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Una calda giornata di escursionismo urbano: il giro dei Forti di Genova
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Lo storico trenino della Genova-Casella offre un buon punto di partenza per una escursione insolita, a cavallo tra Val Polcevera e Val Bisagno.

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Nella prima immagine Forte Diamante, nella seconda Forte Puin e Forte Sperone. Foto di Giovanni Staiano.

A Genova, il punto più elevato (m 667) del sistema di fortificazioni che circondano la città, dominandola dalle alture, è il monte Diamante, dove sorge l'omonimo forte, appunto il Forte Diamante. Noi lo abbiamo raggiunto, attraverso un'oretta scarsa di salita piuttosto dura lungo i suoi pendii erbosi, nella mattina di caldo piuttosto afoso di domenica 17 maggio, partendo dalla stazioncina di Campi, a poco più di 300 metri di quota, della Ferrovia Genova-Casella.

La Genova-Casella è un delizioso trenino a scartamento ridotto che parte da Genova Piazza Manin, a neppure 100 metri di quota, arrampicandosi lentamente lungo un tortuoso e panoramico percorso sopra la Val Bisagno. La stazione di partenza del trenino è sovrastata dalle insolite architetture del Castello Mackenzie, costruzione di fine Ottocento in stile eclettico dovuta all'architetto fiorentino Gino Coppedé.

Discesi da Forte Diamante lungo un bello stradello militare che descrive 14 tornanti, abbiamo evitato la deviazione verso Forte Fratello Minore, proseguendo a mezza costa per Forte Puin (m 508).

Si è, in questo tratto, a cavallo tra Val Polcevera, a ponente, e Val Bisagno, a levante. Verso ponente, si sovrasta a breve distanza il tratto terminale della A12, tanto che si distinguono benissimo i cartelli indicatori della A7 per Genova Ovest o Milano, poco sopra la quale si trova il borgo di Begato, che dà il nome ad un'altra struttura fortificata, che però non è stata toccata dal nostro percorso.

Dopo Forte Puin, si supera qualche ripetitore ed ecco Forte Sperone, quello maggiormente conosciuto e accessibile, situato a 489 metri di altezza lungo la sommità del monte Peralto. Qui, a destra, si potrebbe appunto raggiungere Forte Begato e da esso scendere in Val Polcevera, ma noi abbiamo preferito proseguire verso sud.

Lo Sperone e il Begato sono raggiungibili anche in auto, ma dopo lo Sperone si può proseguire su un percorso precluso al traffico motorizzato, rimanendo appena fuori dalle Mura. Il rovescio della medaglia è che il sentiero (a tratti stradello) è un po' "affogato" nella vegetazione (questo già nel tratto in discesa che inizia mentre si costeggia le complesse architetture del Forte Sperone) e non troppo pulito, forse perché, con la vicinanza delle strade, frequentato da persone meno "sensibili" dell'escursionista medio.

Una nota nostalgica. Dai pendii sotto Forte Sperone mi sono soffermato ad osservare il panorama verso il sottostante Lagaccio, che "lagaccio" non è più perché al posto del lago che c'era ai "miei tempi" (ho abitato in quel quartiere dal 1966 al 1974) ora c'è un campo sportivo. Granarolo è sempre quella, con la "traccia" della cremagliera, lo sfondo verso Sampierdarena è stato modificato dal "Matitone".

Passati a fianco di Forte Castellaccio (m 362), si è ormai in prossimità della panoramica collina del Righi, raggiunta dal centro città da una storica funicolare. Abbiamo però preferito proseguire a piedi, in discesa ormai urbana, lungo le Mura di San Bernardino, accompagnati dal "rumore di fondo" dello Stadio Luigi Ferraris, dove era nel frattempo iniziata Genoa-Chievo.

Ricordavo panoramica questa discesa, o ricordavo male o la vegetazione è cresciuta e limita molto la vista verso la Val Bisagno. Arrivati presso le bizzarre architetture del Castello Mackenzie, però, finalmente uno spiazzo panoramico. Pur distratto dal "rumore" dei tifosi, non ho potuto esimermi dal dare un'occhiata, favorita dal miglioramento, rispetto al mattino, della visibilità, verso i forti toccati nel nostro percorso (compreso l'ormai lontano Forte Diamante), verso la Val Bisagno e il Cimitero Monumentale di Staglieno e verso il Levante genovese con il Promontorio di Portofino a fare da sfondo.

Pochi passi ed ecco di nuovo la stazione. La gita è alla fine, una gita insolita ma molto piacevole. E speriamo che il trenino, che mi dicono essere in serie difficoltà finanziarie, sopravviva alla crisi: è un pezzo di storia di Genova.

Il meteo della giornata è stato nel complesso favorevole. Come detto, al mattino il caldo afoso ha reso molto faticosa la salita. Con il levarsi della brezza di mare, a partire dal mezzogiorno circa la situazione climatica è divenuta più sopportabile e anche la visibilità, parecchio ridotta dalla foschia al mattino, è divenuta accettabile, anche se assolutamente non ottimale. Cielo in prevalenza sereno, con velature e cirraglia nel pomeriggio. Alle 13.30 circa, mentre ci trovavamo a circa 400 metri di quota, poco sotto al Forte Sperone, la temperatura indicata dalla mia stazioncina portatile era 24°C, con ur del 50%.

Immagini della giornata sul nostro forum, all'indirizzo forum.meteogiornale.it/reportage-fotografici/54813-i-forti-di-genova.html.

Giovanni Staiano - Nuovo forum, nuovo sito: www.mtgforum.it

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