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La salute cagionevole dell'Artico
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Anche il 2009 conferma il periodo "difficile" che sta vivendo l'Artico

Attualmente, si aggira intorno ai 2 milioni di kmq il deficit dell'Artico in area, mentre sappiamo che l'estate 2009 è stata la terza peggiore da quando si effettuano misurazioni satellitari.

Alcuni hanno gioito alla notizia che il 2009 è stato solo il terzo anno peggiore per la banchisa artica. Confrontato con il terribile 2007, quando l'Artico toccò il suo punto più basso in estensione da quando si effettuano misurazioni satellitari (1979), il 2009 non sembra in effetti così male. Nel 2007 si toccò il minimo: 4,3 milioni di kmq! Quest'anno: 5,36 milioni di kmq! Una differenza di un milione di kmq in effetti non è da trascurare: il recupero c'è stato proprio quando molti davano l'Artico per spacciato. Se però spostiamo il punto di vista e paragoniamo il risultato di quest'anno con la media trentennale delle misurazioni satellitari, non potremo che ritenere ancora prematura la gioia di chi pensa che il pericolo sia passato. Infatti tale media si aggira sui 7 milioni di kmq!

Attualmente la situazione sia in estensione che in area della banchisa artica non è certo delle migliori. La discreta performance di questa estate, che aveva permesso un recupero di un milione di kmq, è stata aiutata in gran parte dalla nuvolosità frequente dei cieli, come affermano gli studiosi dell'Nsidc dell'Università del Colorado: che c'entri qualcosa l'attuale minimo solare? (cfr www.meteogiornale.it/notizia/15847-1-il-freddo-che-viene-dalle-stelle)

In questi gironi il deficit in area (per la differenza tra area ed estensione vedi www.meteogiornale.it/notizia/13126-1-artico-magre-consolazioni-e-chiarimenti) giunge a toccare i 2 milioni di kmq, davvero tanti! Discorso simile, sempre riguardo questi giorni, per l'estensione: nel primo grafico si riporta il confronto dell'estensione negli ultimi anni. Notate come la linea rossa, che indica il 2009, si sia riportata sotto il valore del 2008, avvicinandosi di nuovo al terribile 2007.

immagine 1 del capitolo  del reportage 16373

Confronto dell'estensione della banchisa artica negli ultimi anni

immagine 2 del capitolo  del reportage 16373

Media dell'estensione dei ghiacci marini artici alla fine della stagione estiva nel periodo 1981-2000

Se poi passiamo ad analizzare gli altri pannelli, avremo altre utili informazioni.

Qui abbiamo riportate quattro carte tematiche che rappresentano con colori diversi l'età dei ghiacci marini artici. Nella prima mappa, che rappresenta la media ventennale delle misurazioni nel periodo 1981-2000 alla fine della stagione di fusione, troviamo una grande prevalenza del colore verde: esso infatti rappresenta il ghiaccio pluriennale, quello più spesso e resistente ai calori estivi.

immagine 3 del capitolo  del reportage 16373

Estensione dei ghiacci marini artici alla fine della stagione estiva nel 2007, la più ridotta di sempre da quando si eseguono le rilevazioni

Nelle tre mappe successive, che si riferiscono agli anni 2007, 2008 e 2009, notiamo un forte assottigliamento delle aree colorate in verde, cioè del ghiaccio vecchio. Al contrario, pur nella diminuzione assoluta dell'estensione della banchisa artica, troviamo una prevalenza dei colori viola (ghiaccio mono-annuale) e del colore celeste (ghiaccio biennale).

immagine 4 del capitolo  del reportage 16373

Estensione dei ghiacci marini artici alla fine della stagione estiva nel 2008

In altre parole non solo è enormemente diminuita l'estensione del ghiaccio marino nell'Artico, ma altresì è aumentata pericolosamente la percentuale di ghiaccio giovane, molto vulnerabile al sole estivo.

immagine 5 del capitolo  del reportage 16373

Estensione dei ghiacci artici alla fine della stagione estiva nel 2009, con la netta diminuzione della presenza dei ghiacci pluriennali

Tutto ciò, a mio modesto avviso, deve invitare più alla prudenza che alla spensieratezza per il pericolo scampato. La situazione dei ghiacci marini artici continua ad essere molto delicata, e sebbene siano state smentite dai fatti tutte le previsioni che, a dir la verità in modo troppo affrettato, indicavano il 2009 come probabile nuovo anno record, il trend alla diminuzione dei ghiacci artici continua ad essere più che eloquente: per il mese di settembre si aggira su -11% in meno ogni dieci anni! Che equivale a dire: un dato che non necessita di commenti.

Immagini e dati fonte http://nsidc.org/data/seaice_index/
Rielaborazioni grafiche a cura della Redazione Meteo Giornale.

Aldo Meschiari

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