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Per una storia climatica dell'Antartide. Parte V: componenti bariche 2
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Il bilancio termico nella dinamica delle correnti atmosferiche: un confronto fra la Penisola Antartica e il Polo Sud.

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SAM Index e temperatura media annuale nelle basi di Faraday e del Polo Sud dal 1957 al 2006. Clickare sull'immagine per ingrandirla.

Con la regione occidentale del Mare di Ross, la Penisola Antartica è l'area di maggior concentrazione di punti di rilevamento meteo climatici (basi permanenti e AWS) del continente. Il suo riscaldamento è ampiamente documentato, sia dai rilevamenti che dalle osservazioni, di cui il collasso della frangia settentrionale della Barriera di Larsen, nel 2002, rappresenta l'aspetto più evidente e spettacolare. Sono stati individuati tre principali meccanismi generativi dell'incremento termico della Penisola Antartica (Domack, p. 9):
a) cambiamenti nei modelli atmosferici di circolazione che interessano la regione;
b) processi oceanografici che comportano un'intensificata risalita di correnti circumpolari relativamente calde nell'area della Penisola Antartica occidentale;
c) modifica del bilancio energetico di superficie, in cui riveste particolare importanza la copertura glaciale dei mari circostanti.

Circa i meccanismi atmosferici che regolano il clima della regione, occorre tener conto del fatto che i mari di Amundsen e Bellingshausen sono sede quasi permanente di ciclogenesi, ciò che dà luogo a una predominanza di correnti nord occidentali che investono la costa ovest della Penisola Antartica. Legando le variazioni del SAM a quelle della Semiannual Oscillation (SAO), alcuni autori, dopo aver documentato un indebolimento della SAO a iniziare dai tardi anni Settanta, hanno ipotizzato che esso sia associato a un incremento dei venti settentrionali, alla diminuzione della superficie glacializzata dei mari di Amundsen e Bellingshausen e, in ultima analisi, al riscaldamento della Penisola Antartica (Domack, p. 9).

Un esame più approfondito delle correnti atmosferiche, tuttavia, porta a conclusioni non conformi a tale ipotesi. Nel periodo 1969-2000 è stata sì osservata un'intensificazione della velocità media annuale dei westerly del 15-20%, il che ha indubbiamente comportato una maggiore positività del SAM (Orr, p. 1.4); e nei mesi in cui la polarità dell'indice è elevata si riscontrano basse temperature continentali, una minore altezza del geopotenziale sulla calotta nonché, appunto, un forte flusso circumpolare, all'incirca lungo il 60° S (Thompson, p. 897). Insomma: tali caratteristiche si riflettono in maniera opposta sull'andamento termico del Plateau Antartico e della Penisola Antartica. Tuttavia, l'afflusso di venti meridionali lungo la costa occidentale della Penisola Antartica non mostra significativi cambiamenti tra le fasi di SAO debole o intensa (Domack, p. 9). Neppure c'è sicurezza che SAM e SAO siano direttamente correlati, e che quindi la forza del primo (che è una componente emisferica) possa determinare la debolezza della seconda. La modifica più significativa del SAM è di carattere stagionale (estate e autunno): occorrerebbe dunque un'indagine statistica per ogni base antartica onde capire quali effetti sulla SAO ne siano eventualmente derivati nelle varie regioni del continente (G.J. Marshall, comunicazione personale: 5 aprile 2005).

Sotto questo profilo, le basi più rappresentative sono Faraday Vernadsky e Amundsen-Scott: la prima esposta alle correnti occidentali che, dal Mare di Bellingshausen, si scontrano con la Terra di Graham; la seconda quasi al centro esatto del vortice circumpolare e dello stesso continente. Il grafico mette in relazione l'indice annuale SAM con le temperature medie annue delle due basi. L'accordo fra le polarità dell'indice e l'andamento delle curve termiche sembra diventare migliore attorno alla metà degli anni Settanta, come mostra la sintesi seguente (prima colonna indice SAM, seconda Amundsen-Scott, terza Faraday Vernadsky):
1960 +1,52 -49,6 °C -5,1 °C
1968 -2,65 -49,8 °C -3,5 °C
1980 -2,14 -48,7 °C -6,1 °C
1989 +1,86 -50,1 °C -1,2 °C
1998 +4,46 -50,3 °C -1,5 °C
2002 -1,32 -48,0 °C -3,5 °C
2006 +1,51 -50,4 °C -2,0 °C

Se, a questo punto, si torna al grafico che associava l'indice SAM alla curva termica delle otto basi antartiche (parte V/1) e lo si rapporta a quello qui presentato, si potrà notare come, nel freddo 1960, il contributo di Faraday Vernadsky sia più importante di quello di Amundsen-Scott; al contrario, nel 1998 è la base del Polo Sud a pesare sul computo complessivo. Ma il SAM, come ogni altra componente barica, può spiegare solo parte del cambiamento termico registrato in Antartide; nella Penisola Antartica e nelle regioni costiere in genere, è chiaro come una variazione della superficie marina glacializzata comporti uno sbilancio dell'albedo che ha effetti ben più diretti sulla temperatura media annua; ed essendo, per forza di cose, la curva termica dell'Antartide costruita sull'archivio di sette basi costiere e una sola continentale (vedi parte I), nel range annuale questo aspetto viene amplificato. È invece possibile che, a livello stagionale o mensile, la fase barica possa risultare più congruente ai trend termici delle varie regioni antartiche.

Bibliografia:
E.W. DOMACK, A. BURNETT, A. LEVENTER, Environmental Setting of the Antarctic Peninsula, in E.W. DOMACK, A. LEVENTER, A. BURNETT, R. BINDSCHADLER, P. CONVEY, M. KIRBY (editors), Antarctic Peninsula Climate Variability: Historical and Paleoenvironmental Perspectives (Antarctic Research Series, vol. 79), Washington, 2003, pp. 1-13.
A. ORR, D. CRESSWELL, G.J. MARSHALL, J.C.R. HUNT, J. SOMMERIA, C.G. WANG, M. LIGHT, A 'low-level' explanation for the recent large warming trend over the western Antarctic Peninsula involving blocked winds and changes in zonal circulation, in «Geophysical Research Letters», vol. 31, L06204 (2004), pp. 1.4 -4.4 (doi: 10.1029/2003GL019160).
D.W.J. THOMPSON, S. SOLOMON, Interpretation of Recent Southern Hemisphere Climate Change, in «Science», vol. 296, n. 5569 (2002), pp. 895-899.

Parte I: www.meteogiornale.it/news/read.php?id=16696
Parte II: www.meteogiornale.it/news/read.php?id=16713
Parte III: www.meteogiornale.it/news/read.php?id=16785
Parte IV/1: www.meteogiornale.it/news/read.php?id=16805
Parte IV/2: www.meteogiornale.it/news/read.php?id=16826
Parte V/1: www.meteogiornale.it/news/read.php?id=17059

Stefano Di Battista - Novara Oggi

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