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Pasqua in Trentino: oltre 150 cm di neve a 1800 metri, 18°C a quasi 1200 metri (seconda parte)
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Una Pasqua a due volti: una primavera tiepida e soleggiata si è presa in carico l'eredità di un inverno nevosissimo. Pasquetta ancora più calda: 19°C a quota 1200, 9°C a Marilleva 1400 già alle 9 del mattino.

immagine articolo 15156
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Nella prima foto, il gruppo Vioz-Cevedale visto dal Rifugio Solander nella tarda mattinata del 13 aprile. Nella seconda immagine, attività cumuliforme sul Brenta nel primo pomeriggio dello stesso giorno. Foto di Giovanni Staiano, cliccare sulle immagini per ingrandirle.

La mattina del 12 aprile 2009, domenica di Pasqua 2009, si è aperta con sole e temperatura piuttosto mite (4,5°C la minima) ai 1160 metri di Cogolo di Pejo. Dopo una ricca colazione non abbiamo quindi perso tempo andando subito a Marilleva 900, desiderosi, io e mio figlio, di sfruttare al meglio le ore del mattino per qualche bella sciata, ben consapevoli che nel pomeriggio la qualità della neve sarebbe drasticamente peggiorata.

Nel trasferimento verso Marilleva 900 abbiamo notato la grande differenza delle vegetazione sulle due rive del Noce lungo la Val di Sole. Scenario primaverile, con erba già bella verde, sul versante sinistro orografico, già libero dalla neve da diversi giorni (e forse settimane), ancora terreno marrone sulla riva opposta, dove la neve era ancora presente a chiazze e presumibilmente fino a non più di 7-8 giorni prima copriva interamente il terreno.

La cabinovia di Marilleva 900, parzialmente innevata al contrario della dirimpettaia, ma solatia, Mezzana, porta in pochi minuti a Marilleva 1400, che il giorno di Pasqua era ancora ben innevata, ma con una temperatura già di 7°C alle 9.15. Un'altra cabinovia e siamo agli oltre 1800 metri di Malga Panciana, dove la situazione neve, in fatto di quantità, era strabiliante, con manto nevoso mediamente intorno ai 150 cm.

Non farò certo la cronaca delle diverse piste toccate nella nostra intensa mattinata di sci, posso però dire che sopra i 1600 metri, anche verso Folgarida, dove le piste sono più soleggiate, la neve era veramente tanta e fino alle 11 anche buona, grazie anche al lavoro notturno dei gatti. Dopo le 11 ovviamente, con il sole sempre più alto, ha mollato di brutto, ma probabilmente grazie all'aria secca le piste non si sono trasformate neppure dopo mezzogiorno in acquitrini, rendendo comunque piacevole proseguire, a parte una breve pausa pranzo (godibilissima all'aperto), fino alle 14.30.

Un po' strano, abituati a fare la settimana bianca in gennaio, è stato per noi sciare senza giacca a vento e sentire, nei trasferimenti in seggiovia, non il freddo insinuarsi rapidamente ma al contrario il caldo dei raggi solari che invitava a chiudere gli occhi e farsi una dormitina, sicuramente sono aspetti positivi di una sciata primaverile, che però di rado, a metà aprile, offre uno scenario ancora così spettacolarmente invernale e quindi una cornice paesaggistica stupenda.

Dal Rifugio Orso Bruno al Monte Vigo, il punto più alto del comprensorio (m 2181), la vista verso le Dolomiti di Brenta, letteralmente grondanti neve, valeva da sola la giornata. Mai avevo visto queste stupende montagne con la neve così abbondante da "pareggiare" molti valloni e fare emergere solo pochissime zone rocciose, dando veramente l'idea di un mare bianco.

Il sole è stato protagonista indiscusso della giornata, solo a tratti filtrato da cirri, con una situazione termica più che primaverile, visti gli 11°C di Marilleva 1400 alle 14.45 e i 18°C di Mezzana pochi minuti dopo. 17,8°C la massima registrata a Cogolo, certo non è venuta la voglia di chiudere la giornata di sci davanti a una cioccolata calda o a un vin brulè.

Pasquetta è stata una sorta di replica di Pasqua, con temperature ancora un po' più alte. Le due giornate festive hanno assottigliato di molto spessore ed estensione dei mucchi di neve spalata ancora presenti in paese e destinati a rapida scomparsa. 4,4°/18,9°C gli estremi a Cogolo, a Marilleva 1400 9°C alle 9.15, 13°C alle 14.30.
Rispetto a Pasqua, la Pasquetta ha visto una attività convettiva più significativa. Già verso le 13.30 cumuli hanno nascosto alla vista il Brenta e mentre ci toglievamo gli scarponi e sistemavamo l'attrezzatura in macchina improvvise folate di vento caldo hanno annunciato un effimero peggioramento a Mezzana, con addirittura la caduta di poche gocce (con 18°C!) mentre transitavamo da Pellizzano.

Un gran nero, in quel momento, stazionava sulla Presanella e i monti vicini, foriero probabilmente di rovesci nevosi oltre i 2700-2800 metri, tanto che al mattino successivo, splendidamente soleggiato, questa bella montagna di 3535 metri appariva coperta di neve fresca anche sulle rocce più ripide, mentre la conca sottostante, quella dove si trova il Rifugio Denza, appariva sepolta dalla Dama Bianca.

Già, il mattino di martedì, quello della partenza per casa, dopo una vacanza troppo breve. 4,0°C la minima a Cogolo, la più "fredda" del periodo, con un'aria di smobilitazione. Pochi turisti in giro, alberghi semivuoti (anche il nostro Hotel chiudeva a metà settimana), piste di Pejo già chiuse con quelle di Folgarida-Marilleva all'ultimo giorno di attività, poca gente anche al Tonale, contrariamente al pienone che vi avevamo trovato sabato 11. Marilleva e Folgarida non erano invece affatto affollate né a Pasqua né a Pasquetta, vista l'abbondanza di neve pensavo che avrei trovato molta più gente.

Giovanni Staiano - Nuovo forum, nuovo sito: www.mtgforum.it

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