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Scenario teleconnetivo sempre favorevole alle sortite artiche
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Gli indici teleconnettivi sono sempre propensi a mostrare un futuro determinato da forti scambi meridiani, e per il comparto europeo anche da retrogressioni continentali.
Nelle due carte possiamo vedere l'attuale situazione della QBO molto negativa e l'attuale previsione dell'indice PCAI. Fonte: http://www.lamma.rete.toscana.it e www.meteogiornale.it/mappe.
Iniziamo questo editoriale sull'analisi degli indici climatici con una considerazione importante: i modelli numerico-previsionali stanno confermando totalmente quello che gli indici teleconnettivi avevano anticipato già in autunno. In altre parole la prevalenza da una parte degli scambi meridiani sul comparto centro-orientale europeo, dall'altra il blocco quasi costante del flusso atlantico e del suo carico di piogge e nevicate sulle Alpi italiane. Tale tendenza dovrebbe permanere ancora a lungo, ed i motivi sono in buona parte legati sia alle SSTA (anomalie termiche delle temperature delle acque superficiali oceaniche), sia agli indici stratosferici, nella fattispecie QBO (Quasi Biennal Oscillation) che il Vortice Polare stratosferico. Il tutto condito dalla fase di minimo solare del ciclo di Schwabe del Sole.
Riassumo velocemente il discorso già più volte fatto riguardo agli indici collegati alle SSTA:
ENSO--, AMO++, PDO- e IOD debolmente positiva. Ergo, come già detto, azzorriano molto invadente dall'Atlantico verso l'Europa occidentale, spesso in figura di blocco nella sua tendenza a risalire verso nord-est, e saccature artiche, che provengono dal Vortice Polare costretto ad aggirare tale area altopressoria a nord in senso orario, in discesa verso sud dall'area scandinavo-russa con bersaglio privilegiato l'Europa centro-orientale ed i Balcani. Quello che succederà nei prossimi giorni sarà proprio la realizzazione di uno scenario simile a quello qui descritto, con in più l'aggiunta della retrogressione di una massa molto fredda direttamente dalle pianure sarmatiche verso ovest fino all'Italia centro-meridionale.
Ma oggi vorrei concentrarmi di più su gli indici stratosferici. Non prima però di aver segnalato un importante indice creato espressamente per il MTG da Marcello Libriani: il PCAI. Citando le sue parole si tratta di un indice "che calcola la probabilità di un'irruzione fredda di tipo artico continentale verso l'Europa Centrale e di conseguenza l'Italia ed il Mediterraneo", e che quindi "cerca di individuare la propensione della troposfera alle irruzioni di aria fredda dai quadranti di nord est, verso l'Europa centrale, ed a cascata verso l'Italia ed il Mediterraneo; perciò esprime una Probabilità (o quanto meno una Possibilità) di avere Irruzioni Artiche di tipo Continentale".
Come si può osservare nel grafico riportato, l'emissione odierna legata al run 00 delle GFS vede addirittura l'alta probabilità di due forti irruzioni artico-continentali verso l'Italia, con valori di tutto rispetto superiori ai 100 (nella scala allegata leggiamo che valori tra +85/+120 indicano una Probabilità di IAC elevata, in caso di persistenza dell'indice su detti valori, molto elevata). Per approfondire si rinvia a www.meteogiornale.it/pcai/pcai.php ed a www.meteogiornale.it/news/read.php?id=14715.
Quindi l'indice PCAI ed alcuni modelli, come le prestigiose ECMWF, vedono la possibilità di una seconda onda fredda sempre di matrice continentale verso la terza decade.
Veniamo ora all'analisi stratosferica.
La QBO, come si vede nella prima immagine che indica la direzione e l'intensità dei venti stratosferici sopra l'area tropicale, continua ad essere fortemente antizonale (colore blu) e quindi molto negativa. Ormai sappiamo che ciò, in concomitanza con una fase di minimo solare undecennale, significa forte disturbo del Vortice Polare, che tende già a livello troposferico ad assumere non solo velocità inferiori al normale, ma anche e soprattutto una forma molto sbilanciata, facile preda di possibili forcing anticiclonici sub-tropicali, che non solo ne disturbano la corsa, ma possono anche portare al vero e proprio split (scissione).
Se poi il forcing troposferico viene accompagnato anche da uno Stratwarming (anomalo riscaldamento stratosferico), allora la possibilità di avere split importanti del Vortice Polare diviene alta. Un esempio fra tutti, ancora ineguagliato: il 1985.
Per ora a dir la verità in stratosfera il VP è ben tranquillo.
Anzi stiamo assistendo ad uno Stratcooling (raffreddamento stratosferico), che può far pensare ad un successivo ricompattamento del Vortice Polare verso Natale. Ma abbiamo già visto come non ci sia per forza bisogno in questo contesto così particolare di avere potenti warming stratosferici per provocare disturbi importanti al flusso del Vortice Polare.
Voglio concludere con l'analisi della MJO, la Madden Julian Oscillation. Si tratta dell'oscillazione ciclica della distribuzione dei fenomeni convettivi (le grandi piogge tropicali) nell'area compresa tra l'Oceano Indiano ed il Pacifico. La sua collocazione è importante anche per noi, perché in correlazione con l'ENSO ci può dare utili informazioni statistiche sul futuro meteo europeo. Essa sta velocemente passando alla fase 3. Ciò potrebbe significare, in presenza di un indice ESNO negativo, la possibilità di anomalie bariche lievemente negative in area mediterranea.
In conclusione molti sono i segnali che fanno pensare ad un inverno molto freddo e nevoso soprattutto sul comparto orientale e meridionale italiano, più secco ma sempre freddo anche al nord e sulle regioni tirreniche centrali. Ma non posso non riportare quanto scritto nel precedente editoriale, per una corretta interpretazione degli indici climatici.
"Vorrei solo ricordare un principio fondamentale quando si ha a che fare con tale ramo delle meteorologia ancora in fase sperimentale. Utilizzo non a caso il termine scenario riguardo alle teleconnessioni perché risulta più semplice comprendere il valore predittivo seguendo questa metafora teatrale. Gli indici fondamentali, lo ricordo, sono quelli delle SSTA (anomalie delle temperature delle acque superficiali degli oceani), quelli stratosferici e quelli legati all'attività solare. Gli altri (come la NAO) spesso sono solo la conseguenza delle particolari configurazioni bariche assunte a livello regionale: ancora si sta valutando se possano avere una certa regolare e prevedibile ciclicità. Sappiamo ad esempio che da anni ormai l'indice EA, fondamentale per l'Europa, si trova prevalentemente in fase positiva. Ora se gli indici climatici rappresentano la scena, lo sfondo scenografico, le reali e concrete situazioni meteorologiche conseguenti alle particolari figure bariche sono paragonabili agli attori che si muovono su questa scena. La scena (gli indici) possono indicare i limiti dei loro spostamenti, l'ambito della loro rappresentazione, lo stesso argomento della recita (ad esempio in una scenografia rinascimentale non può certo recitare un attore vestito come un uomo del 2007): ma alla fine i vari attori (le figure bariche) saranno liberi di recitare il loro copione (natura) muovendosi all'interno della scena. Più facile naturalmente intuire la parte che reciteranno i protagonisti (le aree regionali più importanti, come il nord-America o la Siberia), molto più difficile capire come si muoveranno gli attori secondari e le comparse. Non dimentichiamoci mai che nella grande scena del pianeta l'Italia ha un ruolo climatico assimilabile a quello di una comparsa."
Aldo Meschiari - Nuovo forum, nuovo sito: www.mtgforum.it
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