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Un riscaldamento molto discusso ma poco globale
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Alla trasmissione televisiva 'Matrix' si è dibattuto di clima e di banchisa antartica: tirando in ballo il 'Meteogiornale' e dimostrando che qualche maître à penser lascia parecchio a desiderare.
Andamento delle temperature alla base inglese Halley, nella regione del Mare di Weddell: la linea di tendenza (in nero) mette in evidenza un raffreddamento di circa -0,7 °C (elaborazione grafica dell'autore per Meteogiornale; clickare per ingrandire).
Non amo scrivere in prima persona, ma siccome nell'ultima puntata di Matrix (Canale 5, 20 agosto) Stefano Caserini s'è fatto beffe di questo sito, non trovo altro modo per replicare. L'uscita di Caserini (autore del volume A qualcuno piace caldo, dove si fa paladino della teoria del riscaldamento globale) è stata innescata, durante il dibattito in studio, da un'osservazione del giornalista Riccardo Cascioli (a sua volta coautore del libro Che tempo farà. Falsi allarmismi e menzogne sul clima), il quale ha fatto notare come l'estensione dei ghiacciai antartici abbia raggiunto valori record e che tale fatto è documentato dal Meteogiornale. Caserini ha schifato la notazione, finché Mario Giuliacci (volto televisivo delle previsioni meteorologiche, anch'egli ospite del dibattito), nel confermarla, ha spiegato che i dati stanno pure sul sito della NOAA.
Quel che mi preme sottolineare, in primo luogo, è che in Italia sono tanti i siti dedicati a clima e meteorologia, e in parecchi si possono leggere contributi scientifici di ottimo livello; nessuno, tuttavia, può vantare la completezza e, soprattutto, la continuità di informazione di Meteogiornale. Dico questo anche se non mi occupo di copertura glaciale dei mari artici e antartici: c'è chi lo fa meglio e con più cognizione di causa. Ma, per quanto attiene il clima e la meteorologia antartica, ne scrivo da anni (alcuni miei precedenti contributi sono andati persi quando Meteogiornale, nel 2003 credo, cambiò server), e tali articoli sono spesso copiati da altri siti: in qualche caso con citazione dell'autore e della fonte, in altri casi scippati tout court. Sono anche stato oggetto di corteggiamento da parte di qualche sito, che mi ha chiesto di lasciare Meteogiornale per occuparmi di Antartide altrove, garantendomi visibilità. Oltre a ciò, aggiungo che di mestiere faccio il giornalista da più di vent'anni, quindi qualche rudimento legato alla divulgazione della notizia giocoforza l'ho appreso.
Tutto ciò per dire, in seconda battuta, che il dibattito visto a Matrix (molto ben orchestrato, con schede di approfondimento esaustive e un Enrico Mentana di grandissime doti) ha messo in luce come le idee di Caserini sull'Antartide siano poche e molto confuse. Non è il solo, va detto, poiché la climatologia dell'Antartide è argomento a cui, se non ti dedichi a tempo pieno, non puoi tener dietro. I miei 300 articoli son lì da leggere e giudicare, ma quel che posso testimoniare è che si fondano su un database fatto di migliaia di numeri; ogni sera occorre circa un'ora per scaricare i dati sinottici delle basi permanenti e delle stazioni automatiche di cui vien data notizia; e poi ci sono i contatti coi centri di ricerca internazionali, a cui mi appoggio per avere conforto quando un'interpretazione mi pare azzardata, e le migliaia di euro spesi per dotarmi d'una biblioteca specialistica all'altezza (deploro di non conoscere il russo, poiché molti contributi scientifici in quella lingua mi sono preclusi).
Ora, se si parla di riscaldamento globale agitando lo spettro dello scioglimento delle calotte polari, e si vuol passare per esperti, come si sforza di far credere Caserini, non si può ignorare quel che avviene in una porzione di mondo vasta circa 30 milioni di chilometri quadrati, quanti sono quelli del continente sommati alla banchisa che lo circonda nel periodo della massima estensione (settembre). Se si vuol parlare di cambiamento climatico, si dovrebbe dimostrare come mai certe regioni (e per regioni, in Antartide s'intendono territori vasti almeno cinque volte l'Italia) siano in netta controtendenza, e riflettere se sia poi davvero tanto globale questo supposto riscaldamento planetario. Perché, se fosse vera la teoria per cui il riscaldamento produrrà lo scioglimento delle calotte polari, quella antartica vi contribuirebbe per il 90%. Cosa sa davvero un Caserini, mi domando perciò, così preoccupato di omologarsi al credo dell'IPCC e dell'Unione Europea, di quel che avviene in Antartide, se ignora il trend che ne caratterizza l'estensione della banchisa e per schermirsi deride coloro che, sul Meteogiornale (ripeto, non sono io a occuparmi dell'argomento), ogni mese danno conto, con grafici e carte tematiche, del suo evolvere? Quello antartico è un sistema climatico così complesso che si fatica a comprenderne i meccanismi: figuriamoci poterne estrapolare la tendenza per i decenni a venire! Eppure, quelli come Caserini, che vogliono farci credere che il tempo dell'apocalisse sia ormai scaduto, son lì a pontificare di quando il mare si ingoierà Venezia e la Riviera Romagnola: come se coloro che ci abitano, poveri fessi, dovessero farsi spettatori impotenti, con l'acqua che gli entra in casa e, pian piano, gli sommerge pure le coperte.
Stefano Di Battista - Novara Oggi
I commenti dei lettori
msc ha scritto il 29-08-2008 ore 16:02
Sono ormai un frequentatore del vostro sito da quasi 4 anni e devo dire che i giornalisti di oggi non guardano più alla semplice informazine al di sopra della parti ma tendono ad essere catastrofisti. Come avete detto voi il riscladamento globale può anche esistere ma non mi sembra che ci troviamo in una situazione disperata. Spesso eventi un pò eccezionali o fuori dalla norma vengono gonfiati dai giornali e dai telegiornali che danno sempre la colpa al riscaldamento globale, quando anche i dati della NOAA sui ghiacciai Antartici dicono il contrario.
Ivan72 ha scritto il 27-08-2008 ore 20:30
Mi sento di ringraziare il Dott. Alfonso Crisci per l'importantissimo lavoro che svolge, utilissimo per la collettività e da quello che posso intuire, mettendoci tanta passione, speriamo che dia i suoi frutti, sono sicuro che prima o poi arriveranno i risultati sperati.
Quello del climatologo si che è un lavoro meraviglioso, mi sarebbe piaciuto moltissimo poter svolgere tale attività, purtroppo mi resta solo il rammarico di aver preso altre strade che non sono le mie passioni.
Infine concordo con la risposta di Stefano Di Battista.
Stefano Di Battista ha scritto il 27-08-2008 ore 17:48
Sono d'accordo con lei, egregio Crisci: internet ha permesso un salto qualitativo impensabile. Comprendo anche la sua posizione: per chi fa un mestiere come il suo, non dev'essere facile convivere con questo gran parlare (spesso a sproposito) di clima e di tendenze. Però ritengo che, a lungo andare, la serietà della ricerca paghi. La ringrazio per l'attenzione.
Alfonso crisci ha scritto il 27-08-2008 ore 17:42
Io sono un ricercatore in climatologia, e faccio quel mestiere di quello di cui tanto parlano: il climatologo. Ovvero di questi 'bene-detti' o 'male-detti' climatic changes.
Con la volontà di spostarmi sempre di + sui signal biologici che forse sono + significativi.
Lo faccio per fortuna in totale serenità con i numeri delle serie storiche e anche con tutto il i modelli che ci sono.
Sono un vostro assiduo lettore, e a mio avviso fate
un ottimo servizio sia di divulgazione che di informazione.
e' la cosa + bella e che accanto a voi molti si approcciano con entusiasmo alla materia.bene,
come diceva P. Dino Bravieri dell'OSSERVATORIO XIMENIANO di FIrenze e come ha sempre permesso di fare il mio direttore Giampiero Maracchi, che è un appassionato, credetemi.
Per anni mi sono sentito cosi solo specie quando non c'era internet. ora è tutto + facile e + difficile allo stesso tempo.
Ma questo è il bello della ricerca.
Dott. Alfonso Crisci
Ricercatore IBIMET CNR
Ivan72 ha scritto il 27-08-2008 ore 16:02
Era finito lo spazio per scrivere, dimenticavo, ma come fanno certi personaggi a deridere il Meteo Giornale quando dovrebbero deridere solo loro stessi, in questo sito ci lavorano persone molto più efficienti di loro, e non solo, anche persone che scrivono sul blog, commentano gli articoli e scrivono nel forum del MTG darebbero una lezione a quei media, mi immagino uno come Sergio (solo per fare un nome) se partecipasse a certe trasmissioni televisive, pur facendo un altro mestiere credo che li metterebbe in ridicolo per la precisione dei dati e dell'informazione che tirerebbe fuori. Non mi ci metto in mezzo io solo per la mia minore competenza ed esperienza, ma posso mettere in gioco solo la mia immensa passione per la Meteorologia, Geografia, Scienze della Terra e materie scientifiche in generale, sono malato per queste cose e soprattutto maniaco di Meteorologia.
Grazie ancora per il vostro grande lavoro, siete i numeri 1.
Ivan72 ha scritto il 27-08-2008 ore 14:13
Ciao Stefano, hai tutto il mio sostegno, complimenti per il grandissimo articolo, più volte ho evidenziato come i media divulghino notizie fasulle. Non ho seguito la trasmissione matrix e non sò neanche se valga la pena perdere tempo con certi personaggi come quello da te citato, l'importante è seguire le notizie su quello che ritengo essere di gran lunga il migliore in assoluto, cioè il Meteo Giornale. La cosa che mi mette più sofferenza è che MTG si trova solo su internet e purtroppo non è presente nelle edicole e non viene trasmesso in TV, forse perché nell'informazione è troppo corretto e non è di parte, inoltre si basa su dati e numeri straordinariamente corretti e precisi, consiglio a tutti di seguire solo il Meteo Giornale e di non dar retta a quei media che sono solo spazzatura perché illudendo la gente per i loro scopi personali come guadagni e poltrone varie non fanno che peggiorare la situazione e tanto ne pagheranno anche loro le conseguenze.
Ciao e grazie di tutto.
D@rietto ha scritto il 27-08-2008 ore 09:59
Ciao Stefano
Non ho seguito Matrix, ma immagino leggendo il tuo articolo, come era impostata la puntata. Il GW come sappiamo è entrato nelle nostre case attravero i media e attraverso questi potrà tranquillamente uscirne, forse anche più velocemente rispetto all'ingresso.
Detto questo, mi preme sottolineare una cosa: in questi anni purtroppo, per la scarsa qualità dell'informazione, si confonde spesso il problema dell'inquinamento con in GW ed in effetti un pò di sensibilità verso l'ambiente la si riscontra tra la gente. Ora mi chiedo, se dovesse venire diffusa la notizia che il GW è un'invenzione, come reagirebbe la massa? A mio avviso potrebbe essere un'arma a doppio taglio, andiamoci piano. Ciao e complimenti per l'articolo
francesco ha scritto il 27-08-2008 ore 00:11
Cosa dire, se non grandi complimenti con una calorosa stretta di mano a Stefano di Battista.
Sergio ha scritto il 26-08-2008 ore 19:28
Caro Stefano, hai tutto l mio appoggio e la mia solidarietà! Anch'io sono un assiduo lettore del meteogiornale e grazie a questo sito ho iniziato ad appassionarmi e a studiare molti enigmi irrisolti del clima e posso dire che tra le varie scienze, la climatologia è forse quella più fragile nella ricerca di risposte certe. E' proprio su questo che si dovrebbero basare le scelte politiche ed energetiche. Non fornire ai media risposte date come vangelo e che tali non sono, con il rischio che tra 10-20 anni tutti inquineranno senza remore, perchè tanto i climatologi non ci azzeccano mai!!! Cercare dunque di limitare quanto più possibile il potenziale impatto antropico sul clima, proprio in ragione delle numerose incertezze e quindi dei pericoli che queste incertezze nascondono, dovrebbe essere il messaggio corretto fornito dai climatologi (quelli veri!).
ciao e grazie per gli interessanti articoli
mercury ha scritto il 26-08-2008 ore 16:46
Bellissimo articolo di risposta a chi continua, senza neanche ricercare informazioni oggettive, a diffondere dicerie e facili allarmismi sul clima. La classica "lezioncina" sul riscaldamento globale non può e non deve manipolare e screditare il lavoro di persone serie e diligenti che si impegnano ogni giorno nella misurazione di valori meteorologici e analisi climatiche.
Quindi auguro a te e alla redazione del meteogiornale di proseguire nel migliore dei modi nel vostro lavoro, che viene apprezzato da moltissimi utenti come me che leggono quotidinamente i vostri articoli.
Buon lavoro!
Julius ha scritto il 26-08-2008 ore 16:19
Sono un "accanito" lettore del meteogiornale e seguo da circa dieci anni ogni giorno tutti gli articoli pubblicati perche' amo la meteorologia.
Il nostro sito, permettimi di definirlo cosi', e' stato sempre ricco di informazioni ed approfondimenti, fatti da chi vive la meteorologia come passione di vita!
Essere allarmisti (caserini) vuol dire allontanare la comunita' mondiale dal problema, vuol dire mollare la presa sui veri punti da affrontare, un po' come gettare la spugna e dire che nulla piu' e' risolvibile.
Certo la nostra amata terra non se la passa tanto bene, ma sono certo che sapra' ritrovare il percorso per diventare sana, ma dobbiamo essere noi ad indicare la strada, diminuendo al minimo il nostro impatto sull'ambiente e a rispettare ogni minimo dettaglio comportamentale affinche' si possa tornare ad un equilibrio sostenibile.
Qui nei campi flegrei da anni l'estate non era cosi'simil azzorriana... e spero che cio' si ripeta e sopratutto che la temperatura del mare cali
Stefano Di Battista ha scritto il 26-08-2008 ore 14:15
Approfitto del commento di Andrea delle 10.56 per dire che, fra gli argomenti addotti da Stefano Caserini durante la puntata di 'Matrix', ce n'è uno che val la pena di meditare, ovvero l'effetto antropico determinato sul clima dall'abbattimento di polveri e anidride solforosa. L'inquinamento, a parere di Caserini, negli anni Sessanta e Settanta avrebbe mascherato il riscaldamento, poiché agiva come elemento catalizzatore di nuvolosità riflettente la radiazione solare in ingresso; il miglioramento nella qualità dell'aria a partire dagli anni Ottanta avrebbe invece permesso il passaggio d'una maggiore quantità di energia solare. Tutto ciò ha certamente influenzato il clima della Pianura Padana, dove le nebbie invernali sono pressoché scomparse, il che si è tradotto in temperature medie più alte. Esiste, in proposito, uno studio recente, coordinato da Christian Ruckstuhl, dell'Istituto svizzero per le scienze climatiche e atmosferiche, che stima in un watt per metro quadrato l'aumento di radiazione solare in Europa tra il 1976 e il 2005 causato proprio dalla lotta all'inquinamento urbano. Ritengo che questo possa rappresentare un ulteriore elemento di riflessione.
grainstone ha scritto il 26-08-2008 ore 13:40
ottimo articolo, il meteogiornale è nei miei segnalibri da almeno 5 anni, ed è sempre stato un sito affidabile ed esaustivo, che fornisce analisi lucide e di alto livello; a mio parere svolge un lavoro enorme nel campo della divulgazione della climatologia e della meteorologia, ed è un lavoro che ai fautori del catastrofismo ad ogni costo (poco informati per lo più) può dare fastidio!
samarfy ha scritto il 26-08-2008 ore 12:56
Ottimo articolo davvero! E' sempre un piacere leggere chi non teme di andare contro la corrente...
Fabio ha scritto il 26-08-2008 ore 12:56
Con questo articolo si evidenzia ancora una volta come l'argomento del riscaldamento globale, invece di essere affrontato in termini scientifici e col la prudenza che si conviene quando si analizzano fenomeni complessi, sia un veicolo per creare notizie quando altre non ve ne sono.
E' una tendenza di questo povero giornalismo ripetere e amplificare sempre le stesse notizie creando dei tormentoni invece di percorrere la ben più difficile via della ricerca di nuove o del confutare le vecchie.
E' una moda ormai allarmare la popolazione che in men che non si dica finirà in padella così come si decide di allarmarla di disatrose pestilenze quando in uno speduto villaggio un individuo muore di complicanze di aviaria.
Purtroppo rassicurare che il passaggio a nord ovest non si aprirà domani non crea ansia da notizia (e forse ansia in chi desidera sfruttarlo commercialmente).
Ieri: 08:44Piacenza si è svegliata col TEMPORALE



