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Alpi Apuane: la parete sud del Sumbra "fabbrica" di cumuli in una domenica estiva di instabilità
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I 500 metri di parete hanno fatto da "trampolino" per la risalita di colonne d'aria calda e umida dalla sottostante valle della Turrite Secca. I cumuli così formatisi si sono spostati verso est portando modeste piogge in Garfagnana.

immagine articolo 15476
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Nella prima immagine, scattata dalla vetta del Sumbra verso est, si osservano i vapori che risalgono dalla parete sud. La seconda immagine mostra la Pania della Croce il Pizzo delle Saette visti dal Sumbra. Foto di Alessandro e Giovanni Staiano.

Domenica 28 giugno abbiamo dedicato la giornata alla salita al Monte Sumbra, nelle Apuane Settentrionali, decisa dopo un lungo tira e molla, viste le incertezze meteorologiche e i frequenti acquazzoni che, seppure "a macchia di leopardo", hanno interessato la catena apuana in tutti i giorni precedenti.

L'instabilità in effetti non è mancata neppure domenica, pur essendo la giornata iniziata con sole pieno, ma è stata meno presente che nei giorni precedenti e ci ha del tutto risparmiato, visto che non abbiamo trovato pioggia, se non poche gocce durante l'itinerario di discesa.

In realtà proprio la precipite parete sud del Sumbra ha funzionato da "caldera". Mentre eravamo in vetta, infatti, colonne di vapori risalivano la parete, riscaldata, come la sottostante valle della Turrite, dal sole del mattino, e questo ha favorito la formazione di cumuli congesti proprio sulla montagna dove ci trovavamo. La corrente in quota ha però trasportato le nubi verso est-sudest, in direzione opposta alla nostra posizione, e infatti, quando siamo tornati verso casa in auto, abbiamo trovato bagnata la strada intorno a Castelnuovo Garfagnana.

Altri cumuli imponenti si sono formati, nel primo pomeriggio, tra la Tambura e il Pisanino, ma anche questa nuvolosità non ci ha interessato direttamente. Probabilmente questi cumuli formatisi nella parte nord della catena sono stati i responsabili, una volta spostatisi verso oriente, della pioggia caduta a Villacollemandina, risultata domenica la stazione più piovosa dell'intero bacino del Serchio, con quasi 18 mm caduti.

Torniamo alla gita. L'idea era di salire per la via normale lungo la cresta est, ma non siamo arrivati in auto fino alla Maestà del Tribbio, causa strada rovinata, fermandosi invece a Vianova, a quota 1100, il piccolo centro turistico sorto intorno alle piste da sci di Careggine, aggiungendo una ventina di minuti di facile cammino a quelli previsti. Ad integrazione della descrizione della zona in cui si è svolta la nostra gita, aggiungiamo che il Sumbra può essere raggiunto anche da Arni, attraverso il sentiero 144 che attraversa il magico boschetto del Fatonero e raggiunge i lastroni di Passo Fiocca (da qui in mezz'ora si sale un vetta, risalendo un canalino erboso parzialmente attrezzato), mentre più lunga è la salita da Arnetola, la località dove termina la carrozzabile proveniente da Vagli, il paese situato sull'omonimo lago artificiale, attraverso il Passo Sella e il già citato Passo Fiocca.

La salita si è svolta per la prima parte nel bosco di faggi, tagliando con il sentiero i tornanti di una strada forestale. Superato a quota 1452 il bivio per Capanne di Careggine, la salita è proseguita per un'altra mezz'ora nella faggeta, sbucando infine sulla lunga cresta est del Sumbra.

Questa montagna, che quota 1764 metri, precipita in modo spettacolare a sud, dapprima con una parete rocciosa alta circa 500 metri, più in basso con i fossi del Fatonero e dell'Anguillaia, dove si trovano le famose "Marmitte dei Giganti". Di fronte, dall'altro lato della valle della Turrite Secca, il Freddone, il Corchia e il Gruppo delle Panie, dove abbiamo osservato la presenza di qualche nevaio, notevole soprattutto quello sul versante nord del Pizzo delle Saette.

Per un po' abbiamo seguito il percorso di cresta, un po' esposto ma non difficile. Avvicinandosi al tratto più delicato del percorso di cresta, vista anche la presenza di capre apuane appollaiate sui ripidissimi pendii appena sotto la cresta stessa (sfidando la forza di gravità), abbiamo preferito evitare il rischio di "incontri ravvicinati" con questi animali in una situazione potenzialmente pericolosa (che faccio se mi "carica" un caprone su una cresta esposta dove sono obbligato a muovermi con estrema attenzione?), rientrando sul più tranquillo percorso che rimane sul versante nord un 40-50 metri sotto la linea di cresta.

Riguadagnata con uno strappo breve ma ripido la cresta sommitale al termine del tratto delicato, abbiamo infine risalito i pendii erbosi sommitali. 2h 40min il tempo della salita, apparentemente lungo per 664 metri di dislivello, ma bisogna considerare i lunghi tratti semipianeggianti all'inizio e lungo la cresta.

La discesa si è svolta lungo il medesimo itinerario di salita, come detto con un occhio attento al tempo, e anche un orecchio, visto che un paio di tuoni, non troppo vicini, li abbiamo uditi.

Il rovescio della medaglia di una giornata estiva nuvolosa sulle Apuane è nel fatto che non abbiamo patito il caldo. La temperatura sulla vetta era intorno ai 20°C al nostro arrivo su di essa, intorno alle 13, quando ancora la nuvolosità era intermittente e praticamente non c'era ventilazione, per scendere già a circa 19°C un'ora dopo. Verso le 15, con il cielo ormai già da un po' nuvoloso e di conseguenza l'avvenuto raffreddamento della marmorea parete sud e con la presenza di un fresco venticello occidentale, la temperatura era scesa a 17°C all'ingresso della faggeta, intorno ai 1600 metri di quota.

Immagini della giornata al link forum.meteogiornale.it/centro-italia/2383-il-nuovo-thread-delle-alpi-apuane-129.html.

Giovanni Staiano - Nuovo forum, nuovo sito: www.mtgforum.it

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