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Il clima dell'Indonesia: equatoriale con grandi piogge a forte componente orografica (seconda parte)

Bali, noto paradiso tropicale, riceve oltre 300 mm/mese nell'estate australe, come anche la capitale Jakarta.

immagine articolo 1248
immagine articolo 1248 Uno scorcio di una spiaggia a Bali e architetture moderne a Jakarta. Foto di Bernard Cloutier http://berclo.net.
Lasciata Sumatra nella prima parte, cominciamo dalla capitale Jakarta (6,2°S), nel nord dell'isola di Giava, a vedere alcuni "numeri" climatici di località nelle altre isole indonesiane. A Jakarta cadono 1821 mm/anno di pioggia. Al relativo secco dell'inverno australe (agosto 48 mm, luglio 59), quando la città è sottovento ai venti prevalenti da S/SE, fa riscontro la notevole piovosità estiva (gennaio 342 mm, febbraio 302), quando prevale il monsone di NE. Situazione intermedia nelle stagioni intermonsoniche (aprile 134 mm, ottobre 106). Temperature: 1,1°C (in °C esprimeremo tutte le temperature) l'escursione stagionale fra i 25,8° di gennaio (che pure è estivo nell'emisfero sud, si sente il raffrescamento portato dal monsone di NE) e i 26,9° di maggio, settembre e ottobre; media annua 26,5°.

Regime pluviometrico simile a Surabaya (7,2°S), nel NE di Giava, dove piove meno, con 1552 mm/anno. Inverno qui ancora più secco (agosto e settembre 14 mm, luglio 27), estate molto piovosa (oltre 230 mm/mese da dicembre a marzo, 285 in gennaio), piovosità discreta nelle stagioni intermonsoniche (aprile 145 mm, novembre 125). Temperature un po' più alte che a Jakarta, dai 26,6° di luglio ai 27,0° di gennaio e febbraio fino ai 28,7° di ottobre e novembre, con picco secondario in aprile (27,7°) e media annua di 27,5°.

L'isola di Bali, notissima per essere uno dei più frequentati paradisi tropicali, non si presta molto ai soggiorni nel periodo dell'estate australe. A Denpasar (8,7°S), nella parte sud dell'isola, cadono infatti 347 mm in gennaio, 293 in dicembre e 288 in febbraio. Asciutto e gradevole termicamente l'inverno (agosto 24 mm e 25,8°, settembre 41 mm, luglio 50), piovosità intermedia nei periodi intermonsonici (aprile 95 mm, ottobre 90), con un totale di 1738 mm/anno. Il citato agosto è il mese più fresco, mentre i più caldi sono novembre e aprile con 27,8°, la media annua è 27,1°.

Nel Borneo meridionale, Banjarmasin (3,4°S) riceve 2574 mm/anno. Qui le piogge estive sono esaltate dall'orografia, con le montagne del centro dell'isola che fermano l'umidità portata dal vento prevalente, che in questa stagione proviene da nordovest. Da novembre ad aprile cadono oltre 210 mm/mese, da gennaio a marzo oltre 300 (al top gennaio con 350). In nessun mese si scende comunque sotto i 100 mm (agosto 115, luglio 125). Temperature: luglio 26,2°, ottobre 27,2°, dicembre e gennaio 26,2°, aprile 27,0°, media annua 26,6°.

Balikpapan (1,3°S) è nel Borneo sudorientale. Cambia il regime delle piogge, con distribuzione molto omogenea dei 2766 mm/anno, dai 176 di novembre ai 259 di luglio. Rispetto a Banjarmasin manca l'effetto stau con il monsone settentrionale (e questo riduce le piogge del periodo dell'estate australe), mentre al contrario il rilievo ferma maggiormente l'umidità quando, nell'estate boreale, spirano venti in prevalenza meridionali. Temperature: luglio 26,5°, ottobre 27,2°, febbraio 26,5°, maggio 27,2°, anno 26,9°.

La parte settentrionale di Sulawesi, una sottile lingua di terra, posta tutta a nord dell'Equatore, dove la montagna scende veloce verso il mare sia a sud che a nord, evidenzia come il regime pluviometrico sia fortemente dipendente dall'orografia. Menado, sulla costa nord (meno di 2°N), esposta ai venti settentrionali nell'inverno boreale, riceve 2700 mm/anno con un periodo di piogge torrenziali da dicembre (319 mm) a marzo (270), passando per i 377 mm di gennaio. Notevoli anche le piogge zenitali (aprile e novembre 233 mm), più ridotte quelle estive (luglio 107 mm). Gorontalo, sulla costa sud a neppure 1°N, riceve solo 1237 mm, con piogge in prevalenza zenitali (maggio 157 mm, giugno 135, ottobre 117, novembre 110) e piovosità più ridotta sia nel periodo del monsone settentrionale (gennaio 93 mm), sia quando prevale quello meridionale (agosto 53 mm, settembre 67, qui deve intervenire qualche effetto locale perchè saremmo sopravvento alle correnti prevalenti).

Le temperature di Menado vanno dai 25,4° di gennaio e febbraio ai 26,4° di aprile, agosto e settembre (media annua 26,0°), mentre a Gorontalo si va da 26,4° in luglio a 27,5° in ottobre (media annua 27,0°), con il 26,7° di gennaio, 1,3° in più che a Menado, che evidenzia l'effetto favonico del barat, il vento settentrionale tipico di questa isola nel periodo dicembre-febbraio.

Spostandoci ancora a oriente incontriamo le Molucche. La città di Ambon (3,7°S), sull'isola di Ceram, pur trovandosi qualche grado a sud dell'Equatore, sperimenta un regime pluviometrico con massimo tra la primavera e l'estate boreali, ovvero più tipico delle zone tropicali a nord dell'Equatore, questo a causa del rilievo che fa da sbarramento ai venti sudorientali, prevalenti nel periodo citato. Abbiamo così oltre 240 mm/mese da aprile a settembre, con giugno e luglio oltre i 500 (577 e 572), piogge ancora abbondanti in marzo e ottobre (130 e 144 mm), un po' più scarse nell'inverno boreale, quando la città è sottovento ai venti prevalenti da NW (meno di 120 mm/mese da novembre a febbraio, mese più secco novembre con 91). Il totale è di 3230 mm/anno.

Jayapura (2,6°S), sulla costa nord della Nuova Guinea, sperimenta un regime opposto, trovandosi sopravvento al monsone settentrionale e sottovento a quello meridionale, che spira nell'estate boreale. I 1853 mm/anno seguono una gaussiana, con massimo in febbraio/marzo (245 e 232 mm) e minimo tra giugno e agosto (84, 99 e 97 mm nei 3 mesi), passando per i 167 mm di aprile e i 153 di novembre, periodi intermonsonici. Le temperature medie evidenziano due minimi, con 26,1°, in luglio (alisei relativamente freschi da SE) e febbraio (scarso soleggiamento), e due massimi in novembre/dicembre (26,8°) e aprile/maggio (26,8° e 26,9°), a ruota dei passaggi zenitali. 26,5° la media annua.

A parte l'interesse balneare di alcune famose località indonesiane, fra le quali la più celebre è la già citata Bali, i motivi principali di interesse nel paese sono gli edifici religiosi (buddisti e induisti) e la natura esuberante, con le foreste pluviali equatoriali nelle zone pianeggianti, le lussureggianti foreste nebulari sulle pendici delle montagne, battute spesso dagli acquazzoni e ancor più spesso immerse nella nebbia o nella bruma, le savane di quelle aree, soprattutto nella parte sudorientale dell'arcipelago, dove esiste una stagione secca.

L'isola vulcanica di Komodo, a est di Bali, Parco Nazionale e sito protetto Unesco, è famosa per ospitare 5700 varani giganti, unici sopravvissuti fra i dinosauri carnivori. Questo aggressivo lucertolone, soprannominato "drago di Komodo", è oggetto di studi scientifici riguardanti l'evoluzione.

Nella lista Unesco del Patrimonio dell'Umanità si trovano anche i complessi templari di Borobudur (buddista) e di Prambanan (induista). Il primo, edificato più di 1200 anni fa e abbandonato nel 1006 per una eruzione vulcanica, fu scoperto sotto strati di cenere vulcanica e di vegetazione tropicale, dal governatore olandese di Giava Raffles nel XIX secolo. Il secondo sito, edificato tra VIII e X secolo, rappresenta la principale testimonianza di cultura induista a Giava. Il tempio maggiore, dedicato a Shiva Mahadeva, ha una cupola alta 47 metri. Nei pressi di Prambanan interessanti anche i templi buddisti di Sambisari.

Sempre a Giava, nel sito preistorico di Sangirani, sono stati rinvenuti consistenti reperti del cosiddetto Homo Erectus. Risalenti a un milione e mezzo di anni fa.

Su Internet interessanti sono i siti www.indonesia.it, www.indonesia-tourism.com, www.tourismindonesia.com e www.goindo.com.

Pubblicato da Giovanni Staiano

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