppo tecnologico e dalla necessità in tempi medio-lunghi di impiegare nuove fonti di approvvigionamento energetico. In questo senso è chiaro che questi interessi sono più forti di quelli ecologici, tuttavia è bene sottolineare che l'aspetto ecologico ha poco o nulla a che fare con la deriva catastrofica del clima, reale o presunta che sia. La riduzione dell'impatto antropico sull'ambiente non si persegue con l'abbattimento delle emissioni, ma con la cura dello stesso. Clima e ambiente non sono la stessa cosa. Del primo dobbiamo ancora capire quasi tutto ma riteniamo lo stesso di poter intervenire a governarlo, per il secondo sappiamo quasi tutto ma facciamo poco o nulla. Per la semplice ragione che la prima di queste attività è altamente redditizia, la seconda è invece quasi sempre un costo.
3. MTG. Infine chiuderei questa intervista doppia chiedendo ai nostri due ospiti un breve commento sull'attuale andamento del Global Warming. Siamo davvero di fronte ad un cospicuo rallentamento del riscaldamento globale? Oppure si tratta solo di una breve pausa fisiologica e le temperature ritorneranno presto a salire velocemente?
Caserini. Siamo nella variabilità naturale. Come nel passato, il riscaldamento globale non cresce in modo regolare. È un punto su cui la comunità scientifica non perde troppo tempo a discutere. Periodi simili sono successi anche in passato. Chi non vuole convincersi non deve fare altro che aspettare qualche anno, come nel passato. Ma non mi faccio troppe illusioni: anche fra 15 anni ci sarà chi dirà "negli ultimi 10 anni il riscaldamento si è fermato".
Oggi, le cose interessanti, i punti caldi della scienza del clima sono altri.
Guidi. Per definire "fisiologica" la fase di stasi che le temperature medie superficiali stanno attraversando da una decina d'anni, dovremmo conoscere il metabolismo del sistema. Così non è. Certamente il trend di lungo periodo continua ad avere segno positivo, certamente molti degli anni più caldi del periodo delle osservazioni strumentali ricadono nelle ultime decadi, se non proprio nell'ultima. Certamente una buona parte del trend "flat" delle temperature del breve periodo degli ultimi dieci anni è conseguenza del picco di riscaldamento registratosi per effetto del poderoso evento di El Niño del 1998 e da esso è fortemente condizionato. Tuttavia se il riscaldamento iniziato al termine della PEG dovesse persistere, è ovvio che gli ultimi anni della serie saranno sempre i più caldi, altrimenti non staremmo parlando di riscaldamento. Questo non ci dice assolutamente nulla sulle origini di questa tendenza. Al pari, quelle che vengono sempre più spesso citate come evidenze delle origini antropiche dell'evoluzione del clima, sono esclusivamente evidenze dell'adattamento del sistema ad un nuovo stato termico. Quanto al forcing esogeno che si vorrebbe aver individuato nell'incremento dei gas serra, continuano ad essere latitanti molti degli elementi necessari a trasformare una correlazione in un rapporto causa-effetto. Manca il riscaldamento alla media troposfera e manca la linearità degli effetti di questo forcing che invece è altamente lineare, proprio perché le temperature medie superficiali continuano ad essere soggette ad oscillazioni di breve-medio periodo (dieci anni sono pochissimi se riferiti al clima, ma lo sono anche gli ultimi trenta del secolo scorso, periodo in cui secondo la letteratura più accreditata sarebbero divenuti più evidenti gli effetti del forcing antropico). Se queste oscillazioni sono ascrivibili a dinamiche di origine naturale, ed hanno a quanto sembra un impatto in grado di celare, fermare o annullare il presunto forcing antropico, è assolutamente necessario comprenderle prima di procedere a qualsiasi intervento di mitigazione. Inoltre, è proprio la potenziale preponderanza di queste dinamiche a suggerire che probabilmente il peso del forcing antropico, da cui dipendono totalmente le proiezioni di lungo periodo, è stato largamente sovrastimato e potrebbe essere inoltre costituito da fattori anche diversi dalle sole emissioni di gas serra, quali gli aerosol, la destinazione d'uso del suolo etc. il cui segno può essere negativo come positivo, semplicemente ad oggi non è noto. A questi fattori, si è dedicata, anche nelle ultime determinazioni dell'IPCC decisamente poca attenzione. Ancora una volta, concentrare tutte le attenzioni sul solo forcing da gas serra, il cui livello di comprensione scientifica è definito elevato, ma alla luce di quanto detto probabilmente non lo è affatto, contiene il serio rischio di imboccare la strada sbagliata, ovvero di perseguire obbiettivi strategici di lungo periodo, il cui raggiungimento è incerto, trascurando quelli di breve e medio periodo, il cui impatto sulla nostra società è certamente più significativo. Ha senso mettere in piedi progetti faraonici di mitigazione delle temperature su scala centenaria quando non sappiamo se quest'inverno o la prossima estate saranno necessari importanti interventi di protezione civile per contrastare gli eventi atmosferici o climatici? O se si dovranno approntare politiche energetiche particolari per le stesse ragioni? Io credo di no, e forse più che sul prossimo secolo, i nostri sforzi dovrebbero essere concentrati su questo.
Aldo Meschiari
I commenti dei lettori
Alberto ha scritto il 04-12-2009 ore 19:07
Quello che è gravissimo in questa vicenda, è nel fatto di avere squarciato uno scenario indecente di totale manipolazione mediatica e politica della ricerca sul clima.
Il problema non è che uno scienziato sia "serrista" o "solarista", l?importante è che possa ricercare con onestà e serenità.
Ma da 15 anni almeno ciò non è possibile,
perchè si è innescato un circolo vizioso perverso,
per cui chi contesta la tesi di moda (GW antropico) viene censurato o mobbizzato,
non riceve fondi, non riesce a pubblicare le sue ricerche, ecc. perchè ormai il catastrofismo climatico paga in termini
economici, di audience mediatica, di finanziamento pubblico, e soprattutto è un pretesto x i politici per imporre nuove tasse.
Ma che c'entra tutto ciò con la scienza?
Alessio ha scritto il 04-12-2009 ore 18:26
"Il peso del forcing antropico, da cui dipendono totalmente le proiezioni di lungo periodo, è stato largamente sovrastimato e potrebbe essere inoltre costituito da fattori anche diversi dalle sole emissioni di gas serra, quali gli aerosol, la destinazione d'uso del suolo etc. [...] A questi fattori, si è dedicata, anche nelle ultime determinazioni dell'IPCC decisamente poca attenzione." Io sono sicuro che Guidi abbia letto il rapporto IPCC. Tuttavia consiglio, per rinfrescare le idee, una rilettura dei capitoli 7.1, 7.2, 7.4 e 7.5 del volume CLIMATE CHANGE 2007-the physical science basis WG1. Saluti
Alberto ha scritto il 04-12-2009 ore 12:01
Ma con che coraggio Caserini minimizza quello che è successo?
Per anni questo ente inglese legato all'IPCC, questo CRU, ha ottenuto finanziamenti pubblici per milioni di sterline con la frode, manipolando i dati sulle temperature, minacciando gli scienziati che non ci stavano, ecc., pur di far passare nell'opinione pubblica la
tesi pseudoscientifica secondo cui il GW è dovuto alla CO2 prodotta dall'uomo.
E il fatto che il direttore Jones si sia dimesso dal CRU, è la prova che lo
scandalo è grave.
E il fatto che Caserini o Luca Mercalli
cerchino di minimizzare quanto è successo, e finalmente è stato svelato e tutti conoscono, mi indigna solamente.
Dario ha scritto il 03-12-2009 ore 13:12
Chiedo scusa alla Redazione ed ai lettori x l'eccesso di "veemenza" nel mio commento.
Mi sia consentito osservare, però, che il rispondere ad una domanda piuttosto specifica, quale quella da Voi posta al sig. Caserini, portando la discussione su tematiche non del tutto consone all'argomento, potrebbe destare qualche "perplessità".
Best regards
Renato ha scritto il 03-12-2009 ore 13:03
[...] Quanto alla lunghezza delle risposte trovo il Guidi per niente pacato e forse fin troppo sacente e opinabile nell'esporre molte sue teorie in particolare nelle questioni economico-politiche, che ne sa delle politiche di contenimento dell'inquinamento ad es. nei trasporti nel resto d'europa (tipo la Germania) quando da noi vede solo l'esempio che da questo governo, cioè menefreghismo assoluto !
Alcuni discorsi sono filanti, ma altri incomprensibili.
Dice "Manca il riscaldamento alla media troposfera e manca la linearità degli effetti di questo forcing" .. stiamo parlando di "effetto SERRA" e lui ci parla della media-alta troposfera, mah
La linearità ? è più corretta la risposta di Caserini ampiamente riconosciuta, chi vivrà ...
Francesco Bracci ha scritto il 03-12-2009 ore 12:42
Io veramente ero contrariato, se così si può dire, più che dalla lunghezza delle risposte del Dott. Guidi dalla brevità di quelle del dott. Caserini.
In ogni caso complimenti alla redazione per gli articoli che sta mettendo a disposizione sulle questioni climatiche, favorevoli al confronto e ricchi di spunti di riflessione.
Continuate così!
Redazione MeteoGiornale ha scritto il 03-12-2009 ore 11:51
Gentile Dario: le ricordiamo che il diritto di critica è garantito a tutti, a Lei, nei confronti delle tesi affermate dal dott. Caserini, come al dott. Caserini nei confronti di un ministro o di senatori della Repubblica.
Dario ha scritto il 03-12-2009 ore 11:07
Poi vorrei capire xkè Caserini se la prende con un ministro nominato da un governo regolarmente eletto, o con senatori che, del loro comportamento, devono rispondere, istituzionalmente, solo e soltanto ai propri elettori.
Circa Zichichi e Battaglia, si fermi pure lì, caro professore: sta andando decisamente OT.
Dario ha scritto il 03-12-2009 ore 10:58
A mio modestissimo parere, le fin troppo sintetiche risposte di Caserini non fanno altro che riproporre x l'ennesima volta le litanie dell'AGW.
E personalmente trovo fastidioso il tono "illuminato" di chi sembra predicare dall'alto di una torre d'avorio, tono che, guarda caso, è lo stesso che traspare dalle mail dei guru della CRU.
Ben + dettagliate e precise quelle di Guidi, che con pacatezza e modestia risponde chiaramente e precisamente; se poi molti italiani hanno problemi di lettura, ringraziamo i docenti e gli insegnanti delle italiche scuole...
Renato ha scritto il 03-12-2009 ore 10:26
D'accordo che l'argomento è di una complessità tale che servono molte argomentazioni per spiegarlo, immagino anche però che quello detto da Guidi siano trattazioni che "girano" tra gli addetti ai lavori tra i cosidetti "scettici" cui lei fa capo e che quindi per lo meno in parte conosce già dove vuole "arrivare"....
Per noi che non siamo esperti e approcciamo con curiosità all'argomento, che penso la maggioranza dei lettori, è sicuramente molto difficile seguire e "collegare" tra loro simili lunghi periodi di discorsi, d'altronde troppi giri di parole a volte sono il segno dell' "arrampicarsi sugli specchi" ...
Non sarà il caso di Guidi, certo, ma una delle virtù di chi conosce veramente gli argomenti dovrebbe essere la sintesi ...
saluti
Aldo Meschiari ha scritto il 03-12-2009 ore 06:58
Però, scusate, risposte lunghe significano anche rigore ed approfondimento in chi le ha date. Spesso la fretta a cui ci cosntringe questa vita moderna non ci fa capire nulla.
Cerchiamo di fare uno sforzo in più: anche perchè le rispsote di Guidi sono molto chiare.
saluti
Renato ha scritto il 03-12-2009 ore 00:20
x Nando : mi sa che se anche venisse scoperto veramente che il GW è causato delle emissioni non ci sarà alcuna limitazione del consumo di inquinanti se non causato da altri motivi come la crisi finanziaria che stiamo vivendo, quindi per le questioni di salute la vedo dura ...
comunque la penso come te ...si dovrebbe, ma invece... (e siamo nel paese che peggio fa in questo senso nel consumo di prodotti petroliferi per far funzionare la propria economia)
x Meschiari : francamente risposte così lunghe non sono comprensibili ai più e anche stancanti da leggere, dispiace per la sua risposta che ha dato invece ...
Scusi
Nando ha scritto il 02-12-2009 ore 21:16
A PRESCINDERE SE I GAS SERRA INFLUISCONO SUL GLOBAL WARMING, SECONDO ME BISOGNA LO STESSO RIDURRE LE EMISSIONI DI CO2 GIACCHè CI SONO DUBBI E GLI INQUINAMENTO IN GENERE, PERCHè MOLTO NOCIVI ALLA SALUTE UMANA, SPERO ALMENO SU QUESTO SIANO D'ACCORDO TUTTI, SERRISTI E NEGAZIONISTI.
Aldo Meschiari ha scritto il 02-12-2009 ore 20:39
Grazie a Fiori che è molto gentile.
Per alnus: se i suoi mezzi sono limitati mi spiace molto...
alnus ha scritto il 02-12-2009 ore 18:45
Ho letto solo le risposte di Caserini, quelle di Guidi sono troppo lunghe per i miei mezzi comprensivi limitati.
Ieri: 08:44Piacenza si è svegliata col TEMPORALE



