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Grande nevicata in Piemonte: superata la gran neve del 1985?
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Dopo le nevicate di Santo Stefano e di Capodanno è arrivato un altro bel carico di neve in regione anche per la Befana.

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Trivero (Biella) e Asti, sotto l'abbondante nevicata del 7 Gennaio. Foto di Angelo Giovi e di Ulderico-Ferul forum Meteogiornale.

Le previsioni del Meteogiornale lo annunciavano da giorni, Tempoitalia confermava, molti scettici storcevano il naso increduli per via di un estenuante balletto tra i vari modelli matematici ma, con estrema puntualità, dalle prime ore della notte tra il 5 ed il 6 di Gennaio la neve è iniziata a cadere soffice su buona parte della regione, ovviamente inclusa la pianura.

Vediamo come si sono create le condizioni per le ingenti nevicate di questi ultimi giorni.

Dopo le nevicate del Capodanno, in regione si è avuta una condizione di spiccate inversioni termiche (temperature rigide in pianura e miti in montagna) come riportato nell'ultimo mio editoriale.

Le temperature si sono mantenute rigidissime anche grazie alla nebbia che ha contribuito a generare fenomeni di galaverna, neve chimica e giornate di ghiaccio in tutta la pianura.

Si è creato un forte "cuscino" di aria fredda ristagnante nei bassi strati.

L'approssimarsi di una intensa e freddissima depressione in quota, ha causato la formazione di nuvole pre-frontali che si sono addossate all'arco Alpino, anche grazie al sollevamento degli strati nebbiosi.
Nella sera del 5 di Gennaio sono iniziate le prime deboli nevicate pre-frontali su basso Alessandrino, poi su Astigiano e pianure Vercellesi-Novaresi.

Alle prime ore della notte la neve scendeva soffice e secca su tutta la regione.
Le nevicate sono continuate con intensità tra debole e moderato a seconda che le zone fossero più o meno esposte alle correnti umide meridionali.

Il giorno della Befana l'intera regione registrava temperature sottozero. Nelle ore più calde della giornata solo Verbania e Piverone sul Lago di Viverone avevano una temperatura di pochi decimi di grado positiva.
In molte località la nevicata si infittiva nonostante i termometri segnassero temperature ben sottozero. Solo il Cuneese ed il basso Torinese registravano nevicate leggere e sporadiche con poco accumulo.

Il transito di una intensa perturbazione e la formazione di una depressione al suolo sul Golfo del Leone, in rapido spostamento verso le coste della Liguria, supportata da un nocciolo freddo di aria artica in quota, ha determinato un aumento delle precipitazioni nevose in tutto il territorio.

A fine serata dell'Epifania si misuravano già dai 10 ai 30 cm di neve in tutta la regione. Gli accumuli più bassi nelle zone Occidentali, leggermente in ombra pluviometrica rispetto alle correnti di libeccio in quota e di ostro al suolo.

Le nevicate si sono infittite nella notte tra il 6 ed il 7 con "rain rate" (intensità oraria) che sono cresciuti in maniera esponenziale, prima nel Sud, poi anche nel resto della regione.

Alle prime ore del 7 Gennaio la situazione era critica su Torino, con evidentissimi problemi di viabilità ed un accumulo compreso tra 30 e 50 cm di neve al suolo. Accumuli superiori ai 30 cm anche ad Asti-Alessandria-Biella-Cuneo-Novara e Vercelli. Nevicate più leggere sul Lago Maggiore, a Verbania, nel resto della provincia, nell'alta Valsesia e nella vicina Valle d'Aosta rimasta in ombra pluviometrica rispetto alle correnti umide meridionali. Ad Aosta addirittura i fiocchi di neve sono stati davvero sporadici.

Dal mezzogiorno la neve si è tramutata in pioggia prima nell'Eporediese, poi anche nelle località al piano di Canavese, Biellese, Vercellese, Novarese e Verbano, nel pomeriggio la neve ha lasciato il posto alla pioggia anche sul Torinese, proseguendo solo sul Cuneese ed Astigiano-Alessandrino con accumuli davvero notevoli data l'intensità delle fitte nevicate.

In serata l'approssimarsi di un fronte freddo proveniente da Nord Est, ha portato all'aumento della ventilazione e ad una diminuzione della temperatura. Nel basso Piemonte e nel Torinese la neve ha ripreso a cadere anche a bassa quota, mentre a Nord del Po vi sono stati molti episodi di gelicidio, ovvero di leggera pioggia che si congela al suolo, e la prima vera nevicata ha imbiancato anche l'alta Valsesia e l'Ossola.

A molti la grande nevicata ha riportato alla mente la neve del 1985 ed è sorto spontaneo il paragone: avrà nevicato di più o di meno del gennaio 1985? Per ora la risposta è semplice... molto, ma assai meno! Nel 1985 gli accumuli superarono il mezzo metro ovunque, in questa occasione in pianura gli accumuli non hanno superato il mezzo metro, se non sporadicamente, tuttavia si è trattato della nevicata più consistente da quella data.

Nel prossimo editoriale, approfondimenti ed analisi del peggioramento con i dati ufficiali dalle stazioni meteorologiche regionali, soprattutto quelle montane, passate inosservate a causa del clamore dell'abbondante nevicata in pianura ma, che hanno registrato un ennesimo cospicuo accumulo nevoso, andando ad aggravare una già critica situazione di pericolo.

Angelo Giovi

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