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L'alluvione di Firenze
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Introduzione e Inquadramento geografico e idrogeologico della città di Firenze
Resosconto territoriale meteorologico di quei giorni di novembre che sconvolsero Firenze e l'Italia intera.
Non so se vi sia mai capitato di fare un viaggio a Firenze e di soffermarvi a guardare l'Arno nel suo fluire, a meno che non vi ritroviate nel mezzo di un periodo piovoso autunnale, il suo aspetto vi sembrerà placido, quasi sornione, bene, durante i primi di Novembre del 1966 quel fiume allagò tutte le città che sorgevano nei pressi delle sue rive, abbattendosi con estrema violenza sulla città di Firenze che in ventiquattro ore subì più danni che durante la fine del secondo conflitto mondiale.
In questo articolo cercheremo di capire le motivazioni territoriali e metereologiche che hanno determinato questa tragedia soffermandoci prevalentemente sui tratti climatici più che sugli errori dovuti all'urbanistica della città toscana.
Partiremo nella nostra discussione considerando la città di Firenze dal punto di vista geografico, determinando i protagonisti, per così dire idrogeologici, del disastro.
Firenze sorge su una valle ai piedi di due zone appenniniche di un certo rilievo, la prima zona a nord è caratterizzata dal massiccio del Mugello, dal quale scende il maggior affluente dell'Arno, il Sieve, la seconda zona verso sud è caratterizzata dal massiccio del Casentino dal quale prende origine il fiume Arno. Il massiccio del Mugello ha vette che vanno dagli 800m fino a sfiorare i 1200m mentre il massiccio del Casentino ha vette che sfiorano i 1600m. Ricordiamoci questi valori e questi protagonisti idrogeologici perché avranno un rilievo determinante nella nostra vicenda.
Firenze: la massa d'acqua e fango che tracima dallo spalletto del lungarno. Fonte: un giornale dell'epoca.
Continua...
Fiorentino Marco Lubelli
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