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L'umidità, il vero grande nemico delle estati italiane!
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A differenza del senso comune che concentra tutta l'attenzione in estate sulle temperature assolute per valutare il disagio psicofisico, è più spesso l'umidità a fare la differenza in molte aree del clima italiano, in particolare quella padana. E non va neppure dimenticato il vento.

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Statistiche realizzate negli USA ed in Europa dimostrano che su cento persone ogni estate:
0,2% muoiono per fenomeni estremi come uragani o temporali molto violenti.
0,7% muoiono per tornado o trombe d'aria.
0,8% muoiono per i fulmini.
2% muoiono per le alluvioni.
10% per il caldo!

Il nostro corpo è una macchina quasi perfetta nel mettere a punto strategie atte alla termoregolazione. Sappiamo tutti che la temperatura del nostro organismo dovrebbe aggirarsi intorno ai +37°C, almeno in alcune aree strategiche (bocca, ascelle, ecc.). Ovviamente quando tale valore viene costretto ad aumentare o a diminuire troppo sorgono problemi fisici più o meno gravi. In estate, quando il problema principale è il raffreddamento della temperatura corporea, i principali meccanismi utilizzati dal nostro organismo per ottenere questo risultato sono la vasodilatazione e la sudorazione (traspirazione). Attraverso la dilatazione dei vasi sanguigni infatti si aumenta la superficie corporea a contatto con l'esterno e quindi si facilita la possibilità che questa venga raffreddata. La sudorazione invece aumenta il contenuto di acqua a contatto della pelle, favorendo in tal modo la sua evaporazione a contatto con l'aria e quindi, per il noto processo fisico del passaggio di stato, una sottrazione di calore dall'esterno e un conseguente raffreddamento della superficie cutanea. Tale calore sottratto assumerà la forma di calore latente presente nel vapore acqueo.

Tutto ciò funziona a meraviglia anche in presenza di temperature molto elevate, dai +35° ai +40°C, e con basso contenuto di umidità. L'aria calda può contenere molta più umidità dell'aria fredda, ma ciò che sente il nostro corpo è soprattutto l'umidità relativa, cioè la percentuale di umidità presente nell'aria rispetto al suo massimo contenuto di vapore acqueo consentito prima della saturazione. Se ovviamente l'umidità relativa dell'aria assume valori troppo elevati diviene impossibile o comunque molto difficile l'evaporazione traspirativa. Ecco quindi che inizia il disagio fisico che può andare dal semplice fastidio a sintomi veri e propri come debolezza, vista annebbiata, mal di testa, vertigini, insonnia, nausea. Se poi il nostro corpo è già indebolito da altre malattie o per motivi legati all'età, allora la sintomatologia può divenire pericolosa. L'approdo finale di questo malessere psicofisico è il colpo di calore, che avviene quando la temperatura corporea ha raggiunto valori troppo alti e quindi si ha un collasso dell'organismo.

Ecco spiegato perché l'umidità relativa (UR) è spesso più importante della temperatura assoluta, soprattutto in condizioni di assenza di vento. Il vento infatti, anche se caldo (Scirocco o Libeccio), ha sempre un effetto gradevole proprio perché facilita l'evapotraspirazione. Ovviamente se il vento è molto umido tale effetto positivo viene in parte attenuato. Purtroppo il mix di alte temperature, elevata UR e assenza di vento è molto frequente in Pianura Padana in estate. Situazioni simili si possono riscontrare anche in diverse valli del Centro. Tra l'altro va ricordato che in inverno avviene la stessa cosa ma specularmente riguardo alla temperatura: basse temperature, alta UR e vento assente danno una forte sensazione di freddo.

Aldo Meschiari - Nuovo forum, nuovo sito: www.mtgforum.it

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