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Svezia e Norvegia, capitolo 6: da Goteborg a Oslo, passando per Orebro
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Ultime tappe del viaggio, il Castello Lacko, sul lago Vanern, le belle chiese svedesi presso Skara, Orebro con il suo castello. Sotto la pioggia il rientro in Norvegia.

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Gli interni della chiesa di Husaby e dell'abbazia di Varnhem, in Svezia. Foto di Alessandro e Giovanni Staiano (cliccare sulle immagini per ingrandirle).

Martedì 9 settembre, giornata interamente svedese del nostro viaggio, abbiamo lasciato Ljungskile, 60 km a nord di Goteborg, per dirigersi verso nordest, avendo come meta finale della giornata Orebro. La mattina è nuvolosa, non fredda (14°C alle 9.30), non piovosa.

Superato, presso Trollhattan, un bivio abbastanza surreale (a sinistra "Saab", a destra "Volvo", entrambe le storiche fabbriche di auto svedesi hanno stabilimenti in questa zona), ci portiamo, in teoria, lungo il lago Vanern, il più grande lago di Svezia, che però a lungo resta sulla carta, nel senso che la strada gli corre vicina ma non lo si vede mai.

Prendiamo il bivio per l'interessante Lacko Slott, un castello su un'isoletta del Vanern, lago che quindi riusciamo finalmente a vedere.

Il Castello, rinnovato totalmente nel '600 dalla famiglia De La Gardie, è molto interessante e la posizione è molto panoramica. Peccato che le nubi basse non permettano una gran vista verso il grande lago.

Lasciato Lacko, ci fermiamo brevemente nella cittadina di Lidkoping, linda, piacevole, ma non particolarmente ricca di motivi di interesse, a parte il curioso Municipio. Il tempo durante questa fermata è rimasto variabile, con temperatura 15°C alle 13. Tappa successiva la bella chiesa romanica di Husaby, con una curiosa fronte "stile Alcazar", con le sue torrette laterale, e l'interno affrescato.

Del complesso monastico di Varnhem, successiva sosta del viaggio, dopo la Riforma è rimasta solo la chiesa abbaziale, romanico-gotica. Del Chiostro e degli altri annessi (il Refettorio, le celle etc.) resta in pratica solo la pianta, ovvero quel poco di muratura, a livello del terreno, sufficiente a fare intuire le dimensioni del complesso e il suo antico splendore.

Le belle e alte torri della Cattedrale gotica di Skara, altra tranquilla e ordinata cittadina (che abbiamo visitato a metà di un pomeriggio ancora variabile, 13,5°C alle 17), rappresentano l'ultima sosta significativa prima dell'ultima tirata verso Orebro, città di oltre 100.000 abitanti, circa 200 km a ovest di Stoccolma.

Dopo un giornata a lungo nuvolosa, solo a tratti parzialmente nuvolosa, il sole si è fatto vedere un po' di più quando ormai era prossimo al tramonto. Un po' in ritardo sulla tabella di marcia (lavori in corso ci hanno fatto stare tre quarti d'ora in coda), non mi sono fermato a godere al meglio lo spettacolo che il sole basso ha offerto riflettendo la sua luce sulle nubi, ammirandolo solo dall'auto, mentre il co-fotografo Alessandro, mio figlio, scattava a ripetizione. Ma non c'è foto che tenga, lo spettacolo dal vivo era immensamente migliore, il sole basso, l'aria tersa, i colori intensi, tutto si combinava in un mix magico.

A Orebro il possente castello caratterizza il centro cittadino ed è un peccato che sia penalizzato, la sera, da una cattiva illuminazione. Serata freschetta, quella di Orebro: 12°C alle 22.

La mattina di mercoledì 10 settembre ci siamo svegliati a Orebro con cielo coperto per nubi basse e una fastidiosa pioggerellina fine, la tipica "drizzle". Temperatura 12°C alle 9.20, invariata rispetto alla sera precedente.

Fortunatamente la pioviggine è cessata non appena siamo usciti dall'albergo, per dedicarci a una visita della città. Il possente Castello, la Piazza del Municipio e la Chiesa di San Nicola sono i maggiori motivi di interesse del centro, mentre molto piacevole è la visita del Museo Wadkoping, un museo all'aperto con antiche case in legno della città, sopravvissute a un devastante incendio a metà XIX secolo, qui radunate e, molte di esse, abitate da artigiani che vi hanno anche i loro laboratori. Simpatici gli arredi d'epoca di alcuni negozi e suggestiva la piccola scuola.

Verso le 13 siamo partiti in direzione del confine norvegese, ancora con cielo nuvoloso e 13°C. Non ci siamo fermati a Karlstad, avendo poco tempo a disposizione, proseguendo quindi, lasciato il Lago Vanern, verso ovest nella boscosa e poco abitata regione del Varmland, ricca di piccoli laghi. Molto belli alcuni scorci panoramici, specie quelli sui laghi, un po' sciupati però dal tempo in progressivo peggioramento con nubi sempre più basse e minacciose e inizio delle piogge poco prima del superamento del confine.

Scendendo verso la regione di Oslo la pioggia si è infittita e siamo arrivati al tunnel sotto l'Oslofjord in uno scenario più invernale che autunnale, con la pioggia che cadeva fitta e persistente, la temperatura sui 10°-10,5°C e la visibilità ridotta per le nubi basse e la precipitazione continua.

Il tunnel ci ha permesso di "tagliare" la parte più interna del fiordo, quella dove sorge la capitale, giungendo poco prima dell'ora di cena all'albergo in cui abbiamo trascorso l'ultima notte della nostra vacanza, distante solo 3 km dall'aeroporto Torp, dove la mattina dell'11 settembre abbiamo decollato, con un cielo ancora molto nuvoloso ma senza pioggia, alle 9.30.

La discesa dalla scaletta dell'aereo, alle 12.30 a Pisa San Giusto, con il termometro oltre i 30°C, è stata quasi traumatica, assommando lo shock climatico al rimpianto per le splendide giornate trascorse e ormai finite.

Quel che ci rimane del viaggio sono ovviamente i magnifici paesaggi dei fiordi e delle montagne norvegesi, come pure quelli delle isole dell'arcipelago di Goteborg, ma anche la serenità dei borghi marinari della costa sud e, soprattutto, la ormai consueta, per aver già viaggiato numerose volte in Scandinavia, sensazione di qualità della vita molto superiore alla nostra, grazie all'elevato senso civico degli abitanti, al ritmo di vita meno frenetico del nostro, alle città con poco traffico e quel poco ordinato e non isterico, alla grande quantità di verde a disposizione dei cittadini anche nelle aree urbane (fuori poi ... ma bisogna anche dire che è facile avere tanto spazio con densità di popolazioni che sono meno di un decimo di quelle italiane).

Per tutti questi motivi, il nostro è stato non un addio alla Norvegia, ma solo un arrivederci.

Ulteriori immagini sulle ultime giornate di questo viaggio in Svezia e Norvegia sono sulla sezione "Reportage fotografici" del forum Mtg, ai link forum.meteogiornale.it/reportage-fotografici/49472-svezia-e-norvegia-capitolo-10-da-orebro-oslo-torp.html e forum.meteogiornale.it/reportage-fotografici/49448-svezia-e-norvegia-capitolo-9-da-goteborg-orebro.html.

Giovanni Staiano - Nuovo forum, nuovo sito: www.mtgforum.it

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