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La neve in pianura in Italia. Terza Parte: la RODANATA
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Bassa pressione sul Medio Tirreno, venti da nord-est di Bora e Grecale, che si scontrano con venti da sud-est. La neve cade sulle pianure del Nord e sulle colline del Centro, dalla Toscana sino all'Appennino meridionale. Se le temperature lo consentono neve a Firenze e Roma.
Abbiamo analizzato due degli scenari barici al suolo più favorevoli alle neve sino al piano in alcune aree italiane. Ovvio che va sempre sottolineata l'importanza delle isoterme a 850 hPa (quindi i flussi di aria fredda) e dei Geopotenziali a 700hPa e 500 hPa (quindi i movimenti barici in quota).
Noi abbiamo dato per scontate queste due condiciones sine qua non per avere neve a quote basse sul nostro paese. Dopo la neve da Cuscinetto freddo e quella da STAU adriatico, vediamo ora il terzo e classico scenario, in grado di portare neve in modo diffuso sull'Italia: la Rodanata, o la depressione fredda tirrenica.
Se sul nostro paese si viene a formare in inverno un'area ciclonica abbastanza profonda ed estesa, causatasi dall'afflusso di aria artica dalla Porta del Rodano, magari contrapposta ad un'altra area anticiclonica sul Nord-Europa (SCAND+), allora aria fredda da nord-est verrà risucchiata verso il Mediterraneo, mentre aria umida salirà da sud-est, e fornirà l'energia e il carburante per avere nevicate sul Nord e sull'Appennino, anche copiose sul versante tirrenico: quello adriatico rimarrebbe in ombra pluviometrica, a meno che il minimo non scivolasse verso est, andando a favorire lo STAU adriatico. Questo scenario è rappresentato nella prima carta tematica.
Le aree colpite dalle nevicate sino a quote pianeggianti sono rappresentate nella seconda carta tematica. Ovvio che la neve scenderà sempre più verso sud e verso la pianura, più le temperature in quota e al suolo saranno basse. Una saccatura artico-marittima che entri dalla Porta del Rodano, o addirittura una retrogressione fredda orientale sarebbero più che sufficienti per dare neve a Torino, Milano, Bologna, Firenze e Perugia nello spostamento della saccatura dal Tirreno settentrionale (o Ligure) sino a quello centro-meridionale. Se poi le temperature e i venti dovessero essere favorevoli, allora questa struttura barica è in grado di portare la neve anche a Roma.
Con questo terzo scenario barico abbiamo esaurito le principali occasioni da neve per l'Italia.
Certo il nostro paese è talmente complesso dal punto di vista climatico, che esistono molti altri scenari, spesso sotto-tipi di questi tre principali, in grado di favorire nevicate in regioni o aree anche limitate del nostro paese. Invito i lettori a segnalarcele. Ad esempio una depressione molto bassa sul Tirreno con le giuste isoterme in quota (aria fredda artica) potrebbe anche portare fiocchi su Napoli, mentre un minimo centrato su Ionio o Basso Adriatico riuscirebbe, nelle stesse condizioni termiche, a far nevicare su Bari: eventi rari, ma non impossibili.
Nei prossimi capitoli ci occuperemo della nevosità media in Pianura Padana e di un anno storico per la neve: il 1956.
Aldo Meschiari - Nuovo forum, nuovo sito: www.mtgforum.it
I commenti dei lettori
Aldo Meschiari ha scritto il 26-01-2009 ore 18:08
Le neve del 1996 fu dovuta ad un forte episodio di Burian, il vento gelido che arriva direttamente dalla Siberia.
La Venezia Low è un minimo che si forma raramente su Adriatico sett, e se è in concomitanza con un minimo su Genova, forma una strana figura ad occhiale foriera di neve sulla PP centro-orientale.
strobl ha scritto il 26-01-2009 ore 17:35
Interessante articolo.
Potreste magari spiegare il meccanismo che genera la rara Venezia Low?
E l'impianto barico della fine del dicembre 1996, che portò neve copiosa prima al Centrosud e poi al Nord? (credo che non sia un episodio facilmente ripetibile..)
Grazie
Ieri: 08:44Piacenza si è svegliata col TEMPORALE





