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Coefficienti nivometrici nelle Alpi
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Esamineremmo, analizzando varie quote, la percentuale di precipitazioni nevose che ricevono mediamente le località di montagna, nell'arco di un anno. Individueremmo il limite dove le precipitazioni avvengono esclusivamente in forma nevosa, per 12 mesi l'anno.

immagine articolo 1095
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Le foto ritraggono il Cervino. Nella prima si vede la stazione meteo del lago Goillet a 2526 metri, questa stazione è stata utilizzata per lo studio dei coefficienti nivometrici alpini.

Studiando il rapporto tra la l'equivalente di acqua, fornito dalla neve fusa, e la precipitazione totale in un dato periodo, basandosi sui dati storici di varie stazioni meteo alpine, si è potuto calcolare la percentuale di precipitazione nevosa che ricevono le Alpi a seconda della quota.

Per le vallate alpine più basse, solitamente sui 500 metri di altitudine, si è verificato che la percentuale di precipitazione nevosa è del 7% circa (Aosta 500 metri fornisce un dato del 13%). Queste si concentrano soprattutto in dicembre-gennaio, unici mesi che frequentemente offrono le ideali condizioni termiche che consentono la caduta della neve.

Salendo di quota passiamo a 1000 metri, dove il 21% dei fenomeni si manifesta sotto forma di nevicate. A questa quota i mesi più nevosi sono di più che in pianura ma sempre maggiormente concentrati nella stagione fredda.

A 1500 metri di quota il 35% dei fenomeni cade sotto forma nevosa, a 2000 metri la percentuale sale al 49%. Tra i 1500 e i 2000 metri si riscontrano 2 massimi di precipitazione nevosa concentrati in due periodi diversi, cioè tra novembre e dicembre e tra marzo e aprile; una riduzione delle nevicate si riscontra al culmine dell'inverno dove spesso prevalgono figure anticicloniche. A 2000 metri si assiste ai primi fenomeni nevosi estivi con accumuli al suolo che possono arrivare ai 5 cm e che si manifestano comunque molto raramente specie nel cuore dell'estate.

A 2500 metri, più della metà dei fenomeni precipitativi sono rappresentati da nevicate, con una percentuale del 63%; non certo insolite le nevicate estive anche se il massimo di apporti nevosi lo si ha in mesi distinti, cioè novembre e aprile. In estate si possono rilevare accumuli fino a 40 cm giornalieri con massimi al suolo di oltre 80 cm. Sono però frequenti gli anni senza nevicate estive.

A 3000 metri ormai i fenomeni sono praticamente quasi tutti in forma nevosa con la percentuale che raggiunge il 77%; le piogge si verificano soprattutto nei mesi estivi.

La quota dove la percentuale di precipitazione nevosa raggiunge mediamente il 100% si trova a 3700 metri.

Uno studio sulla piovosità attorno al Monte Bianco ha fatto ipotizzare che i massimi apporti di neve, sulla cima, si abbiano in piena estate dal momento che nelle zone circostanti, dove sono stati fatti i rilevamenti, le maggiori precipitazioni si hanno nei mesi estivi. Le cronache di scalate sulla vetta della montagna più alta d'Europa documentano forti tempeste estive portate da violenti temporali e forti tormente di neve.

Bibliografia
Atlante climatico della Valle d'Aosta - De Agostini Editore
Coefficienti nivometrici derivati da una ricerca di Pinna e Garzolo (1973)

Andrea Murgia

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