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Tra Svezia e Norvegia, capitolo 4: Oslo, capitale senza grandi monumenti ma con molti interessanti musei
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Il Museo Fram, il Vikingskiphuset, il Norsk Folksmuseum sono solo alcuni dei ricchi musei della capitale norvegese. La collina di Holmenkollen è un vero tempio dello sci, con il museo a questo sport dedicato, il mitico trampolino e i molti percorsi per praticare il fondo.

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Oslo: il Frognerparken, con le sculture di Vigeland, e la Fortezza. Foto di Giovanni Staiano (cliccare sulle immagini per ingrandirle).

Sabato 6 settembre ci siamo dedicati alla visita di Oslo, la capitale norvegese. Rispetto alla mia prima visita del 1994, piuttosto frettolosa e disturbata dalla pioggia intensa, ho trovato la città molto più piacevole.

La capitale è infatti una città a misura d'uomo, con tanto verde, tante bici, poche auto e quelle poche che si muovono a bassa velocità, rispettando pedoni e bici e parcheggiando solo negli spazi previsti, malgrado i costi di parcheggio siano molto elevati. Oslo, come Bergen d'altronde, richiede un pedaggio già per l'ingresso in auto in città, anche questo un segno importante di una politica tesa a scoraggiare l'utilizzo delle auto private.

Il tempo è stato abbastanza buono, poco sole, ma quasi niente pioggia, solo poche gocce nel pomeriggio. La temperatura era di 12°C alle 9.30 del mattino, "a pelle" non è cambiata molto durante la giornata.

Dopo un giro in centro, tra Parlamento, Palazzo Reale, Radhus (Municipio) e Fortezza, ci siamo portati in battello (merita vedere la città dal mare) alla penisola di Bygdoy, dove sono i principali musei cittadini. Essendo molti i musei che avevamo in programma di vedere, abbiamo acquistato la Oslo Card, che al prezzo di 220 corone (circa 28 Euro) assicura per 24 ore il libero accesso ai principali musei cittadini e ai trasporti pubblici, compreso il battello per Bygdoy.

Prima tappa il Museo Fram, dedicato alla nave che, comandata da Amundsen e Nansen. Nansen è poco noto in Italia, ma è una figura interessantissima di esploratore e filantropo/diplomatico, anche premio Nobel per la pace, l'intreccio delle vicende di Amundsen con quelle di Umberto Nobile lo rende molto più conosciuto nel nostro paese. Il Fram, che è ovviamente il "pezzo forte" del museo, ha fatto tre spedizioni polari, tra Artide e Antartide, a cavallo dei secoli XIX e XX. Interessante anche il "contorno", con ampia documentazione sulle esplorazioni ai due poli e molto materiale, tra equipaggiamenti, articoli di giornale, oggetti utilizzati a bordo (anche strumenti meteo).

Dopo il Museo Fram, il Norsk Folksmuseum, museo all'aperto con oltre 150 antichi edifici delle varie regioni norvegesi (in alcuni, dimostrazioni di attività artigianali) e la "città vecchia" con case, negozi e arredi d'epoca.

Infine, il Museo delle Navi Vichinghe (Vikingskiphuset). Due delle tre navi (rinvenute in tumuli funerari) sono davvero perfette. Oltre alle navi, esposti i corredi funerari e parecchia documentazione su usi e costumi del popolo vichingo.

Tornati in città, puntata al Frognerparken, caratterizzato dalle numerose sculture di Vigeland. Figure umane nude e spesso ieratiche, rappresentate nei vari stadi della vita, dall'infanzia all'adolescenza, fino alla vecchiaia e alla morte. Un parco, peraltro caro agli abitanti di Oslo per la possibilità di praticare jogging e, in inverno, sci di fondo, segnato da queste sculture, alcune un po' "inquietanti" nella loro severità.

Infine, un giro ad Aker Brygge, il piacevole quartiere ristrutturato degli ex docks, oggi molto alla moda, pieno di ristoranti e pub, con una piacevole passeggiata sul molo e belle architetture moderne.

La cena in un bel locale tra Radhus e Fortezza ha concluso la giornata ma non la visita di Oslo. Manca Holmenkollem , la collina con il trampolino, "tempio" dello sport norvegese, e le piste di fondo, che in estate diventano percorsi escursionistici.

Oslo non può essere definita una città bella. Manca un vero centro storico e il patrimonio monumentale è modesto. Presenta però alcuni aspetti decisamente piacevoli, a cominciare dal suo stretto contatto con la collina, aspetto che inorgoglisce molto gli abitanti, ben felici di potersi fare, a seconda della stagione, una breve escursione o una sciata dopo il lavoro. Altro motivo di orgoglio per i cittadini di Oslo è la sua ricca vita culturale, con la ricchezza del patrimonio museale che ne rappresenta solo uno degli aspetti.

In fondo al suo lungo fiordo, Oslo è ovviamente anche molto legata al mare. Proprio lungo la costa orientale del fiordo proseguirà il nostro itinerario il giorno seguente, non prima di essere saliti a Holmenkollen.

Domenica 7 settembre, la mattina è iniziata (tanto per cambiare) con cielo nuvoloso, ma senza pioggia. 13,5°C la temperatura alle 9.15. Come già accennato, siamo saliti a Holmenkollen, la collina dove si trova il famoso trampolino per il salto con gli sci, autentico "tempio" dello sport norvegese. Bello il panorama da Holmenkollen e, ovviamente, soprattutto dall'alto del trampolino. A Homenkollen, 11,5°C la temperatura alle 11.30, con la sensazione di fresco acuita da un vento moderato.

Oltre che salire al trampolino abbiamo visitato il Museo dello sci. Naturalmente questo sport è popolarissimo in Norvegia, in tutte le sue forme (sci alpino, fondo, biathlon, trampolino). Nel Museo si può osservare l'evoluzione dello sci nei secoli, alcuni attrezzi utilizzati da campioni norvegesi del passato e del presente, una ricca documentazione sulle Olimpiadi invernali ospitate dalla Norvegia (Oslo 1952 e Lillehammer 1994).

Lasciata Oslo, abbiamo preso la E6 diretti verso il confine con la Svezia. Il tempo è leggermente peggiorato, con episodi di leggera pioggia intermittente.

Abbiamo fatto una piacevole sosta per un picnic sul mare (in quel momento non pioveva) a Son, borgo marinaro, al solito affollato di barche e amato da pittori, presso Moss. Belle le antiche barche in legno, ormeggiate in porto, del piccolo Museo Marittimo.

Da Son, breve è la distanza dal confine con la Svezia, dove proseguirà la nostra vacanza ...

Giovanni Staiano - Nuovo forum, nuovo sito: www.mtgforum.it

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