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Storia dell'attività solare e conseguenze sul clima (seconda parte)

Si continua l'esame attento delle variazioni nel numero di macchie solari e le variazioni della temperatura terrestre.

immagine articolo 14014 http://users.telenet.be: L'attuale minimo del ciclo 24 è correlabile con i cicli 10-15, di fine Ottocento, e non con quelli dei cicli 16-23 degli ultimi ottant'anni. Un altro minimo di attività solare tra il 1880 ed il 1920, fu correlato con una diminuzione delle temperature globali, ed a due avanzate dei ghiacciai alpini.

Dal 1940 in poi l'attività solare è stata in continuo crescendo, o, per lo meno, si è mantenuta su valori molto alti, registrando il sessantennio più attivo, da parte della nostra Stella, per lo meno dal Cinquecento ad oggi.

Due sono i fattori principali di cui occorre tener conto quando si parla di attività solare: il primo riguarda la durata del minimo solare, il secondo il "picco" raggiunto dalle macchie solari (e quindi dall'attività del Sole).

Per il primo caso possiamo contare semplicemente il numero di giorni "spotless", cioè in cui la nostra Stella è completamente priva di macchie.

Oppure il numero di mesi in cui il "Numero di Wolf" è al di sotto di una certa soglia.

Nel secondo caso possiamo monitorare invece direttamente il numero di macchie solari presenti.

Negli anni Novanta, una ricerca di scienziati Danesi mostrò che la durata del minimo di attività solare aveva una certa influenza sull'andamento della temperatura globale negli anni successivi.

Quando un minimo solare dura per pochi mesi, la temperatura terrestre tende ad aumentare, quasi che la Terra non ce la facesse a smaltire l'eccesso di radiazione accumulato nei periodi di massimo.

Se invece un minimo solare ha una durata di molti mesi, o anni, quindi con ciclo solare "lungo" anziché corto, allora la Terra smaltisce il surplus di radiazione in arrivo e tende a raffreddarsi.

Sembrerebbe una teoria semplice, tuttavia osservando i dati della radiazione solare in arrivo misurata tramite satellite, notiamo che esiste una variazione veramente molto minima: nell'ultimo ciclo si è passati da un massimo di radiazione di 1362 W/metro quadro, ad un minimo attuale attorno ai 1360,8 W/metro quadro, con una variazione di appena il 0,088%.

Difficile quindi attribuire questo calo termico globale ad una variazione consistente della radiazione in arrivo; per questo è stata ideata una teoria che lega l'attività solare alla presenza di raggi cosmici in arrivo sulla nostra atmosfera.

Quando l'attività solare è molto forte, lo è anche il vento solare, che allontana i raggi cosmici presenti nello spazio dall'atmosfera terrestre.

Essi fungono da nuclei di condensazione di nubi, quindi il cielo sulla Terra è più sereno, e maggiore il flusso di energia che giunge dalla nostra Stella, riscaldando così il Pianeta.

Al contrario, con minimi solari prolungati, il flusso solare è molto debole, maggiore è quindi il flusso di raggi cosmici che interagiscono con la nostra atmosfera, aumentandone la nuvolosità medio bassa, che riflette nello spazio la radiazione solare, contribuendo al raffreddamento del nostro clima.

Tale teoria è ancora controversa, non è da tanto tempo che si misura la nuvolosità dell'intero globo, i dati sono per ora forse insufficienti per confermare o smentire tale teoria.

Parliamo adesso dell'ultimo minimo solare, che, sorprendendo scienziati e fisici del Sole, che avevano pronosticato un massimo solare per il 2012 che poteva essere il più forte da quando esistono rilevazioni, in realtà ha una durata straordinariamente lunga, superando ogni record degli ultimi novant'anni.

Attualmente, con 269 giorni "spotless", l'anno 2008 si è posto al secondo posto il 1912 come anno di scarsa attività solare, mentre il numero di giorni senza macchie, a partire dal Gennaio 2004, è al momento di 514, numero del tutto sconosciuto negli ultimi 60 anni.

Un esame del grafico elaborato dal fisico Janssenss, mostra con precisione che l'attuale ciclo 24, non è paragonabile, per durata del minimo, a quelli degli ultimi ottant'anni, mentre si avvicina molto ai cicli deboli intervenuti tra la fine dell'Ottocento ed i primi due decenni del Novecento, che furono periodi globalmente freddi e con avanzata glaciale.

Tuttavia, sappiamo che la temperatura della Terra non dipende solo dall'attività solare, in quanto le "forzanti antropiche" (aumento dei gas serra) potrebbero aver alterato tale equilibrio.

Ora, non sappiamo al momento quanto durerà questo periodo di "quiete solare", un nuovo minimo di Dalton, come presuppongono alcuni scienziati, porterebbe ad un calo termico di almeno un grado centigrado, mentre un nuovo minimo di Maunder potrebbe far calare la temperatura terrestre di quasi due gradi rispetto al valore attuale.

Tuttavia, anzitutto non conosciamo ancora la durata di questo minimo, né se il prossimo massimo solare sarà elevato.

In secondo luogo, i cali termici verificatisi negli scorsi Secoli erano intervenuti dopo lunghi decenni di attività solare bassa, mentre, in questo caso, veniamo da almeno ottant'anni di forte attività.

La Terra presenta una notevole "inerzia termica" innescata dalla presenza di grandi quantità d'acqua oceanica, occorrerebbero probabilmente numerosi cicli di minimi solari bassi per innescare una nuova "Piccola Età Glaciale".

Inoltre, ancora non sappiamo valutare con esattezza il contributo antropico al riscaldamento, che finora ha agito in sinergia con l'aumento dell'attività solare, né conosciamo ancora una teoria convincente che correla i minimi solari con la diminuzione di temperatura globale.

Abbiamo notato invece un'altra cosa, dall'esame del clima europeo dei Secoli passati.

Periodi di grandi e numerose macchie solari sono spesso associate ad Estati molto calde (come quelle verificatesi negli anni Cinquanta, oppure nell'Estate 2003 capitata nel mezzo di un massimo).

Periodi di minimo prolungato sono invece spesso associati ad invernate europee molto fredde (come nei periodi dei minimi di Dalton, o di Maunder, o di Spoerer).

Fine seconda ed ultima parte

Prima parte:
http://www.meteogiornale.it/news/read.php?id=19366

Pubblicato da Marco Rossi

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