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Quando la neve si fonde al suolo...
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La neve ha una sua struttura molecolare ben precisa. Essa si mostra come un cristallo, evidente anche senza il microscopio, ben preciso e descrivibile come una stella a più punte e con diramazioni ben regolari e periferiche.

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La neve, per quanto noi possiamo immaginare, ha una sua struttura molecolare ben precisa. Essa si mostra come un cristallo, evidente anche senza il microscopio, ben preciso e descrivibile come una stella a più punte e con diramazioni ben regolari e periferiche. Questo, e senza alcun dubbio, è il concetto fisico di un fiocco di neve. Il resto, pur comprendendo le precipitazioni miste, quindi non intatte, non può essere compreso nel fenomeno neve.

Certamente la neve, come meteora atmosferica pura, raggiunge il suolo con temperature molto vicine o inferiori allo 0° C. Tuttavia non possiamo eludere, quindi ignorare, che spesso dei fiocchi di neve possano raggiungere il suolo con temperature sopra allo 0° C. Questo tipo di neve, a volte abbondante, raggiunge il suolo solo ed a causa di un forte raffreddamento della colonna verticale dell'aria circostante, senza subire alcuna sorte di fusione ed alterazione.

Un cristallo, chiamato neve, è in grado di assorbire calore dalle zone circostanti dell'aria (colonna verticale dell'atmosfera), in maniera assolutamente considerevole; quindi, se una precipitazione originata come nevosa, alle medio e basse quote dell'atmosfera, riesce a raggiungere il suolo dove le temperature sono sopra lo zero, è solo perché l'intensità precipitativa che si pone è di media o forte intensità; quindi inibita nella relativa fusione (forte raffreddamento delle colonna d'aria verticale).

In tutto questo costrutto molecolare, in qualche maniera, c'entra anche e soprattutto l'umidità relativa (UR) che un cristallo di neve deve attraversare/subire per raggiungere il suolo.

Questa è una fase, importante ed assolutamente "critica" per la conservazione di un fioco di neve.

Facciamo un'ipotesi semplice: se tra i 2500 mt ed oltre e sino ad arrivare ai 1500 mt, il fiocco di neve si presenta ancora intatto, quindi molecolarmente integro ed incontra, nei sub-strati, delle particelle di vapore (UR) molto forti, detto cristallo, potrebbe essere soggetto ad una rapida fusione e presentarsi al suolo come neve sopraffusa; quindi irregolare nella sua struttura.

Sicuramente noi tutti abbiamo osservato che, dopo una forte precipitazione nevosa, si evidenziano al suolo delle particelle cristalline assolutamente difformi l'una dall'altra: questo è principalmente dovuto ad una crescente umidità nei medio strati dell'atmosfera che provoca delle precipitazioni nevose a "rischio" di fusione, quindi, una sorta di neve che potrebbe fondersi al suolo. Il concetto di vapore crescente, dovuto a medi e forti contrasti termici, è la principale causa della fusione della neve al suolo e non solo nei bassi strati.

Antonio Pallucca

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