Meteo Giornale » Archivio » Climatologia Italia »
La neve in pianura in Italia. Seconda Parte: lo STAU Adriatico
0 Commenti »
Commenta
Bassa pressione sul Medio-basso Adriatico, venti da nord-est di Bora e Grecale. La neve cade sulle pianure prospicienti la catena appenninica dall'Emilia sino all'Italia centro-meridionale se le temperature lo consentono.
Nel precedente articolo avevamo premesso che l'Italia non è certo la terra delle neve in pianura.
D'altra parte esistono delle aree più predisposte e favorevoli alle nevicate sino alle quote pianeggianti. Queste sono di sicuro il Nord-Ovest, con particolare riferimento al Piemonte e alla Lombardia occidentale, e l'area Cispadana dal Basso Piemonte lungo tutta la via Emilia sino a Bologna e oltre. Infatti nelle aree sopra elencate si hanno medie nevose annuali di una certa consistenza: si va da accumuli minimi intorno ai 30cm sino ai circa 60cm dell'area più nevosa, quella cuneese.
Ciò non significa che non possa nevicare in pianura in altre zone, anzi.
Un'area particolarmente favorita dalle nevicate (parlo sempre di medie climatiche) è quella che troviamo ad est della dorsale appenninica, dall'Emilia scendendo alla Romagna e proseguendo nelle Marche, Abruzzo, Molise, e a volte addirittura sino alla Puglia.
La neve in queste zone cade anche in pianura quando si innesca una circolazione depressionaria sul medio-basso Adriatico che risucchia venti nord-orientali contro la catena appenninica, favorendo il fenomeno dello STAU, in tedesco coda. Tale concetto indica il sollevamento forzato di aria umida che viene costretta a salire lungo la linea di discontinuità del contrafforte appenninico, provocando la saturazione e la condensazione. Se i venti di Bora e di Grecale che si innescano a nord del minimo pescano aria balcanica sufficientemente fredda, allora la neve sarà sicura sino al piano. Generalmente ciò accade in occasione di saccature artico-marittime o di retrogressioni fredde anche di matrice continentale.
Se osserviamo la prima carta tematica, vedremo un esempio classico di Blocco Bicellulare, con bassa pressione sul Medio-basso Adriatico, che ovviamente deve essere sufficientemente profonda da interessare buona parte del versante orientale italiano, e un'alta pressione sull'Europa settentrionale, più frequentemente sulla Scandinavia (SCAND+). In tal modo vi sarà lo scontro di venti freddi da nord-est con venti più umidi e ciclonici da sud-est: cocktail perfetto per avere nevicate sino a basse quote.
Vediamo nella seconda carta tematica le zone solitamente interessante da questo tipo di nevicata, che potremmo definire da fronte freddo nord-orientale. Ovvio che non sempre e non con la stessa intensità le zone indicate con il colore blu vengono interessate dalla neve. Come sempre stiamo semplificando per meglio comprendere: ogni situazione è unica! Quindi l'esatta collocazione del minimo pressorio, la qualità del freddo presente in quota e al suolo, la dislocazione delle figure bariche in quota sono tutti elementi che possono variare notevolmente la sede delle aree interessate dalla neve.
Aldo Meschiari - Nuovo forum, nuovo sito: www.mtgforum.it
I commenti dei lettori
Questo articolo non ha ricevuto commenti
Ieri: 08:44Piacenza si è svegliata col TEMPORALE





