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Tra Svezia e Norvegia, capitolo 2: da Stavanger a Bergen, la porta dei magnifici fiordi
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La quarta città del paese deve il suo sviluppo al petrolio, la seconda è un importante porto ma soprattutto, per il viaggiatore, è la più bella città della Norvegia. Da non perdere il panorama di Bergen dall'alto, prendendo la funicolare Floybanen. Bergen è la porta dei fiordi, dell'Hardanger come del lunghissimo Sognefjord, del quale sono rami spettacolari il Naeroyfjord e l'Aurlandsfjord.

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Nella prima immagine, il Bryggen a Bergen, nella seconda l'Aurlandsfjord visto da Flam. Foto di Giovanni e Alessandro Staiano, cliccare sulle immagini per ingrandirle.

La mattina di lunedì 1 settembre un tiepido sole (già 18°C alle 9.30) ci ha accompagnato nel breve percorso tra Sandnes e Stavanger, la quarta città della Norvegia. Questa città ha in gran parte aspetto moderno, ha avuto uno sviluppo economico notevole negli ultimi decenni diventando la capitale norvegese del petrolio (le piattaforme principali sono a ovest di essa, nel Mare del Nord), ma ha anche ristrutturato il suo piccolo ma graziosissimo centro storico, la Gamla Stavanger, fatto di viuzze in salita e case coloratissime in legno.

Bella anche la sua Cattedrale, purtroppo da noi trovata chiusa (dal 1 settembre è aperta solo alcuni giorni e naturalmente non il lunedì...).

Presso Stavanger è il faro, non più attivo, di Tungenes, dove ci siamo recati dopo aver visitato la città. Un luogo idilliaco, dove si apre la vista a un orizzonte in cui terra e mare si confondono nel dedalo di isole che si trovano a nord di Stavanger.

Proprio fa queste isole ci si deve muovere per proseguire verso nord. Come spesso accade in Norvegia, l'acqua ostacola le comunicazioni via terra e i norvegesi stanno costruendo molti tunnel sottomarini, certo utili, ma meno fascinosi delle antiche traversate in traghetto. Due i tunnel che si incontrano dopo Stavanger, poi anche due traghetti, il secondo dei quali piuttosto lungo (quasi un'ora), inframmezzati dall'attraversamento dell'isola di Stord, effettuato a cavallo delle 14, con una temperatura piacevolissima di circa 22°C.

Dal secondo traghetto belle vedute sulle varie isole e sul non lontano ghiacciaio di Folgefonn, una grande calotta che resiste, a due passi dal mare, su montagne non elevate, alte infatti intorno ai 1600 metri, ma esposte a nevicate intensissime e frequenti, aperte come sono alle correnti umide oceaniche (oltre 4000 mm/anno la media).

Durante il secondo traghetto il cielo ha iniziato ad annuvolarsi e sotto un cielo ormai molto nuvoloso siamo arrivati intorno alle 18 a Bergen, seconda città della Norvegia. Nella migliore tradizione di questa città, che registra oltre 2300 mm/anno di pioggia, appena usciti dopo aver fatto la registrazione in Hotel (bella vista dalla finestra della camera sulla Fortezza e la Mariakirken) ha iniziato a piovere, continuando per tutta la serata, in cui abbiamo iniziato ad esplorare gli angusti passaggi tra le case in legno del Bryggen, il quartiere dei magazzini portuali, fiorentissimo di commerci all'epoca in cui Bergen faceva parte della Lega Anseatica, e le belle case in legno della vecchia Bergen.

Proprio in un bel locale sul Bryggen, a un prezzo neppure esagerato per gli standard norvegesi, abbiamo consumato una piacevole cena, ovviamente a base di pesce.

Pioggia a Bergen nella notte tra lunedì 1 e martedì 2 settembre, ancora pioggia (debole) al risveglio di martedì, un risveglio anche molto più fresco rispetto al giorno prima (13,5°C alle 9.15), poi la pioggia ha concesso una pausa. Ne abbiamo approfittato per salire con la storica funicolare Floybanen al belvedere da cui, a 300 metri circa di quota, si gode un bellissimo panorama sulla città e le isolette che le fanno corona. Cielo nuvoloso, ma nubi alte, quindi buona la visibilità.

Scesi in città, abbiamo ripreso la visita del centro, con una visita alla Domkirken e due passi nel parco di Lille Lungegardsvann, con al centro il laghetto ottagonale, non potendo successivamente mancare la visita del famoso, coloratissimo, mercato del pesce, ormai non più affollato di turisti, come invece è in estate. Interessante la chiaccherata con un ragazzo italiano che lavora al mercato, che ci ha raccontato dell'elevato tenore di vita della Norvegia, cara più per il turista che per chi ci vive, visto che case e affitti sono a prezzi ragionevoli e soprattutto che i salari sono tra il doppio e il triplo di quelli italiani.

Ancora una passeggiata lungo il Bryggen e un giro alla Bergenhus Festning, la Fortezza cittadina, con la visita alla famosa Sala di Haakon, all'interno della stessa, hanno concluso nel primissimo pomeriggio la nostra visita a Bergen, mentre riprendeva a piovere.

Da Bergen, sotto una pioggia a tratti anche fitta, con cielo coperto per nubi ora più basse e con temperatura di 14,5°C alle 13.30, ci siamo portati verso l'Hardangerfjord, tra piccoli valichi, gole e bellissime cascate.

Abbiamo seguito la riva nord dell'Hardangerfjord, cupo e silenzioso, per qualche decina di chilometri, deviando poi a Granvin in direzione della località turistica di Voss, la cui visita è stata breve e molto bagnata, purtroppo (13,5°C la temperatura).

Alle 18.30, ancora sotto la pioggia (con temperatura scesa a 11°C), abbiamo raggiunto infine la nostra tappa per la notte, la Brandseth Fjellstove, presso Stalheim, un piacevole alberghetto di montagna (sui 400 metri, ma nel cuore della Norvegia quella quota è già montagna), in cui siamo stati gli unici, coccolati, clienti anche per la cena. Verso sud grosse chiazze di neve residua si vedono sui monti quando le nuvole si alzano, si tratta di monti che a fatica superano i 1400 metri. Anche qui, più che le temperature basse, è l'abbondanza di precipitazioni nevose fino a primavera inoltrata a favorire la permanenza della neve in estate fino a bassa quota.

Pioveva la sera di martedì 2, piove quando mi sveglio per un attimo a metà nottata, piove la mattina di mercoledì 3 quando ci svegliamo. La nostra notte tra i monti di Voss è decisamente bagnata.

Mentre guardo fuori, in attesa di scendere a colazione, osservo una signora anziana uscire da una delle rare case della zona e recarsi ... ma dove va? Si, va proprio a svuotare un pluvio manuale ... e ne viene fuori di acqua. Nella notte, lo vedrò poi a casa dai siti meteo norvegesi, nell'area sono caduti una trentina di millimetri.

Pioviggina ancora (e fa freddino, 7,5°C alle 9.30) mentre si parte, prima tappa Stalheim. Qui la nuova strada scende una scarpata in galleria, ma la vecchia la scende spettacolarmente tra due cascate, oggi particolarmente "rumorose" e spettacolari, grazie all'abbondante precipitazione notturna.

Scendiamo a Gudvangen, all'imbocco del primo dei due tunnel che portano a Flam. Siamo nel cuore della Norvegia dei fiordi, quella dei tour organizzati noti come "Norway in a nutshell", ma ora la stagione turistica è agli sgoccioli e traffico ce n'è pochissimo.

Seguiamo la strada costiera lungo lo stretto Naeroyfjord, purtroppo piove, la visibilità non è ottimale, lo spettacolo del fiordo stretto tra pareti alte e precipiti è bello, ma col sole sarebbe un'altra cosa. Questo fiordo, come il successivo Aurlandsfjord, sono tributari, nella sua parte più interna, del lunghissimo Sognefjord, il più lungo fiordo norvegese.

Tornati a Gudvangen, si percorre il primo tunnel e si devia per Undredal, piccolo borgo (75 abitanti, in continuo calo) dove si trova la più piccola "stavkirke" (chiesa in legno) norvegese e dove solo da vent'anni circa è arrivata la strada, prima si raggiungeva solo con il traghetto.

Tornati sulla strada principale, il secondo tunnel ci porta a Flam, in fondo all'Aurlandsfjord. Abbiamo fortuna, il treno della spettacolare Flamsbana, che raggiunge il 5,5% di pendenza e si inerpica lungo la valle di Flam fino a Myrdal, poco meno di 900 metri, sta per partire, lo prendiamo quasi al volo.

Esce un po' di sole e la salita lungo la valle, tra cascate gonfiate dall'acqua (spettacolare la Kjosfossen, dove il treno ferma affinchè i turisti possano ammirarla meglio) e abitazioni sempre più rade, è spettacolosa. Nell'ultimo tratto, la ferrovia segue un percorso tortuoso per addolcire la pendenza, mentre la strada dei lavoratori che costruirono la ferrovia, la Rallarveien, oggi frequentato percorso ciclabile e pedonale, sale con ripidi e scenografici tornanti.

A Myrdal, la Flamsbana incontra la ferrovia Oslo-Bergen, che pochi chilometri prima, verso Oslo, tocca quota 1222 a Finse, stazione solitaria ai piedi dell'Hardanger (ci andammo con mia moglie 14 anni fa), ma ora piove di nuovo e non vale la pena proseguire. Torniamo così in treno a valle, ritrovando un po' di sole a Flam, godendoci una passeggiata sul lungomare (fa strano in Norvegia parlare di lungomare, quando si sa che il mare aperto è lontanissimo) prima di proseguire per Aurland.

Da Aurland il tunnel stradale più lungo del mondo (25 km) porta a Laerdal, ma noi preferiamo salire la spettacolare "snovegen", la strada della neve. I norvegesi la chiamano così perchè, salendo fino a 1306 metri, la strada corre tra muri di neve fino a luglio (in inverno è chiusa). Ora, a fine estate, ci sono solo pochi nevai residui nel tratto più alto, dove la vista spazia anche su qualche piccolo ghiacciaio. Ma è il belvedere sull'Aurlandsfjord, praticamente a picco sul fiordo, il punto più spettacolare del percorso.

Scesi a Laerdal, si prosegue per Borgund, la cui magnifica Stavkirke ha appena chiuso l'orario di visita (arriviamo alla cassa alle 17.03, 3 minuti dopo l'orario di chiusura), per cui possiamo ammirarla solo all'esterno. Dopo, altra spettacolare strada di montagna, che sale fino a 1137 metri, già nella tundra a questa latitudine, visto che le ultime contorte betulle nane si fermano sui 900-950 metri. Valicato il passo, si scende verso Gol, importante centro di sport invernali nell'Hallingdal, dove ci fermiamo per la notte.

Il tempo è stato abbastanza buono nel pomeriggio, meno male perchè questi percorsi montani, negli altopiani battuti dal vento e caratterizzata dalla spoglia vegetazione della tundra, perdono molto con la pioggia, lo vedremo il giorno seguente lungo la strada che percorre il desolato ma affascinante Hardangervidda.

Chiudo questa parte con qualche nota meteo di mercoledì 3 settembre. A Flam 13°C alle 12.15, al valico della strada Aurland-Laerdal 5°C ventosi alle 16, a Laerdal, 1300 metri più in basso, 14°C alle 16.30, a Gol 11,5°C alle 19.

Continua ...

Giovanni Staiano - Nuovo forum, nuovo sito: www.mtgforum.it

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I commenti dei lettori

Ivan72 ha scritto il 25-09-2008 ore 11:30

Secondo capitolo del viaggio, altri bellissimi posti e clima un pò più autunnale da come descritto nell'articolo dopo aver avuto ben 22°.