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Indagine sinottica sul lungo raggio
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Ci siamo lasciati con un grosso punto interrogativo circa la possibile evoluzione futura meteo sul nostro Continente. Qualcosa sembra confermarsi. Tanti punti di forza e deboli alternative...
Mappa per il 22 gennaio del modello canadese GEM. Elaborazione MeteoGiornale. Fonte: www.meteogiornale.it/mappe/index.php#GEM.
Sicuramente c'è una conferma: ingerenza sul nostro tempo, considerata attualmente come crescente ed attribuibile ad un nuovo e cospicuo raffreddamento sul settore Euro/Asiatico. Questa fase, assolutamente cruciale per il tempo che farà nell'ultima decade del mese di gennaio, potrebbe essere attribuibile ad una possibile e stratosferica divisione del vortice freddo (detto vortice polare).
Attualmente resta un'ipotesi poco visibile, perlomeno parzialmente visibile, dai modelli numerici; ma la visione d'insieme ci pone ad affrontare una possibile soluzione sinottica che potrebbe causare una forte e decisa avvezione fredda sulla nostra Penisola.
Certamente per giungere a questa ipotesi, ancora remota, dovremmo affrontare un periodo di assestamento (normalmente una JS compie la sua azione di trascinamento nei successivi 3-4 giorni dalla prima osservazione), che ci vedrebbe, nel medio termine, subordinati ad una disposizione delle correnti nella tropopausa di carattere anticiclonico e provenienti dalle latitudini dei tropici. Affermazione, quindi, di un HP con netta matrice sub- tropicale, verso il bacino centro occidentale del Mediterraneo. Maggiore stabilità atmosferica e netto incremento delle temperature soprattutto in quota.
La fase successiva, quella considerata in questo editoriale, sembra proporsi come la più interessante di questo primo scorcio di inverno o prima metà d'inverno. L'azione congiunta tra l'HP delle Azzorre e quella del promontorio, freddo euro/asiatico, potrebbe favorire una serie di flussi crescenti, prima alle medio ed alte quote e successivamente in direzione del suolo, di aria fredda di origine continentale. Una sorte di bivio decisivo che potrebbe condizionare il tempo della Penisola italiana, anche in maniera considerevole.
Dopo tanta pressione e duelli, tra Oceano e Continente, nel lungo termine, sembra che il freddo possa avere ragione.
Certamente le analisi, sul lungo raggio, tengono presenti vari fattori, tra i quali anche gli indici atmosferici, ma per giungere ad una previsione non a forbice aperta è necessario che tutte le variabili, anche quelle della geometria frattale, vengano tenute in debita considerazione. Non stiamo, sicuramente, affrontando una previsione stagionale (ben altra cosa), ma cerchiamo di sfruttare tutto quello che è in nostro possesso per rendere il futuro non determinabile in un futuro possibile.
Certamente in una condizione atmosferica, ancora molto critica, necessitano delle riletture che possano avvalorare tali ipotesi, anche se in assoluto credo che tale trend possa considerarsi, nel globale, l'unico percorribile.
Antonio Pallucca
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