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Il Monte Peller, estremità settentrionale delle Dolomiti di Brenta
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Quota 2320 metri questa montagna del Trentino occidentale, che nelle belle giornate offre un magnifico panorama sul gruppo dolomitico. La salita è facilitata da una lunga strada sterrata che sale da Cles.

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Nella prima immagine il versante nord del Peller, nella seconda Cles, con il Lago di Santa Giustina, visti dalla strada che sale verso il Rifugio Peller. Foto di Giovanni e Alessandro Staiano.

Una lunga, spesso malagevole, strada sterrata sale da Cles, centro principale della Val di Non, verso il Rifugio Peller, m 1990, a breve distanza dal Monte Peller, m 2320, estremo avamposto settentrionale del Brenta. La strada offre anche belle vedute sulla Val di Non e il Lago di Santa Giustina.

Giovedì 3 luglio, abbiamo percorso questa strada fino ai 1720 metri di Prà del Termen, poco oltre Fontana Maora (oltre il fondo peggiorava e c'era un tratto ripido molto "scivoloso"). Dal nostro parcheggio la strada continua con il segnavia CAI 313. Incontrato dopo 20' il bivio per Malga Roi, dopo ulteriori 15' abbiamo raggiunto il Lago Dorigat, dominato dalla mole del versante nord del Peller, a quota 1869.

Qui la strada per il Rifugio Peller piega a destra, mentre un altro stradello prosegue (segnavia 336) aggirando la Croce del Peller a oriente, fra ameni pascoli, per poi tagliare intorno quota 2000 tutto il versante meridionale del Peller. Giunti a Malga Tassula e al Bivacco Pinamonti, abbiamo dapprima risalito un valloncello fino alla Bassetta, valico tra il Peller e il Pellerot, a quota 2158. Spettacolare la vista sui selvaggi dirupi che sia il Peller che il Pellerot mostrano sul versante occidentale, con la Malga Clesera in basso.

Dalla Bassetta un sentiero sale ripido, a tratti fra rocce, il crinale sudoccidentale del Monte Peller, ma non ci siamo azzardati a salirlo. Siamo tornati così sullo stradello fino a un crocifisso presso Malga Tassula, iniziando da qui a salire "tagliando" il versante meridionale del Peller, su una traccia ben delineata (ma non segnata), ripida negli ultimi 100 metri sotto la Croce Peller, m 2208.

Toccata questa prima cima, si è ormai in grado di godere appieno la vista che la cresta del Peller può concedere, ma che nella giornata della nostra gita ha concesso solo in minima parte (foschia densa in basso, volute di nebbia a tratti fitta che salivano continuamente dal basso, nubi in cielo, solo brevi sprazzi soleggiati, ma sempre con foschia). Lo splendido Pian della Nana, vasto pianoro ai piedi del Sasso Rosso, si è lasciato ammirare tra una nube e l'altra, oltr'Adige non si vedeva nulla, un po' meglio la visibilità verso le Valli di Sole e Rabbi.

Da Croce Peller abbiamo percorso poi, in leggera salita, gli ampi pianori erbosi sommitali, diretti verso la cima del Monte Peller (m 2320), deturpata da un incomprensibile traliccio sgangherato di tubi, dove ancora una volta il tempo non ci ha aiutato a godere il panorama, lasciandocelo poco più che intuire, con qualche sprazzo in più verso il magnifico Brenta Settentrionale.

Disponendo di una guida Kompass molto "ottimista", che non segnalava difficoltà sul percorso, pensavamo di poter scendere direttamente, lungo il crinale nordest, con il 337 verso il Rifugio Peller, ma appena lasciati i pianori sommitali abbiamo visto l'indicazione di "sentiero attrezzato e impegnativo" . Non avendo materiale da ferrata, e comunque non avendo per ora intenzione di farne (forse riprenderemo questo tipo di percorsi l'estate prossima, quando Alessandro avrà riacquisito maggiore sicurezza), siamo così tornati sui nostri passi, scendendo per lo stesso percorso fatto in salita.

Trovando nebbia a tratti molto fitta tornando verso la Croce Peller, devo dire che è forse un po' discutibile la scelta di non segnare un itinerario che attraversa una prateria così vasta, con scarsi punti di riferimento. Io ho un buon senso dell'orientamento e non ho avuto problemi, ma il rischio di perdere l'orientamento lassù c'è.

Un po' noioso quindi il percorso di discesa, sullo stesso itinerario del mattino, ma ci mancava il tempo di fare il giro per il Passo della Forcola e la Malga Clesera, completando così l'anello di questa montagna. Poco prima del lago Dorigat, in una zona di pascolo, affollata da mandrie di bovini, ha anche piovuto, debolmente, per 5-6 minuti, giusto per farci frettolosamente indossare mantelle e coprizaini.

Bella gita , ma con una visibilità migliore poteva essere bellissima. Il Brenta è un gruppo magnifico, celebratissimo nella sua parte centrale, quella delle varie Cima Tosa e Brenta, del Campanile Basso, dei Rifugi Tuckett e Brentei. Molto meno conosciuta è la parte settntrionale del gruppo, percorsa dal lungo sentiero Costanzi. La Pietra Grande, che sovrasta a nord il Grostè, per molti accesso al Brenta, raggiunto com'è dalla funivia, è la porta meridionale di questo sottogruppo, la cui estremità settentrionale è invece quel Monte Peller, meta della nostra gita.

Più in basso, la perla della zona è il Lago di Tovel, che noi siamo riusciti a vedere tra la foschia dall'alto. Negli anni '60 questo lago era famoso per l'arrossamento delle acque, causato dall'azione di un'alga conosciuta col nome di Glenodineum sanguineum. Il fenomeno dell'arrossamento si verificava in estate durante i mesi più caldi. L'arrossamento del Lago di Tovel cessò nell'estate del 1964.

Altre immagini della giornata al link forum.meteogiornale.it/reportage-fotografici/48442-monte-peller-brenta-settentrionale.html.

Giovanni Staiano - Nuovo forum, nuovo sito: www.mtgforum.it

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