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Sole di nuovo in bianco, il clima forse sta mutando
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Il 2009 entra nella top ten degli anni con meno macchie. La debole attività magnetica odierna non è eccezionale, ma le temperature terrestri potrebbero comunque imboccare un trend discendente.

immagine articolo 16399

Ricostruzione degli ultimi 11.500 anni di attività solare. I picchi in rosso corrispondono a fasi di intensa attività: come si può notare, per rintracciare un massimo elevato come quello del XX secolo si deve risalire al 9000 a.C. In blu i periodi di quiescenza: l'ultimo corrisponde al Minimo di Maunder (1645-1715). Ancora un dettaglio: la parte in grigio, preponderante, è quella che viene definita fase solare debole, come pare essere l'attuale (fonte: Usoskin, p. 45). Cliccare sull'immagine per ingrandirla.

Con un'altra sequenza di 20 giorni senza macchie (non ancora terminata, ma il dato è ufficioso) il 2009 è entrato tra i primi dieci anni più blank di sempre. Il trapasso fra i cicli solari 23/24 continua dunque a far parlare e la graduatoria lo dimostra. Prima di passare alla sintesi tuttavia, è bene chiarire che la conta dei giorni spotless è accurata solo a partire dal 1849: si tratta di 161 anni (compreso l'attuale) che corrispondono a circa due quinti della storia astronomica riguardante il Sole (iniziata nel 1610) e, soprattutto, a un infinitesimo della sua esistenza (stimata in 5 miliardi di anni). Lo scenario presente è dunque scarsamente significativo di quelle che potrebbero essere le illimitate variabili nell'evoluzione magnetica dell'astro, ma rimarchevole per tentare di individuare eventuali connessioni col clima terrestre, in virtù anche della fortunata circostanza per cui, negli ultimi secoli, il Sole è stato soggetto sia a profonde fasi di quiescenza (caratterizzate da un altissimo numero di giorni senza macchie), coincise con la Piccola età glaciale (XV-XIX secolo), sia a recenti periodi di elevata attività (e pochi giorni senza macchie) che hanno accompagnato il cosiddetto riscaldamento globale del XX secolo. Ma ecco la top ten:
1913 311 giorni
1901 287
1878 280
2008 265 (bisestile)
1856 261 (bisestile)
1902 257
1912 254 (bisestile)
1954 241
1933 240
2009 235 (al 21 ottobre)

L'anno in corso ha scalzato dal decimo posto il 1855, che di giorni ne aveva accumulati 234, e si appresta a risalire ulteriori posizioni; in teoria, potrebbe ancora raggiungere la seconda piazza, ma è più realistico pensare che si fermi attorno al valore del 1878. Non va comunque dimenticato che tra i primi vent'anni di sempre c'è anche il 2007 (al ventesimo posto) con 163 giorni senza macchie. Ed è proprio la somma complessiva di spotless days, iniziata il 27 gennaio 2004 e che a questo punto tocca quota 744, a rendere il trapasso dei cicli 23/24 il più importante dai cicli 14/15 (1908-'16) e il quarto dal 1833.

Stabiliti questi fatti, il mondo scientifico s'interroga sulla profondità del minimo in corso e tenta d'intravedere gli sviluppi del ciclo 24 attraverso il confronto col passato. La rassomiglianza più evidente è col Minimo di Damon (1856-1913), in particolare coi cicli 11-14 (1878-1913), corrispondenti a un minimo di Gleissberg. Quella fu una fase solare debole, i cui riflessi climatici però sono indimostrati rispetto al trend generale. In tale periodo il Sole ebbe un comportamento analogo all'attuale: gruppi di macchie simili a quelli emersi fra il 21 settembre e l'1 ottobre scorsi, cui seguirono notevoli sequenze di giorni spotless. Un esempio quasi fotocopia dell'oggi si rinviene nel 1878: un agosto immacolato (come il 2009) fece da prologo all'emergere di macchie che, il 2-13 settembre, portarono l'RZ a 5,3 (settembre 2009, RI 4,2); poi altri 45 giorni senza macchie, dal 14 settembre al 28 ottobre. Insomma, in una fase solare debole verrebbe da pensare che il Sole sia un po' inceppato; invece è prevedibile che i giorni spotless diminuiscano nel 2010 per rarefarsi del tutto nel corso del 2012.

Ma è eccezionale tutto ciò? In verità no, poiché i modelli più avanzati insistono sul fatto che un'attività magnetica di debole intensità sia la caratteristica predominante del Sole. Quel che sorprende, semmai, è il confronto col recente passato, poiché per ritrovare una fase solare marcata come nel XX secolo (soprattutto dal 1944) si deve risalire a circa 11.000 anni fa [Usoskin, p. 45]. E i riflessi sul clima? Venendo da un massimo solare così persistente, è plausibile che i prossimi decenni, corrispondenti a un nuovo minimo di Gleissberg, possano dissipare (per qualcuno i prodromi di tale processo sarebbero già in atto) il surplus di calore accumulato, presunto responsabile del riscaldamento globale. Ma, a meno che non si sprofondi in una fase di quiescenza come fu il Minimo di Spörer (1416-1534), al momento non esistono dati per affermare che si possa andare incontro a un raffreddamento tale da comportare una nuova piccola era glaciale.

Fermo restando che questa, come quella dell'effetto serra antropico, non è altro che una teoria, se però si producesse anche il solo ritorno alle temperature medie precedenti al riscaldamento globale, si otterrebbe il non indifferente risultato di scagionare l'attività umana dalle interferenze sul clima.

Bibliografia
I.G. USOSKIN, A History of Solar Activity over Millennia, «Living Reviews in Solar Physics», vol. 5, n. 3 (2008), pp. 1-87.

Stefano Di Battista

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I commenti dei lettori

Renato ha scritto il 31-10-2009 ore 16:35

Ho capito che non le è simpatico... per il momento sembra che ci abbia visto giusto da quello che si legge, e la maggioranza della comunità scientifica è dalla sua parte, quello che ora dice è che le cose peggioreranno prima del previsto continuando di questo passo, e quindi si sarebbe esposto parecchio...staremo a vedere

Stefano Di Battista ha scritto il 30-10-2009 ore 13:54

Sa chi è James Hansen, il climatologo che parla nell'articolo da lei postato? Il capo del Goddard Institute, l'uomo accusato di aver falsificato i dati per sostenere la tesi di Al Gore e dimostrare che il Riscaldamento globale sta accelerando. L'ultimo, clamoroso caso, avvenne esattamente un anno fa: il Goddard annunciò che l'ottobre 2008 era stato in assoluto il più caldo da quando esistono rilevazioni; ma poi si scoprì che i dati su cui era costruita la media globale, in particolare quelli di gran parte della Russia, erano del mese di settembre.

Renato ha scritto il 30-10-2009 ore 10:44

Vedo che ora siamo quasi a 390 ...
Più si cerca di leggere e informarsi su interrnet e meno ci si capisce tra chi dice una cosa e chi un'altra...
Speriamo che questo signore non ci indovini ancora ...
http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/ambiente/clima-nasa/clima-nasa/clima-nasa.html
Grazie la saluto

Stefano Di Battista ha scritto il 29-10-2009 ore 16:10

Stando alle analisi effettuate sulle bolle d'aria imprigionate nel ghiaccio antartico (Vostok Ice Core), per l'epoca pre industriale si parla di 270-280 ppm di anidride carbonica.

Renato ha scritto il 29-10-2009 ore 13:17

continua ...
Francamente poi un'altra cosa, vuole che questi non sapessero della situazione verificatasi nelle alpi e non tenerne conto ? una possibilità è che facciano le stesse verifiche qui da noi e poi vedremo ...
Resta sempre il discorso che lei giustamente fa, cosa ha fatto scaldare allora ? però mi dica una cosa che non conosco per curiosità, si sa in quegli anni del medioevo quanto era la CO2 e la composizione di altri gas nell'atmosfera ? c'era un forte aumento come ora? magari causa, effetto o non c'entra niente ? grazie se non faccio troppo il rompiscatole, ma le ripeto sono solo "osservatore" incuriosito della questione ...(come passione mi occupo di tutt'altro)

Renato ha scritto il 29-10-2009 ore 13:12

Grazie non l'avevo visto quel suo articolo, avevo certamente sentito di quel periodo caldo nelle alpi, bisognerebbe anche vedere però se proseguendo con questo trend che abbiamo noi adesso per altri decenni, secoli (il vero caldo è iniziato dagli anni 80), da noi si manifesterà una situazione simile o peggiore, specialmente nel versante ovest delle alpi, con clima diverso da quello est, specialmente in estate, comunque da quello che mi risulta ad es. in Alto Adige qualche conseguenza ci sia già per l'innalzamento del limite dei boschi
D'accordo il giornalista ci avrà messo del suo ...comunque qui sull'articolo specificano come dicevo l'altra volta ...che quel posto sarebbe quello più indicativo ecc, ma non che necessariamente lo considerano rappresentativo per tutta la Terra, mi sembra giusto specificarlo...

Stefano Di Battista ha scritto il 29-10-2009 ore 09:02

Non è solo la ricostruzione che non mi convince, ma pure l'estrapolazione: da uno scenario regionale (l'Artico) si proietta una situazione globale che, come dicevo nel precedente intervento, contrasta con alcune evidenze documentarie. Per esempio: nelle Alpi l'optimum medievale fu più caldo del periodo presente. La dimostrazione viene dalle cronache, in cui si racconta di valichi ove transitavano mandrie di bovini (le mucche, notoriamente, sono delle pessime scalatrici) e oggi preclusi dai ghiacciai anche al passaggio umano, ma pure da reperti paleobotanici che dimostrano, in modo inconfutabile, come il bosco si spingesse a quote ben superiori alle attuali. Esempi in tal senso, corredati da immagini, li può trovare in http://www.meteogiornale.it/notizia/12527-1-alla-vigilia-dellapocalisse-parte-ii. Ora, tenuto conto che la ricostruzione dell'attività solare esclude che il periodo caldo medievale sia legato a un super massimo come quello del XX secolo (nel grafico che accompagna questo articolo non c'è traccia di picchi rossi sino al V secolo a.C.), e che i gas serra di origine antropica non esistevano, che cosa determinò la crescita delle temperature medie nella regione alpina?

Renato ha scritto il 28-10-2009 ore 21:34

La ringrazio per il dibattito che pone, d'accordo sul suo scetticismo (e anche mio) per quanto riguarda diagrammi estrapolati come quelli che ha disposto lei degli ultimi 11500 anni di attività solare ...e chi più ne ha più ne metta .., ma mi permetta una considerazione finale, io non so come vengono valutati gli studi dalla comunità scientifica e se lo hanno già fatto, che gli è avvalso la pubblicazione sulla rivista Science, nell'articolo che le citavo parlano di ricerche su "sedimenti
lacustri, carote di ghiaccio e anelli di accrescimento di alberi, tratti da 23 siti", cioè non mi sembrano ricerche di così difficile valutazione con gli strumenti che abbiamo al giorno d'oggi ?
In altre parole due sono le cose ...o sono sbagliati come sono stati fatti (ma non credo abbiano perso tempo) o dicono la verità
Poi parlano anche dell?avvento di periodi relativamente più caldi come il cosiddetto optimum medioevale, quindi non vedo quale cosa non la convince, grazie

Stefano Di Battista ha scritto il 28-10-2009 ore 09:31

Nessuna polemica, caro Renato, si figuri: il dibattito è sale della vita. Io trovo poco credibile quel tipo di ricostruzione delle temperature passate, perché non si accorda con alcune evidenze documentarie. Per ciò che invece riguarda lo sviluppo delle curve, anche quella dell'attività solare si adatta all'andamento termico terrestre come una chiave alla sua toppa, per dirla con le parole di John Allen Eddy: questo fatto però, ancora non dimostra la connessione tra Sole e clima, come sospeso rimane il rapporto con l'anidride carbonica e il metano.

Renato ha scritto il 27-10-2009 ore 21:53

Spett.le Stefano, non vorrei creare polemica perchè non sono sicuramente esperto quanto lei in materia, però cerco di capire da quello che ho letto e che qui riporto da quel articolo : "tratti da 23 siti, tutti al di sopra dei 60° di latitudine Nord, in quella vasta area artica considerata dai ricercatori come il luogo più idoneo della Terra a registrare le variazioni climatiche di breve e di lungo periodo", è giusto così scritto ? Che ora ci siano le variazioni più clamorose in quelle aree è cosa nota e che la curva impazzita all'in sù dimostrata dallo studio degli ultimi decenni non mi sembra così tanto sbagliata, quello che secondo me è da capire da quel studio è che le temperature medie (la o in qualche altra zona, non importa) stavano nell'arco dei secoli decrescendo, improvvisamente ora si è ribaltata questa tendenza in modo notevole, la CO2 e il gas metano sono andati di pari passo, solo combinazione ?

luca64 ha scritto il 27-10-2009 ore 18:39

Le ipotesi sono tante e chissa quale e quella giusta......
Questo minimo,se il gw e da addebitare alle attivita umane ci da il tempo di correre ai ripari pensando a un massimo futuro....e la cosa piu bella e che lo stiamo vivendo in diretta sedut in in poltrona un saluto al MTG siete grandi come sempre

Stefano Di Battista ha scritto il 26-10-2009 ore 21:27

Egregio Renato, conoscevo la notizia cui lei si riferisce, mentre non ho avuto modo di leggere l'articolo originale di 'Science'. Come ho sottolineato nella mia precedente risposta tuttavia, l'impressione che ricavo dalla cronaca giornalistica è che si tratti d'una ricerca fondata su dati analoghi a quelli che portarono Michael E. Mann et al. al loro studio, da cui prese origine il controverso grafico detto hockey stick (bastone da hockey, per via della forte curva ascendente finale: lo stesso andamento che si ricava dall'immagine al link da lei postato). Tale ricostruzione, come lei scrive, non si basa su estrapolazioni da modelli matematici, bensì su dati paleobotanici. In primo luogo però, va notato che tale ricerca (quella a cui lei si riferisce, firmata da Darrel Kaufman et al.) riguarda le latitudini artiche (oltre i 60° nord): non è quindi uno scenario a livello globale. In seconda battuta poi, se il mio presupposto è vero, cioè che lo studio di Kaufman et al. sia un rimasticamento dello studio di Mann et al., allora ritengo valida l'affermazione del rapporto Wegman (datato 2006), per cui «it is important to note the isolation of the paleoclimate community; even though its members rely heavily on statistical methods they do not seem to interact with the statistical community», che concludeva con questa asserzione: «Overall, the committee believes that Mann's assessments, that the decade of the 1990s was the hottest decade of the millennium and that 1998 was the hottest year of the millennium, cannot be supported by his analysis [nel complesso, la commissione ritiene che le valutazioni di Mann, secondo cui gli anni Novanta sono stati il decennio più caldo del millennio e che il 1998 è stato l'anno più caldo del millennio, non possono essere sostenute dalla sua analisi]». Quanto al rapporto tra anidride carbonica, metano e temperature terrestri, checché ne dica l'IPCC, non è ancora stato dimostrato.

Renato ha scritto il 26-10-2009 ore 19:21

Spett.le Stefano giusto quando dice sull'inversione di tendenza del Global warming che dobbiamo aspettare per capire "a che punto siamo" ..., certo non sembra ci siano segnali "incoraggianti" visto le "accelerazioni" recenti...
Per quanto riguarda lo studio citato la invito a rileggerlo perchè non parla di "estrapolazioni basate su astratti modelli matematici", ma di rilevazioni scientifiche dirette sulle variazioni climatiche che pertanto si presume siano attendibili
Se sono vere come si vede le variazioni in questi ultimi due decenni sono notevolissime mai raggiunte prima nel recente passato (e con questo mi rivolgo anche a Federico ..la Terra nel passato ha sopportato molto di peggio, si tratta di stabilire se l'uomo e l'ambiente naturale con le condizioni di vita "normali" che ha assunto può "sopportare" cambiamenti così repentini ...poi guardati la curva della CO2 e del metano e l'aumento della temperatura !

Stefano Di Battista ha scritto il 26-10-2009 ore 16:06

Sulle aliquote ha ragione. Che il riscaldamento globale si sia arrestato io non lo affermo; ho solo detto che qualcuno indica il 1998, altri il 2004, come possibili punti di svolta.

marco ha scritto il 26-10-2009 ore 09:36

"ma se l'aumento delle temperature terrestri del XX secolo è riconducibile all'astro, tutto viene rimesso in discussione."
Sarebbe da stabilire l'aliquota dovuta al sole e l'aliquota dovuta ai gas serra. Il fatto che il sole abbia un effetto, non vuol dire che i gas serra non intervengano. Ancora una volta senza i gas serra il picco magnetico del sole avrebbe dato luogo allo stesso riscaldamento che abbiamo misurato? PS: il riscaldamento globale NON s'è arrestato nel 98.